
Crisi CDU: Spahn si dimette per la maternità surrogata, Frei nuovo capogruppo. E Kretschmer sfida la 'Brandmauer'
La nomina di Thorsten Frei a capo del gruppo parlamentare CDU/CSU segue le dimissioni di Jens Spahn, travolto dalle contraddizioni sulla gestazione per altri, mentre il premier sassone Kretschmer mette in discussione il cordone sanitario contro l'estrema destra.
La decisione del cancelliere Friedrich Merz e del leader bavarese Markus Söder di proporre Thorsten Frei, attuale capo della Cancelleria, come nuovo presidente del gruppo parlamentare cristiano-democratico al Bundestag è giunta al termine di una settimana di turbolenze per la CDU. Le dimissioni di Jens Spahn, presentate sabato scorso, sono state provocate dalla reazione interna alla notizia che l’ex capogruppo e suo marito avevano avuto un figlio tramite gestazione per altri negli Stati Uniti, pratica vietata in Germania e alla quale lo stesso Spahn, da ministro della Sanità, si era opposto. Secondo fonti della CDU, la scelta di Frei – considerato un fedelissimo di Merz e figura di raccordo con l’SPD – mira a ricompattare una frazione scossa da accuse di doppia morale e a blindare l’agenda di governo in vista delle elezioni regionali di settembre in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove l’AfD è data in forte ascesa.
La vicenda ha innescato un dibattito aspro sulla coerenza tra precetti politici e scelte private. Negli ambienti della base cristiano-democratica, come riportato dalla stampa tedesca, il comportamento di Spahn è stato bollato come «predicare acqua e bere vino», minando la credibilità del partito proprio mentre i candidati locali cercano di arginare l’avanzata dell’estrema destra. La CDU, che a febbraio aveva ribadito in un congresso il proprio no a qualsiasi liberalizzazione della gestazione per altri, si trova ora a gestire le spinte contrapposte di chi, come la giurista Frauke Brosius-Gersdorf, invoca una riforma in nome dell’autodeterminazione femminile, e di esponenti conservatori come l’ex presidente del partito Armin Laschet, che ha definito «un bene» il mancato ingresso della studiosa alla Corte costituzionale. Secondo gli analisti di Berlino, la rapidità con cui Merz ha archiviato il caso Spahn – definendo le dimissioni «corrette e inevitabili» – rivela la volontà di evitare che la polemica offrisse argomenti all’AfD, già proiettata verso un possibile sorpasso nei Länder orientali.
In questo scenario si inserisce la dichiarazione del ministro-presidente della Sassonia, Michael Kretschmer, che in un’intervista ha affermato: «Chi parla ancora di Brandmauer non ha capito i segni dei tempi. Dobbiamo parlare con chiunque voglia parlare». Il riferimento è al cosiddetto “muro tagliafuoco” che le forze democratiche tedesche hanno eretto contro la cooperazione con l’AfD. La presa di posizione di Kretschmer, vicepresidente federale della CDU, è stata immediatamente condannata dai giovani socialdemocratici sassoni, secondo i quali mettere in discussione la barriera verso l’estrema destra «sposta i confini politici ben oltre la Sassonia». Il cancelliere Merz, dal canto suo, ha ribadito la linea ufficiale: nessuna alleanza con AfD e Linke, ma non ha chiarito come intenda formare maggioranze alternative in regioni dove i numeri potrebbero non bastare senza l’appoggio esterno di una delle due forze.
La crisi interna alla CDU si proietta su un quadro europeo più ampio. Secondo gli osservatori di Bruxelles, l’indebolimento dei partiti tradizionali di fronte all’ascesa delle destre radicali – testimoniato in Francia dal sostegno di Elon Musk a Marine Le Pen e in Germania dai sondaggi che danno l’AfD primo partito – rende più fragile la tenuta del governo Merz, già gravato da indici di popolarità ai minimi storici. La successione di Spahn con Frei, la cui elezione è attesa per la prossima settimana in una seduta straordinaria del gruppo, rappresenta un tentativo di stabilizzazione. Ma il dibattito sulla maternità surrogata e la ridefinizione dei confini della “Brandmauer” restano aperti, con possibili ripercussioni sulla coesione della coalizione e sulla capacità dell’Unione di affrontare le urne autunnali senza ulteriori lacerazioni.
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.60 | critical |
Gli osservatori politici tedeschi condannano l'ipocrisia di Spahn e il danno che ne deriva per il blocco conservatore e il cancelliere Merz.
Accostando le azioni private di Spahn alla sua posizione pubblica, la narrazione costruisce un chiaro caso di ipocrisia, delegittimando lui e il suo partito.
Gli osservatori latinoamericani insistono sul fatto che i leader politici devono essere coerenti tra vita privata e posizioni pubbliche; l'ipocrisia di Spahn è inaccettabile.
La narrazione universalizza l'aspettativa morale di coerenza, applicandola come standard universale che condanna Spahn indipendentemente dalle sfumature legali locali.
Il blocco omette le dinamiche politiche interne alla CDU e il contesto più ampio dell'ascesa dell'AfD, concentrandosi esclusivamente sulla contraddizione morale.
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