Accedi
Edizione delle 20:00 CETmartedì 21 luglio 2026
311 testate · 17 lingue1107 briefing oggi
Giustizia e Dirittovenerdì 10 luglio 2026

Arrestato il blogger militare 'Tredicesimo' per incitamento all'odio dopo le critiche a Putin

La detenzione preventiva di Egor Guzenko, voce critica del fronte ultranazionalista, segnala un giro di vite del Cremlino anche verso i sostenitori della guerra.

Il blogger militare russo Egor Guzenko, noto con il nominativo “Tredicesimo”, è stato posto in custodia cautelare per due mesi con l’accusa di incitamento all’odio o all’inimicizia (articolo 282 del codice penale). L’annuncio, diffuso il 10 luglio dal suo canale Telegram – che conta oltre duecentomila iscritti – non ha ricevuto alcuna conferma ufficiale dalle autorità giudiziarie, e rimangono ignoti sia il tribunale competente sia i dettagli precisi del capo d’imputazione. Secondo l’amministrazione del canale, il fermo sarebbe avvenuto l’8 luglio in relazione a un’inchiesta per “estremismo”, ma l’unico riferimento normativo indicato è quello sulla propaganda d’odio, che prevede fino a sei anni di reclusione.

Guzenko, trentunenne, ha combattuto nel Donbass dal 2014 e in Siria dal 2019, costruendo un profilo di “voce del fronte” che non ha mai risparmiato critiche ai vertici militari e, più di recente, allo stesso presidente Vladimir Putin. In primavera, dopo che il capo del Cremlino aveva giustificato i blackout della rete mobile con esigenze di protezione della popolazione, il blogger aveva replicato con un messaggio diretto: “La menzogna ormai viene da voi e dai vostri sottoposti con sfacciata costanza, e personalmente non ho più fiducia in voi da tempo”. Pochi giorni dopo, stando a quanto riportato dal suo canale, Guzenko sarebbe stato inviato in un reparto d’assalto nonostante una grave frattura alla gamba, per poi scomparire dalle comunicazioni. Nell’ottobre 2024 era già stato arrestato nel territorio di Stavropol con l’accusa di violenza contro un rappresentante delle forze dell’ordine; rilasciato un mese dopo, aveva firmato un contratto con il ministero della Difesa ed era stato destinato al fronte.

Nell’ottica degli analisti di Bruxelles e dei media indipendenti russi, la vicenda si inserisce in un quadro di crescente pressione del Cremlino anche sulle frange ultranazionaliste che, pur sostenendo l’invasione dell’Ucraina, osano mettere in discussione la gestione del conflitto o la narrazione ufficiale. Negli ultimi anni, diversi blogger e attivisti della galassia patriottica – da Areg Shchepikhin a Evgenij Savin – sono stati colpiti da accuse di estremismo, discredito delle forze armate o diffusione di notizie false, spesso con l’applicazione della custodia cautelare. Secondo fonti vicine all’opposizione russa in esilio, il caso Guzenko dimostrerebbe che la tolleranza del potere verso il dissenso interno al campo bellicista è ormai ridotta al minimo, e che la lealtà richiesta non ammette correttivi pubblici.

Sul piano procedurale, al momento non esiste alcuna comunicazione ufficiale da parte degli organi inquirenti, e l’unica informazione disponibile resta quella veicolata dal canale Telegram del blogger, che ha anche lanciato una raccolta fondi per le spese legali. L’inchiesta, avvolta nell’incertezza, potrebbe conoscere sviluppi solo nelle prossime settimane, quando un eventuale rinvio a giudizio chiarirà se l’accusa di incitamento all’odio sia fondata su dichiarazioni pubbliche o su altri elementi. Per l’Europa, il caso conferma la tendenza del Cremlino a restringere ogni spazio di critica interna, anche quando proviene da chi ha imbracciato le armi in nome della “guerra patriottica”.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Repression vs. Legal Process
40%Media
2 blocchi · posizioni da −0.60 a +0.20
Critics of Russian governmentSupporters of Russian government
EURRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.60critical
Stampa russa e CSI+0.20neutral
Stampa europea continentale−0.60
Voce

La Russia reprime il dissenso usando accuse di estremismo per mettere a tacere i critici.

Meccanismovittimizzazione

Il blocco enfatizza la mancanza di conferma ufficiale e il contesto di critica a Putin, creando un quadro di repressione arbitraria.

Omissione

Il blocco omette il fatto che Guzenko è un blogger filo-guerra e che era già stato arrestato in precedenza, il che indebolirebbe la narrazione di un dissidente perseguitato.

IndignazioneAllarmeScetticismo
Stampa russa e CSI+0.20
Voce

La Russia applica la legge contro chi incita all'odio, indipendentemente dalla sua popolarità.

Meccanismonormalizzazione

Il blocco normalizza l'arresto presentandolo come una procedura legale di routine, minimizzando il contesto politico.

Omissione

Il blocco omette le critiche specifiche di Guzenko a Putin e la mancanza di conferma ufficiale, che suggerirebbero motivazioni politiche.

PragmatismoDistacco

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Trump minaccia l'attacco a Pickaxe Mountain, il cuore sotterraneo del programma nucleare iraniano·Stretto di Hormuz, Teheran cerca una tregua mentre Washington prepara l’offensiva·Velocità folli e pene severe: la stretta globale contro la guida spericolata·Spagna campione del mondo, Yamal abbraccia Messi e infiamma i social·La nuova geografia della sicurezza finanziaria: viaggi, lavori paralleli e il ritorno della pazienza·Indonesia: condannata la rete che vendeva neonati a Singapore, sette anni alla leader·Francia, primo Paese Ue a vietare i social ai minori di 15 anni·Verifiche e trasparenza: la stagione dei controlli pubblici dal Messico all'Africa·Trump minaccia l'attacco a Pickaxe Mountain, il cuore sotterraneo del programma nucleare iraniano·Stretto di Hormuz, Teheran cerca una tregua mentre Washington prepara l’offensiva·Velocità folli e pene severe: la stretta globale contro la guida spericolata·Spagna campione del mondo, Yamal abbraccia Messi e infiamma i social·La nuova geografia della sicurezza finanziaria: viaggi, lavori paralleli e il ritorno della pazienza·Indonesia: condannata la rete che vendeva neonati a Singapore, sette anni alla leader·Francia, primo Paese Ue a vietare i social ai minori di 15 anni·Verifiche e trasparenza: la stagione dei controlli pubblici dal Messico all'Africa·
Agg. 14:562 lingue · 7 testate
PrecedenteGiustizia e DirittoSuccessivo
7 testate|2 lingue|3 min lettura
venerdì 10 luglio 2026

Arrestato il blogger militare 'Tredicesimo' per incitamento all'odio dopo le critiche a Putin

La detenzione preventiva di Egor Guzenko, voce critica del fronte ultranazionalista, segnala un giro di vite del Cremlino anche verso i sostenitori della guerra.

Il blogger militare russo Egor Guzenko, noto con il nominativo “Tredicesimo”, è stato posto in custodia cautelare per due mesi con l’accusa di incitamento all’odio o all’inimicizia (articolo 282 del codice penale). L’annuncio, diffuso il 10 luglio dal suo canale Telegram – che conta oltre duecentomila iscritti – non ha ricevuto alcuna conferma ufficiale dalle autorità giudiziarie, e rimangono ignoti sia il tribunale competente sia i dettagli precisi del capo d’imputazione. Secondo l’amministrazione del canale, il fermo sarebbe avvenuto l’8 luglio in relazione a un’inchiesta per “estremismo”, ma l’unico riferimento normativo indicato è quello sulla propaganda d’odio, che prevede fino a sei anni di reclusione.

Guzenko, trentunenne, ha combattuto nel Donbass dal 2014 e in Siria dal 2019, costruendo un profilo di “voce del fronte” che non ha mai risparmiato critiche ai vertici militari e, più di recente, allo stesso presidente Vladimir Putin. In primavera, dopo che il capo del Cremlino aveva giustificato i blackout della rete mobile con esigenze di protezione della popolazione, il blogger aveva replicato con un messaggio diretto: “La menzogna ormai viene da voi e dai vostri sottoposti con sfacciata costanza, e personalmente non ho più fiducia in voi da tempo”. Pochi giorni dopo, stando a quanto riportato dal suo canale, Guzenko sarebbe stato inviato in un reparto d’assalto nonostante una grave frattura alla gamba, per poi scomparire dalle comunicazioni. Nell’ottobre 2024 era già stato arrestato nel territorio di Stavropol con l’accusa di violenza contro un rappresentante delle forze dell’ordine; rilasciato un mese dopo, aveva firmato un contratto con il ministero della Difesa ed era stato destinato al fronte.

Nell’ottica degli analisti di Bruxelles e dei media indipendenti russi, la vicenda si inserisce in un quadro di crescente pressione del Cremlino anche sulle frange ultranazionaliste che, pur sostenendo l’invasione dell’Ucraina, osano mettere in discussione la gestione del conflitto o la narrazione ufficiale. Negli ultimi anni, diversi blogger e attivisti della galassia patriottica – da Areg Shchepikhin a Evgenij Savin – sono stati colpiti da accuse di estremismo, discredito delle forze armate o diffusione di notizie false, spesso con l’applicazione della custodia cautelare. Secondo fonti vicine all’opposizione russa in esilio, il caso Guzenko dimostrerebbe che la tolleranza del potere verso il dissenso interno al campo bellicista è ormai ridotta al minimo, e che la lealtà richiesta non ammette correttivi pubblici.

Sul piano procedurale, al momento non esiste alcuna comunicazione ufficiale da parte degli organi inquirenti, e l’unica informazione disponibile resta quella veicolata dal canale Telegram del blogger, che ha anche lanciato una raccolta fondi per le spese legali. L’inchiesta, avvolta nell’incertezza, potrebbe conoscere sviluppi solo nelle prossime settimane, quando un eventuale rinvio a giudizio chiarirà se l’accusa di incitamento all’odio sia fondata su dichiarazioni pubbliche o su altri elementi. Per l’Europa, il caso conferma la tendenza del Cremlino a restringere ogni spazio di critica interna, anche quando proviene da chi ha imbracciato le armi in nome della “guerra patriottica”.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Repression vs. Legal Process
40%Media
2 blocchi · posizioni da −0.60 a +0.20
Critics of Russian governmentSupporters of Russian government
EURRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.60critical
Stampa russa e CSI+0.20neutral
Stampa europea continentale−0.60
Voce

La Russia reprime il dissenso usando accuse di estremismo per mettere a tacere i critici.

Meccanismovittimizzazione

Il blocco enfatizza la mancanza di conferma ufficiale e il contesto di critica a Putin, creando un quadro di repressione arbitraria.

Omissione

Il blocco omette il fatto che Guzenko è un blogger filo-guerra e che era già stato arrestato in precedenza, il che indebolirebbe la narrazione di un dissidente perseguitato.

IndignazioneAllarmeScetticismo
Stampa russa e CSI+0.20
Voce

La Russia applica la legge contro chi incita all'odio, indipendentemente dalla sua popolarità.

Meccanismonormalizzazione

Il blocco normalizza l'arresto presentandolo come una procedura legale di routine, minimizzando il contesto politico.

Omissione

Il blocco omette le critiche specifiche di Guzenko a Putin e la mancanza di conferma ufficiale, che suggerirebbero motivazioni politiche.

PragmatismoDistacco

Questa notizia è apparsa su

7 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Nicaragua, Ortega cancella le elezioni: «Mai più voto»

10 lingue · 31 testate

Da Economy & Markets

Petrolio oltre 90 dollari: lo scontro nel Golfo paralizza lo Stretto di Hormuz

8 lingue · 21 testate

Da Technology

Esami, guerra e bullismo: i sistemi scolastici sotto stress ripensano valutazione e sicurezza

6 lingue · 10 testate

Leggi di più