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Giustizia e Dirittovenerdì 10 luglio 2026

Ucraina, l’agente del Gur ritratta in aula: si allarga il giallo sull’attentato di Monaco

Vladyslav Reut accusa l’ex funzionario dell’Sbu del delitto Berezovska, mentre Kiev e il Principato avviano una cooperazione giudiziaria ancora senza ipotesi definitive.

L’ufficiale dell’intelligence militare ucraina Vladyslav Reut ha ritrattato davanti al tribunale di Kyiv la confessione resa nei giorni scorsi, negando di aver ucciso Anastasiia Berezovska, la donna sospettata dell’attentato dinamitardo del 29 giugno a Monaco contro l’imprenditore di origine ucraina Vadym Yermolaiev. Reut ha dichiarato di essersi rifiutato di sparare e ha indicato nel coimputato Vitalii Zhykovych, ex funzionario del Servizio di sicurezza (Sbu), l’autore materiale dei quattro colpi di pistola che hanno raggiunto la vittima in un bosco a ovest della capitale. Entrambi restano in custodia cautelare con l’accusa di omicidio premeditato, mentre la procura generale ucraina sostiene che i due abbiano agito «congiuntamente e in modo coordinato».

Secondo la ricostruzione fornita da Reut, Zhykovych avrebbe preparato un’arma modificata durante il tragitto e, giunto in una zona isolata, gli avrebbe intimato di sparare con la frase «o lei o noi». Dopo il suo rifiuto, sarebbe stato lo stesso Zhykovych a esplodere i colpi letali, costringendolo poi a scavare la fossa e a disfarsi del cadavere. La difesa di Zhykovych respinge questa versione e parla di una «trappola», ipotizzando che si sia trattato di un’esecuzione comandata. La procura di Kyiv, dal canto suo, ha confermato che entrambi gli indagati avevano effettuato ripetuti bonifici sui conti bancari e in criptovalute della Berezovska, elemento che secondo gli inquirenti dimostrerebbe un rapporto preesistente e un interesse comune a farla sparire dopo il rientro in Ucraina dalla Polonia.

La vicenda proietta un’ombra sulla cooperazione giudiziaria europea. Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha avuto un colloquio in videoconferenza con l’omologo monegasco Stéphane Thibault e ha proposto la costituzione di una squadra investigativa comune. Dal Principato, Thibault ha precisato che al momento «tutte le ipotesi restano aperte» e che non è ancora stato possibile interrogare Yermolaiev, le cui condizioni stanno migliorando ma restano critiche per la compagna, che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe. L’attentato, avvenuto con un pacco bomba all’ingresso dell’abitazione, aveva spinto le autorità di Monaco a emettere un mandato di arresto internazionale per tentato omicidio e associazione a delinquere; la fuga della sospettata attraverso Francia, Germania e Italia aveva già sollevato interrogativi sulla permeabilità delle frontiere Schengen.

Sullo sfondo restano i profili dei protagonisti e le ipotesi sul movente. Yermolaiev, cittadino cipriota di origine ucraina e membro attivo della comunità ebraica di Dnipro, è stato sanzionato da Kiev nel 2023 con l’accusa di aver proseguito attività imprenditoriali in Crimea dopo l’annessione russa – accusa che l’interessato respinge. Fonti russe, tra cui l’ex diplomatico ucraino Andriy Telizhenko, hanno rilanciato l’ipotesi di un coinvolgimento diretto della presidenza ucraina nell’attentato, ma si tratta di dichiarazioni non supportate da riscontri e che gli investigatori monegaschi non hanno al momento avallato. La procura di Kyiv, da parte sua, non esclude alcuna pista: dal regolamento di conti criminale alla corruzione, fino a possibili interferenze esterne. Il dossier è ora nelle mani dei magistrati dei due Paesi, in attesa che la creazione di un team investigativo congiunto consenta di chiarire se l’omicidio della presunta attentatrice sia stato un depistaggio o il tassello di un disegno più ampio.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: State culpability vs. Judicial process
45%Media
3 blocchi · posizioni da −1.00 a 0.00
Accusatory towards UkraineNeutral, procedural
RUSEURATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI−1.00critical
Stampa europea continentale−0.10neutral
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Le testate ucraine non sono presenti in questo cluster.
Stampa russa e CSI−1.00
Voce

Lo Stato ucraino ha orchestrato l'attentato di Monaco attraverso i suoi ufficiali dell'intelligence, e la ritrattazione è un disperato tentativo di nascondere il suo coinvolgimento.

Meccanismopersonificazione dello stato

Citando un ex oppositore ucraino ora allineato con la Russia, la narrazione acquisisce credibilità da una fonte interna, generalizzando le azioni di individui all'intero apparato statale.

Omissione

L'articolo omette che la ritrattazione è avvenuta in tribunale e che il coimputato è anch'esso un ex funzionario SBU, non necessariamente agendo per ordine dello Stato. Ignora anche la possibilità di un movente personale o di un'operazione non autorizzata.

IndignazioneRevanscismoAllarme
Stampa europea continentale−0.10
Voce

Il tribunale ascolta una ritrattazione che sposta la colpa, e le implicazioni politiche per la leadership ucraina sono inevitabili.

Meccanismogiudizializzazione

Riportando la ritrattazione come fatto giudiziario e poi notando la pressione politica su Zelenskyy, la narrazione collega un evento legale a conseguenze politiche più ampie senza accusare esplicitamente.

Omissione

L'articolo omette qualsiasi menzione del passato della vittima o della possibilità che la sospettata dell'attentato fosse essa stessa un'agente, concentrandosi invece sul colpo di scena procedurale.

ScetticismoDistaccoVoci divise
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

Il caso prende una nuova piega con la ritrattazione di una confessione, ma la storia completa rimane poco chiara.

Meccanismocronaca

Presentando la ritrattazione come un 'colpo di scena' senza analisi o contesto, la narrazione mantiene un tono di neutra curiosità, evitando qualsiasi giudizio.

Omissione

L'articolo omette le identità e le affiliazioni degli accusati, così come il contesto politico dell'attentato, lasciando al lettore un quadro incompleto.

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venerdì 10 luglio 2026

Ucraina, l’agente del Gur ritratta in aula: si allarga il giallo sull’attentato di Monaco

Vladyslav Reut accusa l’ex funzionario dell’Sbu del delitto Berezovska, mentre Kiev e il Principato avviano una cooperazione giudiziaria ancora senza ipotesi definitive.

L’ufficiale dell’intelligence militare ucraina Vladyslav Reut ha ritrattato davanti al tribunale di Kyiv la confessione resa nei giorni scorsi, negando di aver ucciso Anastasiia Berezovska, la donna sospettata dell’attentato dinamitardo del 29 giugno a Monaco contro l’imprenditore di origine ucraina Vadym Yermolaiev. Reut ha dichiarato di essersi rifiutato di sparare e ha indicato nel coimputato Vitalii Zhykovych, ex funzionario del Servizio di sicurezza (Sbu), l’autore materiale dei quattro colpi di pistola che hanno raggiunto la vittima in un bosco a ovest della capitale. Entrambi restano in custodia cautelare con l’accusa di omicidio premeditato, mentre la procura generale ucraina sostiene che i due abbiano agito «congiuntamente e in modo coordinato».

Secondo la ricostruzione fornita da Reut, Zhykovych avrebbe preparato un’arma modificata durante il tragitto e, giunto in una zona isolata, gli avrebbe intimato di sparare con la frase «o lei o noi». Dopo il suo rifiuto, sarebbe stato lo stesso Zhykovych a esplodere i colpi letali, costringendolo poi a scavare la fossa e a disfarsi del cadavere. La difesa di Zhykovych respinge questa versione e parla di una «trappola», ipotizzando che si sia trattato di un’esecuzione comandata. La procura di Kyiv, dal canto suo, ha confermato che entrambi gli indagati avevano effettuato ripetuti bonifici sui conti bancari e in criptovalute della Berezovska, elemento che secondo gli inquirenti dimostrerebbe un rapporto preesistente e un interesse comune a farla sparire dopo il rientro in Ucraina dalla Polonia.

La vicenda proietta un’ombra sulla cooperazione giudiziaria europea. Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha avuto un colloquio in videoconferenza con l’omologo monegasco Stéphane Thibault e ha proposto la costituzione di una squadra investigativa comune. Dal Principato, Thibault ha precisato che al momento «tutte le ipotesi restano aperte» e che non è ancora stato possibile interrogare Yermolaiev, le cui condizioni stanno migliorando ma restano critiche per la compagna, che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe. L’attentato, avvenuto con un pacco bomba all’ingresso dell’abitazione, aveva spinto le autorità di Monaco a emettere un mandato di arresto internazionale per tentato omicidio e associazione a delinquere; la fuga della sospettata attraverso Francia, Germania e Italia aveva già sollevato interrogativi sulla permeabilità delle frontiere Schengen.

Sullo sfondo restano i profili dei protagonisti e le ipotesi sul movente. Yermolaiev, cittadino cipriota di origine ucraina e membro attivo della comunità ebraica di Dnipro, è stato sanzionato da Kiev nel 2023 con l’accusa di aver proseguito attività imprenditoriali in Crimea dopo l’annessione russa – accusa che l’interessato respinge. Fonti russe, tra cui l’ex diplomatico ucraino Andriy Telizhenko, hanno rilanciato l’ipotesi di un coinvolgimento diretto della presidenza ucraina nell’attentato, ma si tratta di dichiarazioni non supportate da riscontri e che gli investigatori monegaschi non hanno al momento avallato. La procura di Kyiv, da parte sua, non esclude alcuna pista: dal regolamento di conti criminale alla corruzione, fino a possibili interferenze esterne. Il dossier è ora nelle mani dei magistrati dei due Paesi, in attesa che la creazione di un team investigativo congiunto consenta di chiarire se l’omicidio della presunta attentatrice sia stato un depistaggio o il tassello di un disegno più ampio.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: State culpability vs. Judicial process
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Accusatory towards UkraineNeutral, procedural
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Divergenza tra blocchi di stampa
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Lo Stato ucraino ha orchestrato l'attentato di Monaco attraverso i suoi ufficiali dell'intelligence, e la ritrattazione è un disperato tentativo di nascondere il suo coinvolgimento.

Meccanismopersonificazione dello stato

Citando un ex oppositore ucraino ora allineato con la Russia, la narrazione acquisisce credibilità da una fonte interna, generalizzando le azioni di individui all'intero apparato statale.

Omissione

L'articolo omette che la ritrattazione è avvenuta in tribunale e che il coimputato è anch'esso un ex funzionario SBU, non necessariamente agendo per ordine dello Stato. Ignora anche la possibilità di un movente personale o di un'operazione non autorizzata.

IndignazioneRevanscismoAllarme
Stampa europea continentale−0.10
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Il tribunale ascolta una ritrattazione che sposta la colpa, e le implicazioni politiche per la leadership ucraina sono inevitabili.

Meccanismogiudizializzazione

Riportando la ritrattazione come fatto giudiziario e poi notando la pressione politica su Zelenskyy, la narrazione collega un evento legale a conseguenze politiche più ampie senza accusare esplicitamente.

Omissione

L'articolo omette qualsiasi menzione del passato della vittima o della possibilità che la sospettata dell'attentato fosse essa stessa un'agente, concentrandosi invece sul colpo di scena procedurale.

ScetticismoDistaccoVoci divise
Stampa atlantica / anglosfera0.00
Voce

Il caso prende una nuova piega con la ritrattazione di una confessione, ma la storia completa rimane poco chiara.

Meccanismocronaca

Presentando la ritrattazione come un 'colpo di scena' senza analisi o contesto, la narrazione mantiene un tono di neutra curiosità, evitando qualsiasi giudizio.

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