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Missili e droni su Kiev: la risposta russa mentre Zelensky accorcia la visita a Dublino

Almeno un morto e undici feriti nel raid notturno che ha colpito tutti i distretti della capitale. Varsavia alza i caccia, mentre gli attacchi ucraini alle raffinerie russe alimentano la spirale.

Un attacco combinato con missili balistici, missili da crociera e droni ha colpito nella notte tra l’1 e il 2 luglio la capitale ucraina, poche ore dopo che il presidente Volodymyr Zelensky aveva interrotto una visita a Dublino citando informazioni dell’intelligence su un imminente raid «su larga scala». Secondo le autorità municipali, le esplosioni hanno interessato tutti e dieci i distretti di Kyiv, provocando il crollo parziale di un edificio residenziale di nove piani, incendi in un hotel del centro e in diverse abitazioni, e almeno undici feriti, tra cui cinque operatori sanitari. Il capo dell’amministrazione militare cittadina, Tymur Tkachenko, ha confermato una vittima e danni diffusi, mentre il sindaco Vitalij Klitschko ha descritto l’offensiva come un «attacco furioso».

La sequenza ha preso avvio con ondate di droni kamikaze Geran-2, seguite da vettori ipersonici Tsirkon, Kalibr e Iskander-M, in quello che fonti della difesa ucraina descrivono come uno dei più intensi bombardamenti degli ultimi mesi. Zelensky, da Dublino, aveva avvertito che il Cremlino stava preparando da tempo una «massiccia offensiva» e aveva esortato la popolazione a raggiungere i rifugi. La Polonia, membro NATO, ha mobilitato i propri caccia in via precauzionale per proteggere lo spazio aereo, senza registrare violazioni. Da Bruxelles, l’episodio viene letto come un’ulteriore conferma della capacità russa di saturare le difese aeree ucraine, nonostante i sistemi forniti dall’Occidente.

L’attacco si inserisce in una spirale di ritorsioni a lungo raggio. Nelle stesse ore, Kiev ha rivendicato il secondo raid in una settimana contro la raffineria di Ufa, a oltre mille chilometri dal confine, e il danneggiamento di un impianto per componenti missilistici nella regione di Penza. Secondo analisti energetici occidentali, la campagna ucraina ha messo fuori uso circa un terzo della capacità di raffinazione russa, innescando carenze di carburante che lo stesso presidente Vladimir Putin ha definito «temporanee» ma che hanno costretto Mosca a valutare importazioni di benzina e razionamenti. Il Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS) di Washington stima che il conflitto abbia già prodotto oltre due milioni di perdite militari, con un rapporto di circa tre a uno a sfavore della Russia, e che i progressi territoriali di Mosca nel 2026 siano tra i più lenti registrati in un conflitto moderno.

Sul piano diplomatico, la mediazione statunitense resta in stallo da quando l’amministrazione Trump ha dirottato l’attenzione sul Medio Oriente. Il G7, riunitosi a metà giugno in Francia, ha promesso nuovi sistemi di difesa aerea e licenze per la produzione locale di missili, ma secondo fonti diplomatiche europee le forniture stentano a colmare il fabbisogno di Kiev. L’Italia, che partecipa ai programmi di assistenza, osserva con preoccupazione l’impatto della guerra sulla sicurezza energetica continentale e sul fianco orientale della NATO. Il prossimo vertice dell’Alleanza, previsto in Turchia, sarà un banco di prova per la tenuta del sostegno occidentale, mentre a Mosca, secondo indiscrezioni raccolte da analisti del Cremlino, si discute di possibili ritorsioni asimmetriche, incluso il ricorso a esercitazioni nucleari tattiche per indurre cautela nei Paesi vicini.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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L'Ucraina ha intensificato gli attacchi in profondità in territorio russo, colpendo per la seconda volta un centro di comunicazioni satellitari vicino a Mosca. Ex funzionari statunitensi suggeriscono che Putin sia incerto su come reagire, mentre Zelensky avverte di un imminente attacco massiccio russo. La narrazione presenta l'Ucraina come capace di prendere l'iniziativa e mettere in luce le vulnerabilità russe.

Stampa europea continentale/ Mediterranea
AllarmeUrgenza

Un nuovo massiccio attacco di droni russi ha scosso Kiev, provocando forti esplosioni e un incendio nel centro città. Le difese aeree sono state attivate mentre i droni si avvicinavano da più direzioni. La cronaca si concentra sul pericolo immediato e sui danni, con il precedente avvertimento di Zelensky su un'offensiva russa su larga scala che inquadra l'evento come parte di un assalto crescente alla capitale.

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mercoledì 1 luglio 2026

Missili e droni su Kiev: la risposta russa mentre Zelensky accorcia la visita a Dublino

Almeno un morto e undici feriti nel raid notturno che ha colpito tutti i distretti della capitale. Varsavia alza i caccia, mentre gli attacchi ucraini alle raffinerie russe alimentano la spirale.

Un attacco combinato con missili balistici, missili da crociera e droni ha colpito nella notte tra l’1 e il 2 luglio la capitale ucraina, poche ore dopo che il presidente Volodymyr Zelensky aveva interrotto una visita a Dublino citando informazioni dell’intelligence su un imminente raid «su larga scala». Secondo le autorità municipali, le esplosioni hanno interessato tutti e dieci i distretti di Kyiv, provocando il crollo parziale di un edificio residenziale di nove piani, incendi in un hotel del centro e in diverse abitazioni, e almeno undici feriti, tra cui cinque operatori sanitari. Il capo dell’amministrazione militare cittadina, Tymur Tkachenko, ha confermato una vittima e danni diffusi, mentre il sindaco Vitalij Klitschko ha descritto l’offensiva come un «attacco furioso».

La sequenza ha preso avvio con ondate di droni kamikaze Geran-2, seguite da vettori ipersonici Tsirkon, Kalibr e Iskander-M, in quello che fonti della difesa ucraina descrivono come uno dei più intensi bombardamenti degli ultimi mesi. Zelensky, da Dublino, aveva avvertito che il Cremlino stava preparando da tempo una «massiccia offensiva» e aveva esortato la popolazione a raggiungere i rifugi. La Polonia, membro NATO, ha mobilitato i propri caccia in via precauzionale per proteggere lo spazio aereo, senza registrare violazioni. Da Bruxelles, l’episodio viene letto come un’ulteriore conferma della capacità russa di saturare le difese aeree ucraine, nonostante i sistemi forniti dall’Occidente.

L’attacco si inserisce in una spirale di ritorsioni a lungo raggio. Nelle stesse ore, Kiev ha rivendicato il secondo raid in una settimana contro la raffineria di Ufa, a oltre mille chilometri dal confine, e il danneggiamento di un impianto per componenti missilistici nella regione di Penza. Secondo analisti energetici occidentali, la campagna ucraina ha messo fuori uso circa un terzo della capacità di raffinazione russa, innescando carenze di carburante che lo stesso presidente Vladimir Putin ha definito «temporanee» ma che hanno costretto Mosca a valutare importazioni di benzina e razionamenti. Il Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS) di Washington stima che il conflitto abbia già prodotto oltre due milioni di perdite militari, con un rapporto di circa tre a uno a sfavore della Russia, e che i progressi territoriali di Mosca nel 2026 siano tra i più lenti registrati in un conflitto moderno.

Sul piano diplomatico, la mediazione statunitense resta in stallo da quando l’amministrazione Trump ha dirottato l’attenzione sul Medio Oriente. Il G7, riunitosi a metà giugno in Francia, ha promesso nuovi sistemi di difesa aerea e licenze per la produzione locale di missili, ma secondo fonti diplomatiche europee le forniture stentano a colmare il fabbisogno di Kiev. L’Italia, che partecipa ai programmi di assistenza, osserva con preoccupazione l’impatto della guerra sulla sicurezza energetica continentale e sul fianco orientale della NATO. Il prossimo vertice dell’Alleanza, previsto in Turchia, sarà un banco di prova per la tenuta del sostegno occidentale, mentre a Mosca, secondo indiscrezioni raccolte da analisti del Cremlino, si discute di possibili ritorsioni asimmetriche, incluso il ricorso a esercitazioni nucleari tattiche per indurre cautela nei Paesi vicini.

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L'Ucraina ha intensificato gli attacchi in profondità in territorio russo, colpendo per la seconda volta un centro di comunicazioni satellitari vicino a Mosca. Ex funzionari statunitensi suggeriscono che Putin sia incerto su come reagire, mentre Zelensky avverte di un imminente attacco massiccio russo. La narrazione presenta l'Ucraina come capace di prendere l'iniziativa e mettere in luce le vulnerabilità russe.

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Un nuovo massiccio attacco di droni russi ha scosso Kiev, provocando forti esplosioni e un incendio nel centro città. Le difese aeree sono state attivate mentre i droni si avvicinavano da più direzioni. La cronaca si concentra sul pericolo immediato e sui danni, con il precedente avvertimento di Zelensky su un'offensiva russa su larga scala che inquadra l'evento come parte di un assalto crescente alla capitale.

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