
Suicidio sospetto di un campione NFL, caduta fatale a Miami e l’eredità che attende Fergie
La morte dell’ex giocatore Jordan Devey scuote lo sport per ipotesi di CTE, un reality star israeliano precipita da un resort di lusso, mentre l’ex duchessa di York spera nell’asse ereditario.
Due decessi improvvisi, separati da un oceano ma accomunati da contorni ancora oscuri, hanno segnato le ultime ore nel mondo dello sport e dello spettacolo. Negli Stati Uniti, l’ex uomo di linea offensiva della NFL Jordan Devey, 38 anni, si è tolto la vita, come confermato dalla famiglia attraverso una raccolta fondi online e dichiarazioni ai media locali. A Miami, le autorità indagano sulla caduta dal ventottesimo piano del resort Acqualina di Yakir Levi, 45 anni, imprenditore ed ex protagonista del reality israeliano «The Americans», che ha perso la vita dopo aver inviato un ultimo messaggio agli amici: «Arrivo». Entrambe le vicende, benché distinte, rivelano interrogativi irrisolti sulle circostanze e sulle pressioni nascoste dietro esistenze sotto i riflettori.
Devey, che con i New England Patriots vinse il Super Bowl XLIX al fianco di Tom Brady, lascia la moglie Linsey e quattro figli. Aveva da poco intrapreso l’attività di allenatore in una high school dell’Idaho. I genitori, intervistati da una emittente di Salt Lake City, hanno espresso il sospetto che il figlio soffrisse di encefalopatia traumatica cronica (CTE), la patologia neurodegenerativa collegata a traumi cranici ripetuti che ha colpito numerosi ex giocatori di football. Le circostanze del decesso, tuttavia, non consentiranno l’autopsia necessaria alla diagnosi. La vedova ha ricordato con un post il quindicesimo anniversario di nozze, mentre la comunità sportiva si interroga sull’estensione del fenomeno e sulle tutele per gli atleti.
Il caso di Yakir Levi presenta invece una dinamica diversa. Imprenditore di successo nel settore del restauro edile in California, lascia la moglie Meital e tre figli. Pochi istanti prima della caduta, aveva messaggiato con due amici che lo attendevano nell’atrio dell’hotel. Secondo fonti vicine alla famiglia, Levi era sereno, aveva trascorso la giornata su un’imbarcazione e progettava un ritorno definitivo in Israele, dove i figli erano già stati iscritti a scuola. La polizia della contea di Miami-Dade ha aperto un’indagine ufficiale come «morte non spiegata», alimentando il rigetto dell’ipotesi di suicidio da parte dei parenti.
Nello stesso ore, da Verbier, in Svizzera, giunge la notizia della morte per cause naturali di Paddy McNally, 88 anni, imprenditore della Formula 1 ed ex compagno di Sarah Ferguson, duchessa di York. La Ferguson, in ristrettezze economiche e allontanata da corte dopo lo scandalo Epstein, aveva trovato rifugio nello chalet di lusso di McNally. Secondo fonti elvetiche, l’apertura del testamento potrebbe riservare sorprese per l’ex duchessa, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali. Le indagini sulle morti di Devey e Levi restano in corso, mentre si attendono i primi rapporti medico-legali.
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