
Germania fuori ai rigori col Paraguay: è il terzo fallimento mondiale di fila
La sconfitta per 4-3 dal dischetto dopo l'1-1 dei supplementari prolunga la crisi della Nazionale tedesca, mai così fragile lontano dal 2014, mentre il ct Nagelsmann resta in bilico.
La notte di Foxborough restituisce l’immagine di una Germania irriconoscibile, piegata dal Paraguay ai calci di rigore dopo centoventi minuti di dominio sterile. Il gol di Julio Enciso al 42’, un colpo di testa lasciato colpevolmente solo in area, aveva gelato i quattro volte campioni del mondo, già scossi da un torneo avaro di certezze. Kai Havertz, con una deviazione di testa su cross di Wirtz, aveva rimesso in equilibrio la sfida al 54’, ma la manovra tedesca – 75% di possesso, ventuno tiri, sedici corner – non ha mai trovato la lucidità per chiudere i conti. Nella lotteria dal dischetto, la prima persa nella storia mondiale tedesca, hanno fallito lo stesso Havertz, Woltemade e Tah, mentre il portiere paraguaiano Orlando Gill neutralizzava due tentativi e regalava al suo Paese la qualificazione agli ottavi.
La partita è stata segnata da un episodio che ha infiammato il dibattito arbitrale. Al 102’ Jonathan Tah aveva insaccato di testa su corner, ma il VAR ha richiamato il marocchino Jalal Jayed a rivedere un contatto tra Waldemar Anton e Gill. L’annullamento ha scatenato le proteste veementi di Julian Nagelsmann, che ha parlato di «scandalo» e «decisione ridicola», trovando sponda nell’ex tecnico del Liverpool Jürgen Klopp: «Se quel gol è irregolare, allora l’Arsenal non sarebbe campione d’Inghilterra, perché segna il 60% dei gol così». La stampa tedesca, da Bild a Kicker, ha tuttavia allargato il giudizio oltre l’episodio, descrivendo la prestazione come «lenta, noiosa, letargica» e parlando apertamente di «incubo» e «fiasco».
L’eliminazione allunga una striscia di fallimenti che per la Germania ha il sapore della sindrome storica. Dal trionfo di Rio 2014, la Mannschaft non ha più vinto una partita a eliminazione diretta in un Mondiale: fuori ai gironi nel 2018 e nel 2022, stavolta si è fermata al primo ostacolo della fase a eliminazione diretta, contro un avversario che occupava il 41° posto del ranking FIFA. Il capitano Joshua Kimmich ha offerto un’autocritica spietata: «Non abbiamo giocato bene contro nessuno, abbiamo avuto problemi con squadre che non sono di classe mondiale. Meritavamo di uscire». Parole che fotografano una crisi di identità, mentre il ct Nagelsmann, sotto contratto fino al 2028, ha ribadito di non voler «scappare», pur ammettendo che la decisione spetta alla Federazione.
Sul fronte sudamericano, il trionfo del Paraguay è stato accolto come un’impresa epocale. Il commissario tecnico Gustavo Alfaro ha definito la vittoria «la più importante della mia carriera», lodando la «dimostrazione assoluta di amor proprio e convinzione» dei suoi giocatori, capaci di resistere a un assedio prolungato e di esaltarsi nella tensione dei rigori. Alfaro ha però messo in guardia dal sovrastimare il risultato: «Se diamo a questa vittoria un valore eccessivo, sbagliamo. Dobbiamo continuare a sacrificarci». Il Paraguay, che non segnava un gol in una fase a eliminazione diretta dal 2002, affronterà ora la vincente di Francia-Svezia, con la prospettiva di eguagliare i quarti di finale del 2010.
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L'uscita prematura della Germania ai rigori contro il Paraguay segna un fallimento storico per i quattro volte campioni del mondo. Nonostante le rassicurazioni di Nagelsmann, la stampa anglosassone sottolinea le prestazioni poco convincenti della squadra e mette in dubbio la solidità del progetto tecnico in vista degli Europei 2028.
La sconfitta a sorpresa della Germania contro il Paraguay ai rigori rappresenta la prima eliminazione dal dischetto nella storia mondiale della Mannschaft. La stampa del Sud-est asiatico riporta con distacco le dichiarazioni di Nagelsmann, che si dice intenzionato a restare ma ammette che la squadra avrebbe dovuto chiudere la partita prima dei rigori.
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