
La carenza di chip di memoria spinge i prezzi al consumo: è l’effetto collaterale del boom dell’IA
La domanda di memorie per i data center sta prosciugando la capacità produttiva, facendo lievitare i costi di pc, console e smartphone e innescando una corsa globale all’infrastruttura energetica.
Il prezzo delle memorie DRAM è raddoppiato nel 2025 e ha registrato un ulteriore balzo tra il 40 e il 90 per cento nel primo trimestre del 2026, con i chip DDR5 che in un anno hanno quadruplicato il loro costo. È la conseguenza più tangibile della costruzione accelerata dei data center per l’intelligenza artificiale, che sta assorbendo una quota crescente della capacità produttiva globale di semiconduttori. Apple, Microsoft e altri produttori hanno già ritoccato più volte i listini di computer, tablet e console, mentre gli analisti taiwanesi prevedono che la pressione sui prezzi al consumo si estenderà almeno fino al 2028.
Il meccanismo è strutturale. I tre grandi produttori di memorie — Samsung, SK Hynix e Micron — hanno dirottato oltre l’80 per cento della capacità avanzata verso le memorie ad alta larghezza di banda (HBM) destinate ai server per l’IA, segmento che garantisce margini molto superiori. Le grandi aziende tecnologiche, da Microsoft a Google ad Amazon, hanno blindato con contratti pluriennali fino alla metà della produzione disponibile, lasciando i settori dell’elettronica di consumo e dell’automotive a contendersi quel che resta. La nuova capacità produttiva, secondo le stime dei produttori, non arriverà in volumi significativi prima della metà del 2027 o addirittura del 2028.
La febbre dei data center sta ridisegnando anche il mercato dell’energia. Negli Stati Uniti, le richieste di allacciamento alla rete per grandi carichi hanno raggiunto i 438 gigawatt nel solo Texas, per quasi il 90 per cento provenienti da data center, mentre a livello globale oltre 2.500 gigawatt di progetti sono in coda. L’esplosione della domanda ha innescato fusioni e acquisizioni record nel settore elettrico americano, con operazioni per 203,6 miliardi di dollari nei primi cinque mesi del 2026. In Europa, la sfida è meno legata alla potenza installata e più alla maturità organizzativa: analisti svedesi osservano che l’IA richiede processi aziendali coerenti e dati interoperabili, non solo digitalizzazione. In sanità, ad esempio, i dati dei pazienti restano intrappolati in sistemi che non comunicano tra loro, frenando l’automazione.
Sul fronte del lavoro, il World Economic Forum stima che il 39 per cento delle competenze chiave cambierà entro il 2030, ma l’impatto dell’IA si manifesta più come trasformazione dei compiti che come eliminazione di intere professioni. Ruoli come il servizio clienti, la progettazione grafica e lo sviluppo software vengono ridefiniti, con un premio crescente per il pensiero critico e la creatività. Il prossimo indicatore da osservare saranno i contratti trimestrali per le memorie DRAM del terzo trimestre, attesi in rialzo del 40-50 per cento: confermeranno se la stretta sui prezzi al consumo è destinata a durare. Sul versante regolatorio, le autorità statunitensi hanno avviato a giugno 2026 procedure di verifica sulle regole di allacciamento per i grandi carichi, un passaggio che potrebbe ridefinire i tempi della corsa all’infrastruttura.
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La carenza di chip di memoria, alimentata dal boom dei data center per l'IA, sta facendo salire i prezzi dell'elettronica di consumo senza una soluzione rapida in vista. Si tratta di un triplice problema: i consumatori pagano di più, le aziende affrontano costi superiori e pressione sui margini, e i data center si trovano ad affrontare una sfida di pubbliche relazioni poiché vengono collegati agli aumenti dei prezzi. Gli analisti prevedono che la pressione continui almeno fino al 2027 e oltre.
La vera battaglia nell'IA non riguarda gli algoritmi ma l'infrastruttura fisica: fabbriche di semiconduttori, data center e catene di approvvigionamento. Con l'aumento della domanda di IA, i colli di bottiglia si stanno estendendo dalle GPU e dalla memoria ai materiali a monte, dando potere contrattuale ai fornitori di componenti un tempo trascurati. Questo cambiamento sta ridisegnando la competizione tecnologica globale, dove il controllo sugli input produttivi può determinare il vantaggio strategico.
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