
Il polso delle economie emergenti: Russia in lieve contrazione, America Latina a velocità diverse
Mentre il PIL russo del primo trimestre conferma un calo dello 0,2%, Brasile, Messico e Colombia mostrano segnali di crescita, seppur con ritmi disomogenei e settori industriali ancora in affanno.
La fotografia scattata il 17 giugno dagli istituti statistici di diversi paesi emergenti restituisce un quadro di crescita globale a geometria variabile, dove le traiettorie di Russia e America Latina divergono sensibilmente. A Mosca, l’agenzia federale Rosstat ha confermato che il prodotto interno lordo del primo trimestre 2026 ha segnato una contrazione dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che, seppur atteso, delinea un avvio d’anno in frenata per l’economia russa. Il volume assoluto del PIL ha raggiunto 49,9 trilioni di rubli, ma l’indice deflatore al 104,2% segnala che l’inflazione ha mascherato una dinamica reale più debole. Secondo le autorità di Mosca, il risultato è stato influenzato da un effetto calendario – tre giorni lavorativi in meno rispetto al primo trimestre 2025 – e da un inverno particolarmente rigido che ha penalizzato l’edilizia, con un crollo del valore aggiunto nel settore delle costruzioni del 9,7%. Anche i comparti manifatturiero, idrico e dei trasporti hanno registrato flessioni, mentre la domanda interna ha mostrato segni di cedimento con un calo dell’1,2% delle vendite al dettaglio in termini reali.
Dall’altra parte dell’Atlantico, il Brasile offre un segnale più incoraggiante, sebbene al di sotto delle attese. L’Indice di Attività Economica della banca centrale (IBC-Br), considerato una “preview” affidabile del PIL, è cresciuto dello 0,51% in aprile rispetto a marzo, recuperando dopo un marzo rivisto al ribasso (-0,18%). Il dato, tuttavia, è rimasto inferiore alla mediana delle stime degli analisti brasiliani, che puntavano a un +0,6%. Nel trimestre mobile terminato ad aprile, l’indicatore ha registrato un avanzamento dell’1,38%, confermando un ritmo di espansione moderato. A trainare la ripresa sono stati i servizi (+0,27%) e l’industria (+0,36%), mentre l’agropecuaria è rimasta pressoché stagnante (+0,04%). Il primo trimestre dell’anno si era chiuso con un PIL in crescita dell’1,1% sul trimestre precedente e dell’1,8% su base annua, ma il passo più lento di aprile suggerisce che l’economia brasiliana stia entrando in una fase di decelerazione fisiologica dopo lo slancio iniziale.
In Messico, le previsioni dell’Indicatore Oportuno de la Actividad Económica (IOAE) delineano un percorso di moderata espansione: l’attività economica dovrebbe crescere dell’1,4% su base annua in aprile e dell’1,1% in maggio, sostenuta principalmente dai servizi e dall’industria. Le stime desestacionalizzate indicano un rimbalzo mensile dell’1,0% in aprile, con un contributo rilevante delle attività secondarie. Sul fronte colombiano, le attese per l’Indicatore di Seguimiento a la Economía (ISE) di aprile puntano a un incremento annuo del 3,4%, in decelerazione rispetto al 4,0% di marzo. L’espansione sarebbe guidata dai servizi e dai settori primari, mentre industria manifatturiera e costruzioni restano in affanno, frenate da costi elevati e da una domanda interna ancora selettiva.
Questi dati, letti in controluce da Bruxelles, offrono spunti di riflessione sullo stato di salute dei partner commerciali dell’Unione Europea. La contrazione russa, seppur lieve e in parte attribuibile a fattori tecnici, si inserisce in un contesto di sanzioni e riorientamento forzato degli scambi che continua a pesare sulla struttura produttiva del paese, con possibili ripercussioni sulle forniture energetiche e sui mercati delle materie prime. Al contrario, la resilienza dell’America Latina – con Brasile, Messico e Colombia che mantengono una crescita positiva, seppur disomogenea – rappresenta un’ancora di stabilità per le esportazioni europee di macchinari, beni di consumo e servizi, in un momento in cui l’Italia cerca di diversificare i propri sbocchi commerciali oltre i confini del Vecchio Continente. La sfida, per i prossimi mesi, sarà verificare se il rimbalzo atteso in Russia per il secondo trimestre (grazie a un effetto calendario favorevole) si materializzerà, e se la frenata dell’industria colombiana e la decelerazione brasiliana siano semplici pause in un ciclo di recupero o i primi segnali di un affaticamento più strutturale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il PIL russo è diminuito dello 0,2% nel primo trimestre, confermando le stime preliminari. Le autorità attribuiscono il calo al minor numero di giorni lavorativi e a un inverno rigido che ha penalizzato l'edilizia. Si prevede una ripresa nel secondo trimestre.
I dati economici in America Latina indicano un'espansione mista. L'IBC-Br brasiliano è salito dello 0,51% in aprile, al di sotto delle previsioni, tra segnali di decelerazione graduale, mentre il Messico prevede una crescita modesta trainata dai servizi e dall'industria. L'economia colombiana è probabilmente cresciuta del 3,4% su base annua, ma l'industria e le costruzioni restano deboli.
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