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Economia e Mercatimartedì 30 giugno 2026

Wall Street archivia il miglior trimestre dal 2020: la tecnologia trascina i listini, l’Iran resta sullo sfondo

L’S&P 500 e il Nasdaq chiudono il semestre con guadagni a doppia cifra, alimentati dal rimbalzo dei semiconduttori e dalle speranze di una tregua duratura tra Washington e Teheran.

I mercati azionari americani hanno concluso il secondo trimestre con la performance più brillante degli ultimi sei anni, spinti da un recupero vigoroso dei titoli legati all’intelligenza artificiale e da un allentamento, seppur fragile, delle tensioni militari nel Golfo Persico. L’indice S&P 500 ha guadagnato circa il 14% da aprile, mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno un balzo del 20%, trascinato da nomi come Nvidia, Tesla e Apple. Il Dow Jones, pur più cauto, si avvia al miglior semestre dal 2022. Il rimbalzo è stato sufficiente a compensare le perdite di giugno, mese in cui i tecnologici avevano accusato una correzione legata ai dubbi sulle valutazioni e alla rotazione settoriale.

Sullo sfondo resta la complessa partita diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Dopo la firma, il 17 giugno, di un memorandum d’intesa per porre fine al conflitto scoppiato a febbraio, gli scambi di fuoco del fine settimana hanno messo alla prova la tregua. Inviato americano e genero del presidente Trump, Jared Kushner, sono a Doha per incontrare i mediatori qatarioti, ma Teheran ha escluso un incontro diretto ad alto livello. Il petrolio, che nel trimestre ha perso circa il 20% rispetto ai picchi di primavera, resta volatile: il WTI è sceso sotto i 71 dollari, il Brent sotto i 74, segnalando che i mercati scontano una riapertura graduale e disordinata dello Stretto di Hormuz.

I dati macroeconomici diffusi nella giornata di martedì hanno offerto un quadro contrastato. Le offerte di lavoro Jolts sono salite a 7,594 milioni a maggio, ben oltre le attese, confermando la resilienza del mercato del lavoro americano. La fiducia dei consumatori, misurata dal Conference Board, è migliorata solo marginalmente, con un numero crescente di cittadini che segnala difficoltà a trovare impiego. Questa combinazione – domanda di lavoro solida ma consumatori prudenti – alimenta il dibattito sulla politica monetaria: i trader scontano ormai almeno un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro fine anno, un ribaltamento rispetto alle attese di tagli di inizio 2026. Il dollaro ne ha beneficiato, toccando massimi da un anno contro un paniere di valute, mentre lo yen è scivolato ai minimi da quattro decenni.

In Europa, l’indice Stoxx 600 ha chiuso la seduta a un nuovo record storico, in rialzo di quasi il 10% nel trimestre, con il DAX di Francoforte in testa (+1,43%). Il settore del lusso ha però mostrato segni di affaticamento: Kering ha perso oltre il 6% dopo aver ribadito una ripresa solo graduale, trascinando al ribasso LVMH e Hermès. Sul fronte macro, l’inflazione tedesca e francese ha rallentato più del previsto, offrendo alla Banca Centrale Europea un argine alle pressioni salariali, mentre il Pil britannico ha confermato un’espansione dello 0,6% nel primo trimestre. La piazza milanese, pur non toccando i massimi di Wall Street, ha beneficiato del clima positivo, con il Ftse Mib in progresso dell’1%.

L’attenzione si sposta ora ai prossimi appuntamenti: giovedì il rapporto mensile sull’occupazione americana fornirà indicazioni decisive sulle prossime mosse della Fed, mentre l’avvio della stagione degli utili trimestrali, atteso nelle prossime settimane, metterà alla prova la tenuta delle valutazioni elevate del settore tecnologico. A Sintra, intanto, il nuovo presidente della Fed Kevin Warsh parlerà mercoledì, e le sue parole saranno scrutate per cogliere ogni sfumatura sul sentiero dei tassi.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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La tregua tra Stati Uniti e Iran ha iniettato nuovo ottimismo a Wall Street, spingendo l'S&P 500 alla sua migliore performance trimestrale dal 2020. I titoli tecnologici hanno guidato il rally, aggiungendo centinaia di miliardi di capitalizzazione, anche se permane una certa cautela in attesa dei dati economici.

Stampa atlantica / anglosfera/ Economica
PragmatismoDistacco

Wall Street si avvia a chiudere il trimestre migliore degli ultimi sei anni, sostenuta da un mix di allentamento geopolitico e sviluppi politici interni. L'espansione del potere presidenziale sulle agenzie federali decisa dalla Corte Suprema aggiunge un nuovo elemento al panorama degli investimenti, mentre l'indipendenza della Fed resta intatta.

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martedì 30 giugno 2026

Wall Street archivia il miglior trimestre dal 2020: la tecnologia trascina i listini, l’Iran resta sullo sfondo

L’S&P 500 e il Nasdaq chiudono il semestre con guadagni a doppia cifra, alimentati dal rimbalzo dei semiconduttori e dalle speranze di una tregua duratura tra Washington e Teheran.

I mercati azionari americani hanno concluso il secondo trimestre con la performance più brillante degli ultimi sei anni, spinti da un recupero vigoroso dei titoli legati all’intelligenza artificiale e da un allentamento, seppur fragile, delle tensioni militari nel Golfo Persico. L’indice S&P 500 ha guadagnato circa il 14% da aprile, mentre il Nasdaq Composite ha messo a segno un balzo del 20%, trascinato da nomi come Nvidia, Tesla e Apple. Il Dow Jones, pur più cauto, si avvia al miglior semestre dal 2022. Il rimbalzo è stato sufficiente a compensare le perdite di giugno, mese in cui i tecnologici avevano accusato una correzione legata ai dubbi sulle valutazioni e alla rotazione settoriale.

Sullo sfondo resta la complessa partita diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Dopo la firma, il 17 giugno, di un memorandum d’intesa per porre fine al conflitto scoppiato a febbraio, gli scambi di fuoco del fine settimana hanno messo alla prova la tregua. Inviato americano e genero del presidente Trump, Jared Kushner, sono a Doha per incontrare i mediatori qatarioti, ma Teheran ha escluso un incontro diretto ad alto livello. Il petrolio, che nel trimestre ha perso circa il 20% rispetto ai picchi di primavera, resta volatile: il WTI è sceso sotto i 71 dollari, il Brent sotto i 74, segnalando che i mercati scontano una riapertura graduale e disordinata dello Stretto di Hormuz.

I dati macroeconomici diffusi nella giornata di martedì hanno offerto un quadro contrastato. Le offerte di lavoro Jolts sono salite a 7,594 milioni a maggio, ben oltre le attese, confermando la resilienza del mercato del lavoro americano. La fiducia dei consumatori, misurata dal Conference Board, è migliorata solo marginalmente, con un numero crescente di cittadini che segnala difficoltà a trovare impiego. Questa combinazione – domanda di lavoro solida ma consumatori prudenti – alimenta il dibattito sulla politica monetaria: i trader scontano ormai almeno un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro fine anno, un ribaltamento rispetto alle attese di tagli di inizio 2026. Il dollaro ne ha beneficiato, toccando massimi da un anno contro un paniere di valute, mentre lo yen è scivolato ai minimi da quattro decenni.

In Europa, l’indice Stoxx 600 ha chiuso la seduta a un nuovo record storico, in rialzo di quasi il 10% nel trimestre, con il DAX di Francoforte in testa (+1,43%). Il settore del lusso ha però mostrato segni di affaticamento: Kering ha perso oltre il 6% dopo aver ribadito una ripresa solo graduale, trascinando al ribasso LVMH e Hermès. Sul fronte macro, l’inflazione tedesca e francese ha rallentato più del previsto, offrendo alla Banca Centrale Europea un argine alle pressioni salariali, mentre il Pil britannico ha confermato un’espansione dello 0,6% nel primo trimestre. La piazza milanese, pur non toccando i massimi di Wall Street, ha beneficiato del clima positivo, con il Ftse Mib in progresso dell’1%.

L’attenzione si sposta ora ai prossimi appuntamenti: giovedì il rapporto mensile sull’occupazione americana fornirà indicazioni decisive sulle prossime mosse della Fed, mentre l’avvio della stagione degli utili trimestrali, atteso nelle prossime settimane, metterà alla prova la tenuta delle valutazioni elevate del settore tecnologico. A Sintra, intanto, il nuovo presidente della Fed Kevin Warsh parlerà mercoledì, e le sue parole saranno scrutate per cogliere ogni sfumatura sul sentiero dei tassi.

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La tregua tra Stati Uniti e Iran ha iniettato nuovo ottimismo a Wall Street, spingendo l'S&P 500 alla sua migliore performance trimestrale dal 2020. I titoli tecnologici hanno guidato il rally, aggiungendo centinaia di miliardi di capitalizzazione, anche se permane una certa cautela in attesa dei dati economici.

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Wall Street si avvia a chiudere il trimestre migliore degli ultimi sei anni, sostenuta da un mix di allentamento geopolitico e sviluppi politici interni. L'espansione del potere presidenziale sulle agenzie federali decisa dalla Corte Suprema aggiunge un nuovo elemento al panorama degli investimenti, mentre l'indipendenza della Fed resta intatta.

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