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Il ritorno di Depp e l'epica indiana: il Comic-Con 2026 tra maschere e nuovi mondi

Dall'apparizione di Johnny Depp nei panni di Scrooge al kolossal Ramayana, la convention di San Diego rivela un'industria globale in cerca di radici e spettacolarità, con uno sguardo sull'Europa.

Un uomo con un lungo cappotto, cilindro e barba grigia avanza a passo svelto nel Gaslamp Quarter di San Diego, lanciando battute sarcastiche ai passanti. È Johnny Depp, irriconoscibile nei panni di Ebenezer Scrooge, che il 24 luglio ha scelto di presentarsi così, senza preavviso, ai fan accalcati per il Comic-Con. Poche ore dopo, sul palco della convention, l'attore ha introdotto il trailer di *Scrooge e gli spiriti del Natale* — o *Ebenezer: A Christmas Carol*, a seconda dei mercati — nuova rilettura in chiave dark del classico dickensiano diretta da Ti West. «È bello tornare», mormora il personaggio nel filmato, e la frase risuona come un commento sulla vicenda personale di Depp, lontano dalle major hollywoodiane dai tempi del processo con Amber Heard.

Il film, che arriverà in Italia a novembre distribuito da Eagle Pictures, rappresenta per Depp un rientro calcolato nell'arena del grande schermo, in un ruolo che gioca con la sua stessa immagine pubblica di emarginato eccentrico. West, autore di un horror al femminile come *Pearl* e *Maxxxine*, ambienta la vicenda in una Londra vittoriana sporca di neve e rimpianti, dove il celebre avaro dovrà rivivere il proprio passato per salvare il futuro. Intorno a Depp, un cast che mescola volti noti al pubblico europeo — Rupert Grint, Andrea Riseborough, Ian McKellen — e che segnala l'ambizione di un prodotto capace di parlare a più generazioni. Come osservano alcuni commentatori americani, la pellicola si inserisce in un filone di fiabe nere per adulti che, dal *Pinocchio* di del Toro in poi, ha trovato proprio in Italia e in Europa un terreno di coltura favorevole.

Ma il Comic-Con di quest'anno, il primo senza l'ombra dello sciopero degli attori, ha mostrato soprattutto un'industria dell'intrattenimento sempre più policentrica. Non lontano dal panel di Depp, il team del colossale *Ramayana*, con Ranbir Kapoor e Yash, ha presentato il trailer della prima parte di un adattamento che i produttori indiani descrivono come il più costoso nella storia del cinema nazionale — circa un miliardo e mezzo di rupie — e che potrà contare su una campagna marketing da quaranta milioni di dollari, sostenuta in buona parte da Sony Pictures. L'accordo per la distribuzione internazionale, annunciato a margine della convention, proietta l'epica indiana in un circuito globale che abbraccia anche le sale europee: un tentativo esplicito, secondo voci da Mumbai, di «far scoprire al mondo la ricchezza della nostra cultura» con una grammatica visiva hollywoodiana.

Il resto della kermesse è stato un susseguirsi di ritorni e di promesse. Prime Video ha rivelato la data di lancio della serie *Blade Runner 2099* — 25 novembre, con Michelle Yeoh e Hunter Schafer — collocandola cinquant'anni dopo gli eventi di *Blade Runner 2049*, in una Los Angeles rigenerata da mani non umane. La regia di Jonathan van Tulleken (*Shōgun*) promette un ibrido tra fantascienza speculativa e noir metropolitano che, notano in Europa, potrebbe intercettare la stessa nostalgia analogica già cavalcata da *Stranger Things*. Sul fronte supereroistico, l'attesa spasmodica per il panel Marvel Studios di Kevin Feige — che ha chiuso la giornata di sabato con annunci su nuovi titoli e fasi — ha tenuto banco nei corridoi, mentre l'attrice Adria Arjona, già nel cast del prossimo *Man of Tomorrow* firmato James Gunn, ha giocato con i cronisti fingendo di lasciare la sala alla domanda se sarà la nuova Wonder Woman. La sua ironica non-risposta è diventata virale, alimentando il toto-casting che sui social network, in Asia come in Occidente, non conosce soste.

Alla fine, a dominare l'immaginario della manifestazione è stata proprio la maschera. Quella di gomma e cerone che trasforma Depp in un vecchio spaventato dai fantasmi del Natale, e che racconta di una carriera che prova a rimettersi in moto proprio attraverso il nascondimento. Mentre i fan si accalcavano per un selfie con lo Scrooge vagante, sembrava di assistere a un piccolo rito collettivo in cui il confine tra la star, il personaggio e la sua leggenda si faceva volutamente incerto — un gioco di specchi che il Comic-Con celebra come nessun altro luogo al mondo.

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sabato 25 luglio 2026

Il ritorno di Depp e l'epica indiana: il Comic-Con 2026 tra maschere e nuovi mondi

Dall'apparizione di Johnny Depp nei panni di Scrooge al kolossal Ramayana, la convention di San Diego rivela un'industria globale in cerca di radici e spettacolarità, con uno sguardo sull'Europa.

Un uomo con un lungo cappotto, cilindro e barba grigia avanza a passo svelto nel Gaslamp Quarter di San Diego, lanciando battute sarcastiche ai passanti. È Johnny Depp, irriconoscibile nei panni di Ebenezer Scrooge, che il 24 luglio ha scelto di presentarsi così, senza preavviso, ai fan accalcati per il Comic-Con. Poche ore dopo, sul palco della convention, l'attore ha introdotto il trailer di *Scrooge e gli spiriti del Natale* — o *Ebenezer: A Christmas Carol*, a seconda dei mercati — nuova rilettura in chiave dark del classico dickensiano diretta da Ti West. «È bello tornare», mormora il personaggio nel filmato, e la frase risuona come un commento sulla vicenda personale di Depp, lontano dalle major hollywoodiane dai tempi del processo con Amber Heard.

Il film, che arriverà in Italia a novembre distribuito da Eagle Pictures, rappresenta per Depp un rientro calcolato nell'arena del grande schermo, in un ruolo che gioca con la sua stessa immagine pubblica di emarginato eccentrico. West, autore di un horror al femminile come *Pearl* e *Maxxxine*, ambienta la vicenda in una Londra vittoriana sporca di neve e rimpianti, dove il celebre avaro dovrà rivivere il proprio passato per salvare il futuro. Intorno a Depp, un cast che mescola volti noti al pubblico europeo — Rupert Grint, Andrea Riseborough, Ian McKellen — e che segnala l'ambizione di un prodotto capace di parlare a più generazioni. Come osservano alcuni commentatori americani, la pellicola si inserisce in un filone di fiabe nere per adulti che, dal *Pinocchio* di del Toro in poi, ha trovato proprio in Italia e in Europa un terreno di coltura favorevole.

Ma il Comic-Con di quest'anno, il primo senza l'ombra dello sciopero degli attori, ha mostrato soprattutto un'industria dell'intrattenimento sempre più policentrica. Non lontano dal panel di Depp, il team del colossale *Ramayana*, con Ranbir Kapoor e Yash, ha presentato il trailer della prima parte di un adattamento che i produttori indiani descrivono come il più costoso nella storia del cinema nazionale — circa un miliardo e mezzo di rupie — e che potrà contare su una campagna marketing da quaranta milioni di dollari, sostenuta in buona parte da Sony Pictures. L'accordo per la distribuzione internazionale, annunciato a margine della convention, proietta l'epica indiana in un circuito globale che abbraccia anche le sale europee: un tentativo esplicito, secondo voci da Mumbai, di «far scoprire al mondo la ricchezza della nostra cultura» con una grammatica visiva hollywoodiana.

Il resto della kermesse è stato un susseguirsi di ritorni e di promesse. Prime Video ha rivelato la data di lancio della serie *Blade Runner 2099* — 25 novembre, con Michelle Yeoh e Hunter Schafer — collocandola cinquant'anni dopo gli eventi di *Blade Runner 2049*, in una Los Angeles rigenerata da mani non umane. La regia di Jonathan van Tulleken (*Shōgun*) promette un ibrido tra fantascienza speculativa e noir metropolitano che, notano in Europa, potrebbe intercettare la stessa nostalgia analogica già cavalcata da *Stranger Things*. Sul fronte supereroistico, l'attesa spasmodica per il panel Marvel Studios di Kevin Feige — che ha chiuso la giornata di sabato con annunci su nuovi titoli e fasi — ha tenuto banco nei corridoi, mentre l'attrice Adria Arjona, già nel cast del prossimo *Man of Tomorrow* firmato James Gunn, ha giocato con i cronisti fingendo di lasciare la sala alla domanda se sarà la nuova Wonder Woman. La sua ironica non-risposta è diventata virale, alimentando il toto-casting che sui social network, in Asia come in Occidente, non conosce soste.

Alla fine, a dominare l'immaginario della manifestazione è stata proprio la maschera. Quella di gomma e cerone che trasforma Depp in un vecchio spaventato dai fantasmi del Natale, e che racconta di una carriera che prova a rimettersi in moto proprio attraverso il nascondimento. Mentre i fan si accalcavano per un selfie con lo Scrooge vagante, sembrava di assistere a un piccolo rito collettivo in cui il confine tra la star, il personaggio e la sua leggenda si faceva volutamente incerto — un gioco di specchi che il Comic-Con celebra come nessun altro luogo al mondo.

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