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Difesa e Sicurezzadomenica 21 giugno 2026

Israele elimina due finanziatori di Hamas: azzerata la rete che trasferiva 135 milioni

L’operazione a Gaza ha colpito i gestori di un sistema di corrieri e uffici di cambio in Turchia che finanziava gli attacchi nonostante la tregua.

Le forze di difesa israeliane hanno reso noto domenica di aver ucciso in un attacco mirato nel sud della Striscia di Gaza due esponenti di Hamas e della Jihad islamica: Hussein Qadra e Mohammed Farra. Secondo i comunicati dell’Idf, i due erano a capo di una rete che ha trasferito oltre mezzo miliardo di shekel (circa 135 milioni di dollari) all’ala militare del gruppo. Il sistema, attivo sotto la diretta supervisione della leadership di Hamas, si avvaleva di decine di corrieri e punti di cambio valuta in Turchia e a Gaza per aggirare i controlli bancari internazionali.\n\nL’architettura finanziaria descritta dall’intelligence israeliana era articolata: Qadra, in qualità di capo della cellula, insieme a Farra e ad altri membri, coordinava i flussi di denaro contante che, secondo fonti militari, servivano a pagare gli stipendi dei miliziani e a organizzare attacchi contro i soldati israeliani e i civili. Il ricorso alla Turchia come snodo logistico – già al centro di tensioni fra Ankara e Gerusalemme per l’ospitalità concessa a dirigenti di Hamas – solleva per l’ennesima volta interrogativi sulla permeabilità del territorio turco al finanziamento del terrorismo.\n\nL’eliminazione dei due finanziatori avviene in un contesto di precarietà del cessate il fuoco. L’esercito israeliano ha sottolineato che, anche dopo l’entrata in vigore della tregua, Hamas ha continuato a utilizzare questi canali per finanziare operazioni militari, in violazione dell’accordo. L’operazione si inserisce in una campagna più ampia di contrasto alle infrastrutture economiche del gruppo: nelle scorse settimane le forze israeliane hanno intercettato 12 milioni di shekel al valico di Allenby, destinati ad attività terroristiche.\n\nPer l’Italia e l’Unione europea, che inseriscono il braccio armato di Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche, il caso mette in luce le difficoltà di tracciare circuiti informali di denaro che sfruttano le falle della regolamentazione internazionale. Secondo analisti di Bruxelles, il coinvolgimento della Turchia – Paese candidato all’adesione e partner Nato – complica il coordinamento antiriciclaggio e sollecita verifiche più efficaci sulle reti di exchange. Sul terreno, l’esercito israeliano resta dispiegato secondo i termini dell’accordo e annuncia che proseguirà nella rimozione delle minacce, mentre il dossier resta aperto e nuovi dettagli emergono dalle indagini sulle cellule finanziarie infiltrate.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

44%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa israeliana
Stampa russa e CSI/ Statale
DistaccoPragmatismo

L'agenzia di stampa russa riporta l'operazione israeliana in modo sobrio e fattuale, citando il comunicato dell'IDF. La notizia si concentra sulla rimozione di due funzionari di Hamas coinvolti nel trasferimento di fondi, senza commenti o giudizi aggiuntivi.

Stampa israeliana/ Sicurezza
TrionfoRevanscismo

I media israeliani celebrano l'operazione come un successo cruciale nella lotta al terrorismo, evidenziando l'ingegnosità e la complessità della rete finanziaria di Hamas smantellata. Viene sottolineato l'enorme ammontare di fondi bloccati, presentando l'azione come un duro colpo alla capacità operativa del nemico.

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domenica 21 giugno 2026

Israele elimina due finanziatori di Hamas: azzerata la rete che trasferiva 135 milioni

L’operazione a Gaza ha colpito i gestori di un sistema di corrieri e uffici di cambio in Turchia che finanziava gli attacchi nonostante la tregua.

Le forze di difesa israeliane hanno reso noto domenica di aver ucciso in un attacco mirato nel sud della Striscia di Gaza due esponenti di Hamas e della Jihad islamica: Hussein Qadra e Mohammed Farra. Secondo i comunicati dell’Idf, i due erano a capo di una rete che ha trasferito oltre mezzo miliardo di shekel (circa 135 milioni di dollari) all’ala militare del gruppo. Il sistema, attivo sotto la diretta supervisione della leadership di Hamas, si avvaleva di decine di corrieri e punti di cambio valuta in Turchia e a Gaza per aggirare i controlli bancari internazionali.\n\nL’architettura finanziaria descritta dall’intelligence israeliana era articolata: Qadra, in qualità di capo della cellula, insieme a Farra e ad altri membri, coordinava i flussi di denaro contante che, secondo fonti militari, servivano a pagare gli stipendi dei miliziani e a organizzare attacchi contro i soldati israeliani e i civili. Il ricorso alla Turchia come snodo logistico – già al centro di tensioni fra Ankara e Gerusalemme per l’ospitalità concessa a dirigenti di Hamas – solleva per l’ennesima volta interrogativi sulla permeabilità del territorio turco al finanziamento del terrorismo.\n\nL’eliminazione dei due finanziatori avviene in un contesto di precarietà del cessate il fuoco. L’esercito israeliano ha sottolineato che, anche dopo l’entrata in vigore della tregua, Hamas ha continuato a utilizzare questi canali per finanziare operazioni militari, in violazione dell’accordo. L’operazione si inserisce in una campagna più ampia di contrasto alle infrastrutture economiche del gruppo: nelle scorse settimane le forze israeliane hanno intercettato 12 milioni di shekel al valico di Allenby, destinati ad attività terroristiche.\n\nPer l’Italia e l’Unione europea, che inseriscono il braccio armato di Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche, il caso mette in luce le difficoltà di tracciare circuiti informali di denaro che sfruttano le falle della regolamentazione internazionale. Secondo analisti di Bruxelles, il coinvolgimento della Turchia – Paese candidato all’adesione e partner Nato – complica il coordinamento antiriciclaggio e sollecita verifiche più efficaci sulle reti di exchange. Sul terreno, l’esercito israeliano resta dispiegato secondo i termini dell’accordo e annuncia che proseguirà nella rimozione delle minacce, mentre il dossier resta aperto e nuovi dettagli emergono dalle indagini sulle cellule finanziarie infiltrate.

Divergenza delle fonti

Difesa e Sicurezza · 5 testate · 4 lingue

44%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole33%
Neutrale67%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa israeliana
Stampa russa e CSI/ Statale
DistaccoPragmatismo

L'agenzia di stampa russa riporta l'operazione israeliana in modo sobrio e fattuale, citando il comunicato dell'IDF. La notizia si concentra sulla rimozione di due funzionari di Hamas coinvolti nel trasferimento di fondi, senza commenti o giudizi aggiuntivi.

Stampa israeliana/ Sicurezza
TrionfoRevanscismo

I media israeliani celebrano l'operazione come un successo cruciale nella lotta al terrorismo, evidenziando l'ingegnosità e la complessità della rete finanziaria di Hamas smantellata. Viene sottolineato l'enorme ammontare di fondi bloccati, presentando l'azione come un duro colpo alla capacità operativa del nemico.

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