
Stati Uniti e Messico sanzionano la rete del ‘huachicol fiscal’ che finanzia il cartello di Jalisco
L’OFAC congela i beni di due imprenditori e nove società, mentre la UIF messicana blocca conti aggiuntivi: nel mirino il contrabbando di carburante che genera decine di milioni di dollari l’anno per il CJNG.
Il Dipartimento del Tesoro statunitense, attraverso l’Office of Foreign Assets Control (OFAC), ha designato due cittadini messicani e nove imprese con sede in Messico e nel Regno Unito per il loro ruolo in una rete di contrabbando di carburante legata al Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG). In parallelo, l’Unità di Intelligence Finanziaria (UIF) del Messico ha disposto il blocco dei conti bancari di venti soggetti tra persone fisiche e giuridiche, includendo sia i nominativi indicati da Washington sia ulteriori individui emersi dalle analisi patrimoniali condotte a Città del Messico. L’operazione congiunta colpisce il cosiddetto ‘huachicol fiscal’, un meccanismo di evasione dell’imposta speciale messicana sui carburanti (IEPS) che, secondo le autorità statunitensi, rappresenta oggi la principale fonte di reddito illecito dei cartelli al di fuori del narcotraffico.
Secondo la ricostruzione dell’OFAC, la rete acquistava legalmente benzina e diesel in raffinerie del Texas, per poi alterare la documentazione doganale al momento dell’ingresso in Messico, dichiarando i carichi come oli usati o lubrificanti industriali esenti da imposta. Il combustibile veniva quindi venduto a stazioni di servizio messicane attraverso un sistema di società di comodo e fatture false, generando margini che l’amministrazione Trump quantifica in decine di milioni di dollari l’anno. Il Tesoro ha inoltre diffuso un’allerta della Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) rivolta alle banche, in cui si segnalano oltre centosessanta segnalazioni di operazioni sospette per un totale di settemila milioni di dollari in flussi transfrontalieri, concentrati in Texas e Florida. L’ambasciatore statunitense a Città del Messico, Ronald Johnson, ha collegato le sanzioni all’impegno per contrastare il traffico di fentanyl e la violenza dei cartelli, sottolineando la cooperazione tra il presidente Trump e la presidente Sheinbaum.
Il rapporto del Tesoro aggiunge un elemento di rilievo istituzionale: le autorità statunitensi affermano che i profitti del contrabbando di idrocarburi vengono utilizzati dai cartelli per effettuare pagamenti in contanti a campagne politiche e organi di informazione messicani, con l’obiettivo di favorire l’elezione di funzionari compiacenti e di ottenere protezione amministrativa. La UIF messicana, da parte sua, ha condotto un’analisi fiscale e societaria che ha portato all’iscrizione di venti soggetti nella Lista de Personas Bloqueadas, congelando conti e beni di persone non direttamente designate da Washington. Il CJNG, la cui leadership è stata decapitata a febbraio 2026 con l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, ‘El Mencho’, e successivamente con l’arresto del suo possibile successore ‘El Jardinero’, ha così visto colpita una delle sue infrastrutture finanziarie più sofisticate, basata su imprese di trasporto, logistica e cambio valuta.
Per l’Europa e l’Italia, il caso assume rilevanza non solo per la presenza di una società registrata nel Regno Unito tra le entità sanzionate, ma anche perché l’allerta FinCEN offre un modello operativo per le unità di intelligence finanziaria del continente nel tracciare schemi di riciclaggio basati sul commercio internazionale. Il dossier resta aperto: le designazioni OFAC comportano il congelamento di ogni bene sotto giurisdizione statunitense e il divieto di transazioni con i soggetti colpiti, mentre le indagini sui flussi sospetti da settemila milioni di dollari proseguono con il coinvolgimento di DEA, FBI e autorità doganali. Ulteriori sviluppi sono attesi sul fronte della cooperazione bilaterale, con entrambi i governi che hanno ribadito l’intenzione di colpire le strutture economiche dei cartelli.
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