
Marocco, notte di gloria a Monterrey: l’Olanda si arrende ai rigori
Issa Diop pareggia al 91', poi Bounou para e Saibari segna il penalty decisivo: gli africani volano agli ottavi contro il Canada.
Quando Ismael Saibari ha appoggiato il pallone nell’angolo basso alla sinistra di Verbruggen, sul prato del BBVA di Monterrey si è consumata l’ennesima conferma di un Mondiale che non risparmia le gerarchie. Il Marocco ha eliminato i Paesi Bassi per 3-2 ai calci di rigore, dopo che i centoventi minuti si erano chiusi sull’1-1, e si è guadagnato un ottavo di finale da protagonista. La sequenza dal dischetto è stata un catalogo di errori e di nervi: per gli olandesi hanno sbagliato Kluivert, Timber e Summerville, mentre tra i marocchini El Aynaoui e Hakimi hanno colpito i legni. A decidere è stato l’intervento di Yassine Bounou sul tiro di Summerville, l’ennesimo sigillo di un portiere che già in Qatar aveva steso la Spagna nella stessa maniera.
La partita aveva preso una piega crudele per gli africani quando, al 72’, Cody Gakpo aveva finalizzato un contropiede innescato da Weghorst e rifinito da Summerville. L’attaccante del Liverpool, in campo pochi giorni dopo aver perso il figlio che la compagna portava in grembo, è scoppiato in lacrime tra l’abbraccio dei compagni, in una delle immagini più toccanti del torneo. Il Marocco, che aveva dominato a lungo il possesso e colpito una traversa con Hakimi, non si è disunito. Al primo minuto di recupero, un cross dalla sinistra di Chemsdine Talbi ha trovato la testa di Issa Diop, che ha infilato Verbruggen e riaperto una sfida che i supplementari non sono riusciti a sciogliere, nonostante un intervento prodigioso del portiere olandese su Rahimi.
Secondo gli analisti del calcio europeo, l’eliminazione dei Paesi Bassi – la quarta ai rigori in una fase a eliminazione diretta del Mondiale, un record condiviso con la Spagna – segna un punto di rottura per una generazione che, pur guidata da Van Dijk e Gakpo, non è riuscita a superare i quarti nelle ultime tre edizioni. Nell’ottica nordafricana, invece, il successo consolida un percorso di crescita che dalla semifinale del 2022 ha portato il Marocco a essere oggi la sesta nazionale del ranking FIFA, capace di imporre il proprio gioco anche a una squadra storicamente offensiva come quella di Koeman, costretta a un inedito 5-3-2 per arginare la velocità degli esterni marocchini. «Abbiamo dominato, avuto il 70% di possesso e più tiri – ha dichiarato il ct Ouahbi –. Il rispetto che ci ha mostrato l’Olanda con il suo atteggiamento difensivo è la prova che il Marocco è ormai rispettato da tutti».
La notte di Monterrey, che ha visto anche la Germania uscire contro il Paraguay sempre dal dischetto, consegna al tabellone un Marocco-Canada in programma a Houston il 4 luglio. Per i Leoni dell’Atlante, che già nel 2022 avevano battuto i nordamericani nella fase a gironi, si tratta di un’occasione per continuare a riscrivere la geografia del calcio mondiale, mentre l’Europa conta già due big prematuramente a casa.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa del Golfo inquadra la vittoria del Marocco come un momento di orgoglio regionale, con i leader politici che si congratulano pubblicamente con i Leoni dell'Atlante. La drammatica lotteria dei rigori è descritta come un'impresa eroica che unisce il mondo arabo, sottolineando il sostegno della leadership degli Emirati. La narrazione esalta il trionfo della squadra sfavorita e le celebrazioni emotive in tutta la regione.
I media dell'Africa subsahariana celebrano la qualificazione del Marocco come un traguardo storico per l'intero continente, essendo la prima squadra africana a raggiungere gli ottavi di finale. La vittoria è inquadrata come una dimostrazione della crescente forza del calcio africano, con gli olandesi dipinti come l'ultimo gigante europeo a cadere. Le prodezze ai rigori di Bounou e Saibari sono acclamate come un momento di orgoglio collettivo africano.
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