
L’estate in cucina: dagli orti israeliani alle cucine colombiane, il rito della ricetta reinventata
Dai muffin di zucca senza glutine alla pasta rosa con pomodori arrosto, un viaggio tra i fornelli domestici dove la tradizione incontra ingredienti inattesi e la leggerezza diventa cifra stagionale.
Il forno a 200 gradi, modalità grill. Su una teglia rivestita di carta, spicchi di pomodoro maturo e cipolla rossa si abbandonano al calore, rilasciando un profumo dolce e caramellato che si diffonde in una cucina di Tel Aviv. Dieci minuti, non di più, per evitare che la superficie annerisca. Poi il trasferimento in padella con una noce di burro, una nuvola di vino bianco che sfrigola evaporando, e infine la panna – poca, misurata, quasi un gesto di resistenza alla tentazione di appesantire. È la pasta rigatoni al rosa che una ricetta pubblicata su Haaretz propone come riscatto estivo di un suolo spesso bistrattato, cercando acidità e dolcezza naturale nelle verdure anziché nella ridondanza dei latticini.
Quella stessa ricerca di leggerezza e radicamento percorre, con ingredienti diversi, le cucine domestiche dell’America Latina. A Bogotá, le pagine di El Espectador raccontano di waffle di yuca e queso costeño, dove la radice tropicale sostituisce la farina di grano e la piastra rovente imprime la sua griglia su un impasto che profuma di formaggio salato e paprika. Poco distante, nella stessa testata, un’altra ricetta trasforma l’ahuyama – la zucca locale – in muffin al cioccolato fondente, utilizzando farina di riso e di yuca, latte di mandorla e zucchero di cocco. Il risultato, spiegano le autrici, è un dolce umido e spugnoso dove il “uovo di lino” macinato e idratato fa da legante, e la dolcezza arriva dalla polpa vegetale più che dallo zucchero. Sono piatti che parlano di una sensibilità alimentare attenta alle intolleranze e alle filiere locali, ma anche di un’estetica che non rinuncia al piacere visivo e tattile del cibo da pasticceria.
In Argentina, la stagione calda porta con sé un’idea diversa di comfort food. Radio Mitre descrive la tortilla rellena de milanesa, una frittata di patate e uova che custodisce al centro cotolette di peceto impanate e marinate una notte intera in latte, aglio e prezzemolo. Il segreto, svela l’articolo, sta nel punto di cottura: la tortilla va girata con l’aiuto di un piatto, mantenendo l’interno cremoso e la crosta appena dorata. Non è un piatto leggero, ma è una risposta concreta alla necessità di riutilizzare gli avanzi e di saziare con generosità. Più sobri, ma altrettanto versatili, i muffin di spinaci proposti da Clarín: spinaci ben strizzati, uova, farina leudante e formaggio grattugiato, con il consiglio di nascondere un cubetto di mozzarella nel cuore di ogni tortino per una sorpresa filante. Anche qui, la verdura non è un contorno ma la protagonista, in una preparazione che può viaggiare nel portapranzo o accompagnare un aperitivo.
Dall’altra parte del mondo, il Gulf News raccoglie un repertorio di piatti pensati per lunghe giornate assolate: zuppa fredda di avocado e cetriolo, insalata di pesche grigliate e burrata, involtini di carta di riso con pollo e mango, e una lastra di yogurt greco, miele e frutti di bosco da spezzare dopo il congelamento. Sono ricette che non richiedono quasi mai accensione di fornelli, e che mettono in scena la generosità dei mercati estivi con la stessa naturalezza con cui un tempo si apparecchiava la tavola con ciò che offriva l’orto. La bussola gastronomica, in questo caso, non punta a una tradizione nazionale ma a un’estetica condivisa del fresco, del crudo, del colore.
Osservate nel loro insieme, queste sei ricette – apparse in tre lingue su testate di Israele, Colombia, Argentina ed Emirati Arabi – compongono un mosaico di abitudini domestiche che rifiuta la nostalgia passiva. Non si tratta di conservare un canone, ma di maneggiarlo con la libertà di chi sa che la yuca può diventare un waffle, che la milanesa può finire in una frittata, e che un suolo bistrattato come il rosa può ritrovare grazia sotto il grill del forno. L’immagine che resta è quella di una piastra per gofres che si chiude su un impasto di radice grattugiata e formaggio, imprimendo un reticolo dorato che è, insieme, segno di appartenenza e dichiarazione di indipendenza.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 1 lingue
I sapori latinoamericani stanno conquistando i palati di tutto il mondo. I waffle di yuca e la tortilla di milanesa non sono più solo piatti locali, ma sensazioni globali, a dimostrazione della ricchezza culinaria della regione. Questa fusione è una celebrazione del nostro patrimonio condiviso con il mondo.
La pasta rosa, spesso considerata pesante, riceve un restyling estivo con pomodori arrostiti e vino bianco. Questa versione alleggerita dimostra come la cucina israeliana possa rinfrescare anche i classici più bistrattati. È una piccola, deliziosa ribellione contro lo snobismo culinario.
Allarga lo sguardo
Trump annuncia un vertice a Doha, Teheran smentisce: il fragile cessate il fuoco resta in bilico
7 lingue · 15 testate
Da Economy & MarketsPutin ammette la carenza di benzina: la Russia valuta import e standard Euro-2
4 lingue · 14 testate
Da TechnologyWhatsApp introduce i nomi utente: la privacy si rafforza, il numero di telefono non sarà più esposto
10 lingue · 30 testate