
EasyJet blinda l’indipendenza: respinta la terza offerta Castlelake, mentre O’Leary punta a un bonus da 175 milioni
Il fondo americano rende pubblica la proposta da 4,74 miliardi di sterline dopo il rifiuto del consiglio, giudicato «opportunista» in un settore scosso dalla guerra in Iran.
Il consiglio di amministrazione di easyJet ha respinto all’unanimità la terza proposta indicativa di acquisto presentata dal fondo statunitense Castlelake, spingendo quest’ultimo a rendere pubblica l’offerta per sollecitare direttamente gli azionisti. La proposta, formulata il 20 giugno a 625 pence per azione, valuta la compagnia low-cost britannica 4,74 miliardi di sterline (circa 5,5 miliardi di euro), con un premio del 59% rispetto alla quotazione del 28 maggio, ultimo giorno prima che l’interesse di Castlelake diventasse noto. Le due offerte precedenti, a 560 e 600 pence, erano state ugualmente respinte nel giro di dieci giorni.
La reazione del vettore, che ha bollato l’iniziativa come «altamente opportunistica», affonda le radici nel crollo del titolo provocato dal conflitto in Iran. EasyJet, come gran parte del trasporto aereo europeo, ha visto le proprie azioni perdere circa il 30% in un anno a causa dell’impennata del prezzo del kerosene e dell’incertezza sulle prenotazioni estive. Il management ritiene che l’offerta sottovaluti strutturalmente le prospettive del gruppo, che punta a un utile ante imposte di oltre un miliardo di sterline nel medio termine, e solleva dubbi sulla trasparenza della struttura proprietaria immaginata da Castlelake: un veicolo partecipato al 49% dal fondo e al 51% da non meglio identificati «nazionali europei», necessario per rispettare le norme UE che impongono il controllo comunitario sulle compagnie paneuropee.
La vicenda si inserisce in un momento di profonda ridefinizione degli equilibri nel low-cost continentale. Mentre easyJet resiste all’assalto, Ryanair – primo vettore europeo per passeggeri e presenza capillare anche in Italia – ha blindato il suo amministratore delegato Michael O’Leary con un contratto fino al 2032 che prevede un incentivo legato alla performance del titolo. Se l’utile netto supererà i 4 miliardi di euro o le azioni resteranno sopra i 42 euro per 28 sedute consecutive, O’Leary potrà acquistare 10 milioni di titoli a 26,70 euro, incassando una plusvalenza potenziale di 153 milioni di euro (circa 175 milioni di dollari). Anche in questo caso, il meccanismo è calibrato su una quotazione depressa dalla guerra in Iran, ma la filosofia è opposta: premiare la creazione di valore per gli azionisti anziché cedere il controllo a un fondo di private credit.
La partita resta aperta. Castlelake, che detiene già il 2,14% di easyJet tramite i fondi che gestisce e vanta un patrimonio di 36 miliardi di dollari, ha tempo fino alle 17 del 26 giugno – termine imposto dal Takeover Panel britannico – per presentare un’offerta vincolante o ritirarsi. La pressione sugli azionisti potrebbe aumentare, ma il consiglio easyJet conta su una rotta finanziaria solida e sulla complessità regolatoria per scoraggiare scalate ostili. Intanto, gli occhi del mercato restano puntati sull’evoluzione del conflitto mediorientale, variabile che continua a condizionare le valutazioni dell’intero comparto.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il fondo americano Castlelake ha presentato una terza proposta di acquisizione per EasyJet, valutandola 4,74 miliardi di sterline. Il consiglio l'ha respinta ritenendola sottostimata e non nell'interesse degli azionisti, accusando il pretendente di voler comprare a basso costo. Castlelake ora si rivolge direttamente agli azionisti.
Il consiglio di EasyJet ha respinto un'offerta da 6,3 miliardi di dollari del fondo americano Castlelake, bollandola come opportunistica e a basso costo. L'offerta cercava di sfruttare il prezzo delle azioni depresso dal conflitto in Medio Oriente. Castlelake ora bypassa il consiglio per rivolgersi direttamente agli azionisti.
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