
L’Olanda si ferma ai rigori: Koeman non rinnega la difesa a cinque, il Marocco esulta
Dopo l’1-1 dei supplementari, il Marocco vince 3-2 dal dischetto e accede agli ottavi contro il Canada; il ct olandese rivendica la scelta tattica e rinvia ogni decisione sul proprio futuro.
L’eliminazione dell’Olanda per mano del Marocco agli ottavi di finale del Mondiale 2026 ha il sapore amaro di un copione già visto per gli orange, ancora una volta traditi dai calci di rigore. Dopo l’1-1 maturato al termine dei tempi supplementari, la lotteria dal dischetto ha premiato i Leoni dell’Atlante per 3-2, condannando la squadra di Ronald Koeman a un’uscita precoce che riapre ferite mai del tutto rimarginate nella storia calcistica olandese.
La partita, giocata allo stadio BBVA di Monterrey, ha visto un’Olanda insolitamente prudente, schierata con una linea a cinque difensori che ha sorpreso gli stessi avversari. Il ct marocchino Mohamed Ouahbi ha ammesso di aver dovuto modificare il piano tattico all’ultimo momento, abbassando il baricentro della squadra per adattarsi a un assetto che non si aspettava da una nazionale tradizionalmente votata all’attacco. La mossa di Koeman, pensata per blindare la difesa dopo le amnesie del girone, ha effettivamente limitato le occasioni concesse, ma ha anche spento la verve offensiva dei tulipani, incapaci di chiudere la gara dopo il vantaggio.
Nel dopo-partita, il tecnico olandese ha respinto con fermezza le critiche, rivendicando la bontà della scelta. “Con questo approccio abbiamo concesso molto meno che nelle partite del girone”, ha dichiarato, aggiungendo che rifarebbe tutto allo stesso modo. La stampa dei Paesi Bassi ha invece parlato di un tradimento dell’identità calcistica nazionale, ma Koeman ha ribattuto che non si è trattato di paura, bensì di un’analisi lucida dell’avversario, ricordando che se il Marocco non avesse pareggiato nei minuti di recupero, oggi si parlerebbe di una mossa geniale. Il ct ha poi rinviato ogni decisione sul proprio futuro, lasciando intendere che un ciclo potrebbe essere giunto al termine.
Dall’altra parte, il Marocco ha celebrato una vittoria che consolida uno status ormai consolidato nel calcio internazionale. Ouahbi ha parlato di un rispetto guadagnato sul campo, non a parole, e ha ringraziato il pubblico messicano che ha sostenuto la sua squadra, promettendo che nel 2030, quando il Mondiale si giocherà anche in Marocco, i tifosi marocchini ricambieranno l’affetto. L’allenatore ha anche sottolineato il dominio territoriale dei suoi, con un possesso palla vicino al 70%, e ha elogiato il portiere Bounou, decisivo nella lotteria finale.
La sconfitta dell’Olanda conferma le difficoltà delle grandi d’Europa in questo Mondiale e rilancia il dibattito sul valore crescente delle nazionali africane, sempre più competitive tatticamente e ricche di talenti formatisi nei migliori club del continente. Per il Marocco, ora si profila la sfida degli ottavi contro il Canada, una delle nazioni ospitanti, in programma a Houston. Un appuntamento che i nordafricani affronteranno con la consapevolezza di chi non si sente più una sorpresa, ma una realtà consolidata del pallone globale.
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Il rifiuto del tecnico olandese di scusarsi per l'approccio difensivo ha attirato l'attenzione nel Sud-est asiatico. Le cronache sottolineano che, nonostante l'eliminazione, Koeman ha insistito sul fatto che la linea a cinque abbia concesso meno occasioni rispetto alla fase a gironi. Il tono suggerisce scetticismo verso una giustificazione percepita come ostinata.
I media indiani e sudasiatici hanno dipinto un Koeman provocatorio che si scaglia contro i giornalisti dopo l'eliminazione shock. La narrazione sottolinea la sua perdita di controllo quando interrogato sulla difesa a cinque, descrivendo l'allenatore come combattivo e restio ad accettare colpe. La copertura propende per l'indignazione verso il rifiuto di riconoscere il fallimento tattico.
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