
Federcalcio messicana multata: 42,8 milioni di pesos per i dati biometrici dei tifosi
La Segreteria Anticorruzione sanziona la FMF per omessa informazione e mancato consenso scritto sulle foto usate nel FAN ID, obbligatorio per entrare negli stadi.
La Secretaría Anticorrupción y Buen Gobierno del Messico ha inflitto una multa di 42.849.095 pesos (circa 2 milioni di euro) alla Federación Mexicana de Fútbol (FMF) per violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali legate al sistema FAN ID. Il provvedimento, notificato nei giorni scorsi, individua due infrazioni: la FMF non ha informato adeguatamente i tifosi che le fotografie raccolte costituivano dati sensibili, né ha ottenuto il consenso espresso e scritto richiesto dalla legge messicana per trattare informazioni biometriche. L’autorità ha precisato che il semplice spuntare una casella su un sito web non equivale a un’autorizzazione «inequivocabile», mancando firme autografe o elettroniche.
Secondo gli inquirenti federali, l’omissione ha impedito ai titolari di conoscere la reale portata del trattamento e di decidere in modo informato. La sanzione è stata calibrata sulla gravità delle condotte, sulla natura sensibile del dato e sulla capacità economica della FMF, prendendo a riferimento la dichiarazione fiscale del 2024. La Federazione potrà impugnare la multa: il governo ha dichiarato che difenderà la legittimità della risoluzione, emessa «nel pieno rispetto della legge» e a tutela dell’interesse pubblico.
Il sistema FAN ID fu introdotto dopo gli scontri del 5 marzo 2022 allo stadio Corregidora, tra tifosi di Querétaro e Atlas, e rese obbligatorio per tutti gli spettatori registrare i propri dati biometrici. In quell’occasione i vertici della Liga MX parlarono di «misura storica» per massimizzare la sicurezza. Secondo analisti locali, però, il registro ha da subito sollevato perplessità sulla privacy, tanto che l’ormai soppresso INAI (l’istituto per la trasparenza) aveva già multato la FMF. La vicenda si intreccia con accuse di estorsione: stando a fonti giornalistiche messicane, dirigenti della Federazione avevano denunciato funzionari dell’INAI che avrebbero offerto riduzioni delle sanzioni in cambio di biglietti per il Mondiale 2026.
Dal punto di vista europeo, il caso evidenzia divari nell’applicazione delle norme sui dati biometrici. Esperti di Bruxelles ricordano che il GDPR impone requisiti stringenti per il consenso e prevede multe proporzionali al fatturato globale; la legge messicana, pur preesistente, ha sofferto un’enforcement discontinua dopo lo smantellamento degli organi autonomi. La sanzione attuale segnala la volontà del nuovo esecutivo di marcare la propria autorità in materia di diritti digitali, ma l’esito del possibile ricorso e il precedente che creerà sono osservati con attenzione, anche in vista dei Mondiali 2026 che coinvolgeranno gli stadi messicani.
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