
Germania, rigori fatali contro il Paraguay: è il terzo naufragio mondiale di fila
La sconfitta ai calci di rigore contro il Paraguay nei sedicesimi di finale del Mondiale 2026 segna il punto più basso della crisi tedesca, con il futuro di Nagelsmann in bilico.
La notte di Foxborough resterà impressa come il primo, storico errore dal dischetto della Germania in un Mondiale. Dopo centoventi minuti chiusi sull’1-1, il penalty di Jonathan Tah si è spento alto sopra la traversa, consegnando al Paraguay un 4-3 che ha gelato la panchina tedesca e scatenato la festa sudamericana. Pochi istanti prima, lo stesso Tah aveva visto annullare dal VAR un colpo di testa che avrebbe potuto chiudere la partita ai supplementari: il contatto tra Waldemar Anton e il portiere Orlando Gill, giudicato falloso dall’arbitro marocchino Jalal Jayed, ha scatenato la furia di Julian Nagelsmann, che ha parlato di «scandalo enorme».
Eppure, la cronaca dei fatti racconta di una Germania padrona del campo ma sterile. Il 75% di possesso palla, i ventuno tiri e i sedici calci d’angolo non sono bastati a scardinare la difesa paraguaiana, passata in vantaggio al 42’ con Julio Enciso e raggiunta solo a inizio ripresa da un colpo di testa di Kai Havertz. La manovra tedesca, lenta e prevedibile per ammissione dello stesso Nagelsmann, non ha mai trovato la verticalità necessaria per trasformare il dominio territoriale in occasioni nitide. Il Paraguay, quarantunesimo nel ranking FIFA, ha retto l’urto con disciplina tattica e ha portato la sfida ai rigori, dove la Germania ha fallito tre tentativi, compreso quello inaugurale dello stesso Havertz.
L’eliminazione all’esordio nella fase a eliminazione diretta allunga la serie nera della Nationalelf, che dopo i trionfi del 2014 non è più riuscita a superare i quarti di finale in un grande torneo: fuori ai gironi nel 2018 e nel 2022, fuori ai quarti a Euro 2024, ora fuori ai sedicesimi. La stampa tedesca ha accolto il risultato con titoli durissimi, parlando di «fiasco», «umiliazione» e «testimonianza di incompetenza». Il capitano Joshua Kimmich ha riconosciuto che la squadra «non ha giocato bene contro nessun avversario» e che l’eliminazione è «meritata», mentre Thomas Müller l’ha definita «vergognosa». Da più parti, in Germania, si chiede un cambio alla guida tecnica, con Jürgen Klopp, presente in tribuna come commentatore televisivo, indicato come possibile successore, sebbene lui stesso abbia glissato: «Non è il momento di parlarne».
Sul fronte opposto, il Paraguay ha vissuto una notte di esaltazione collettiva, con il presidente Santiago Peña che ha proclamato una giornata di festa nazionale. La squadra di Gustavo Alfaro, approdata agli ottavi come una delle migliori terze, si è guadagnata il diritto di sfidare la vincente di Francia-Svezia, alimentando il sogno di eguagliare i quarti di finale raggiunti nel 2010. Per la Germania, invece, si apre una riflessione profonda: il presidente della Federcalcio Bernd Neuendorf ha annunciato che «non si può tornare alla normalità» e che la posizione di Nagelsmann sarà valutata solo dopo il rientro in patria. Il prossimo impegno ufficiale, il 24 settembre in Nations League contro i Paesi Bassi, arriverà in un clima di incertezza che non si respirava da anni.
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La federazione tedesca rimanda la decisione sul futuro di Nagelsmann dopo l'umiliante eliminazione. Si valutano i danni finanziari e si discute già di un possibile successore, con Klopp in pole position. La crisi del calcio tedesco impone una riflessione strategica in vista degli Europei 2028.
L'eliminazione della Germania viene dipinta come un fiasco storico, con la stampa tedesca che usa termini come disastro e vergogna. La frase di Nagelsmann, secondo cui perdere col Paraguay dimostra di non essere una squadra di alto livello, scatena polemiche per la sua arroganza. Il tono è di schadenfreude per il crollo di una potenza, mentre il Paraguay viene celebrato come l'eroe a sorpresa.
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