
L’Argentina autorizza prestiti fino a 5 miliardi di dollari con giurisdizione a New York
Il decreto di Milei punta a ridurre il costo del debito con garanzie multilaterali, mentre il rischio paese scende ai minimi dal 2018.
Con un decreto pubblicato il 22 giugno, il governo argentino ha autorizzato operazioni di finanziamento fino a 5 miliardi di dollari con banche internazionali, accettando la giurisdizione dei tribunali di New York per eventuali controversie. La mossa ha prodotto un effetto immediato sui mercati: il rischio paese, misurato dall’indice EMBI+, è sceso a circa 420 punti base, un livello che non si registrava dal 2018 e che segnala una compressione del premio richiesto dagli investitori per detenere titoli sovrani argentini.
Il meccanismo si appoggia su garanzie parziali di organismi multilaterali. La Banca Mondiale ha già approvato un pacchetto di garanzie per 2 miliardi di dollari, mentre la Banca Interamericana di Sviluppo (BID) ne ha autorizzate per 550 milioni, in grado di mobilitare fino a 1,2 miliardi di finanziamenti privati. A questi si dovrebbe aggiungere in luglio un ulteriore avallo della CAF, il cui consiglio direttivo si riunirà il 22 luglio. I prestiti, denominati in dollari e concessi da istituti di riconosciuta esperienza internazionale, avranno una durata indicativa di sei anni con tre anni di grazia. Il decreto mantiene tuttavia l’immunità da esecuzione su beni strategici come le riserve della banca centrale, i beni demaniali, quelli destinati a servizi pubblici essenziali e il patrimonio culturale.
La strategia risponde a un’esigenza concreta: il 9 luglio scadono obbligazioni per oltre 4,2 miliardi di dollari e il Tesoro dispone al momento di circa 3,7 miliardi nei conti presso la banca centrale. Secondo analisti di Wall Street, l’operazione si inserisce in un percorso di pre-finanziamento che mira a rendere più gestibile il 2027, anno elettorale in cui, secondo stime di J.P. Morgan, il fabbisogno in valuta estera potrebbe raggiungere i 9 miliardi di dollari. Il ricorso a prestiti sindacati con garanzie multilaterali, anziché a una nuova emissione di bond sui mercati, consente di ottenere tassi più bassi e di non intaccare le riserve, in linea con gli impegni assunti con il Fondo Monetario Internazionale.
Per i creditori europei, la presenza di clausole che prorogano la giurisdizione a New York rappresenta una condizione standard nelle operazioni di finanziamento internazionale, offrendo prevedibilità giuridica. I grandi gruppi bancari spagnoli come BBVA e Santander, insieme a colossi statunitensi, figurano tra i potenziali finanziatori. Il prossimo passaggio concreto sarà la formalizzazione dei contratti con le banche selezionate dal ministero dell’Economia, mentre il mercato osserva se il miglioramento del rischio paese aprirà la strada a un ritorno dell’Argentina sui mercati volontari del debito.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'Argentina cede la propria sovranità giuridica ai tribunali di New York per ottenere un prestito fino a 5 miliardi di dollari. Questa mossa approfondisce la dipendenza dal capitale internazionale e ipoteca il futuro del paese, esponendolo a nuovi contenziosi e condizionalità.
L'Argentina autorizza fino a 5 miliardi di dollari in prestiti denominati in dollari sotto la giurisdizione di New York, una mossa pragmatica per ridurre i costi di finanziamento e onorare le scadenze del debito. L'operazione segnala un ritorno alla disciplina di mercato e rafforza la fiducia degli investitori.
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