
L’export globale accelera: l’AI spinge Taiwan e Messico, l’energia rilancia l’Argentina
Nel primo semestre 2026, le esportazioni mondiali sono state trainate dall’intelligenza artificiale e dalle materie prime, ridisegnando gli equilibri commerciali tra Asia, Americhe ed Europa.
Due record paralleli definiscono la fase attuale del commercio internazionale. A giugno gli ordini all’export di Taiwan hanno raggiunto 95,26 miliardi di dollari, con un balzo del 59,4% su base annua, il diciassettesimo mese consecutivo di crescita, sostenuti dalla domanda di chip e server per l’intelligenza artificiale. Nello stesso semestre, l’Argentina ha registrato un surplus commerciale storico di quasi 14 miliardi di dollari, con esportazioni cresciute del 24,4% a 49,45 miliardi, spinte dall’energia di Vaca Muerta e dal comparto agroindustriale. I due poli – alta tecnologia asiatica e materie prime sudamericane – mostrano i motori che stanno ridefinendo i flussi globali.
La filiera dell’AI sta riconfigurando gli scambi in Nord America e in Asia. Secondo i dati ufficiali, nei primi quattro mesi dell’anno il Messico ha triplicato le vendite di apparecchiature informatiche avanzate agli Stati Uniti, superando i 50 miliardi di dollari, con aziende come Foxconn e Flextronics che espandono la capacità a Jalisco per soddisfare la domanda dei data center statunitensi. Questo boom, che ha portato il settore a rappresentare oltre il 30% dell’export messicano verso Washington, complica la spinta dell’amministrazione Trump a ridurre il deficit commerciale con i partner del T-MEC. Dal canto suo, il ministero dell’Economia di Taipei segnala che gli ordini dagli USA sono cresciuti dell’83,6%, e le prospettive per il secondo semestre restano solide, pur tra incertezze geopolitiche e tensioni sulle politiche commerciali.
In Sud America il traino è diverso. In Argentina il petrolio greggio è diventato per il secondo mese consecutivo il primo prodotto esportato, con 918 milioni di dollari a giugno, mentre il litio è entrato nella top ten. Il saldo della bilancia energetica è migliorato di 2,2 miliardi di dollari nel semestre, grazie ai maggiori volumi produttivi di Vaca Muerta. La provincia di Buenos Aires resta il principale distretto esportatore, ma Neuquén avanza. Gli analisti di Buenos Aires proiettano esportazioni totali vicine ai 100 miliardi di dollari per l’intero 2026, con un surplus attorno ai 21 miliardi, pur avvertendo che un indebolimento dei prezzi delle materie prime potrebbe moderare il contributo di energia e miniere.
Il Brasile, invece, sta cogliendo i primi effetti dell’accordo UE-Mercosur, entrato in vigore in via provvisoria a maggio. Le esportazioni verso l’Unione Europea sono aumentate di 2 miliardi di dollari solo tra maggio e giugno, con una crescita del 26%, e gli stati del Sud come Santa Catarina e San Paolo figurano tra i principali beneficiari. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’intesa apre opportunità ma anche interrogativi sulla pressione competitiva in settori agroalimentari e manifatturieri, secondo gli osservatori di Bruxelles, mentre la ratifica definitiva resta subordinata al via libera della Corte di giustizia europea e del Parlamento.
I prossimi passaggi metteranno alla prova la tenuta di queste traiettorie. I negoziati per la revisione del T-MEC, avviati a Città del Messico, potrebbero investire proprio l’export tecnologico messicano se Washington lo interpreterà come un canale per componenti asiatiche. Sul fronte europeo, l’accordo con il Mercosur dovrà superare l’esame delle istituzioni comunitarie. In Argentina, la sostenibilità del surplus dipenderà dal ritmo di ripresa delle importazioni, che già mostrano segnali di risveglio: gli acquisti via corriere sono raddoppiati nel primo semestre, segno di una domanda interna che inizia a riaffacciarsi.
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