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Giustizia e Dirittovenerdì 19 giugno 2026

Hakimi verso il processo per stupro: la corte francese respinge il ricorso

Il difensore del PSG e capitano del Marocco dovrà affrontare un dibattimento penale per l’accusa di violenza sessuale del 2023, mentre guida la sua nazionale ai Mondiali 2026.

La camera dell’istruzione della Corte d’Appello di Versailles ha confermato venerdì il rinvio a giudizio di Achraf Hakimi per violenza sessuale, respingendo il ricorso con cui il calciatore chiedeva l’archiviazione. Secondo il comunicato dei giudici, le indagini hanno raccolto «elementi sufficienti» per giustificare un processo davanti al tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine. La decisione, attesa da mesi, arriva mentre il ventisettenne difensore del Paris Saint-Germain è impegnato con la nazionale marocchina nella fase a gironi del Mondiale 2026, poche ore prima della partita contro la Scozia.

La difesa di Hakimi, affidata all’avvocata Fanny Colin, contesta la solidità dell’impianto accusatorio e denuncia quello che definisce un trattamento giudiziario condizionato dalla notorietà del giocatore. In una memoria depositata a maggio, la legale aveva parlato di «giustizia di classe al contrario», sostenendo che l’inchiesta si regge esclusivamente sulla parola della denunciante e che numerosi elementi a discarico – tra cui messaggi privati, il rifiuto della donna di sottoporsi a esami medici e il mancato confronto diretto con l’accusato – sarebbero stati ignorati. Lo stesso Hakimi, in un messaggio pubblicato su X, ha scritto che il caso «non sarebbe mai esistito» se non fosse stato una figura pubblica, aggiungendo di attendere il processo «con impazienza» per poter finalmente parlare. Il Club degli avvocati del Marocco, in un comunicato di sostegno, ha parlato di «vacuità materiale sconcertante» e di una vicenda che porterebbe «le stimmate evidenti di un grossolano tentativo di estorsione».

Sul fronte opposto, la rappresentante legale della parte civile, Rachel-Flore Pardo, ha accolto la pronuncia come una «vittoria giudiziaria» che porta «sollievo e speranza» alla sua assistita dopo oltre tre anni di battaglia legale. La giovane donna – che all’epoca dei fatti, nel febbraio 2023, aveva 24 anni – ha raccontato di aver conosciuto Hakimi su Instagram e di essere stata aggredita sessualmente nell’abitazione del calciatore a Boulogne-Billancourt, riuscendo poi a divincolarsi e a chiedere soccorso a un’amica. In una recente intervista a Mediapart, usando lo pseudonimo Jeanne, ha dichiarato di volere un processo «per difendersi, per essere ascoltata». La sua avvocata ha inoltre collegato il caso a una più ampia riflessione sulla violenza sessuale nel calcio maschile, auspicando che il dibattimento possa «indebolire la fortezza di negazione e impunità» che circonda questo genere di reati.

La vicenda assume contorni geopolitici e sportivi immediati. Il Marocco disputa tutte le partite del girone negli Stati Uniti, ma un eventuale passaggio alla fase a eliminazione diretta in Canada o in Messico potrebbe esporre Hakimi a restrizioni d’ingresso simili a quelle già applicate al centrocampista ghanese Thomas Partey, a cui Ottawa ha negato il visto proprio a causa di accuse di stupro pendenti. Al momento, la data del processo non è stata fissata e la difesa potrebbe ancora ricorrere alla Corte di Cassazione francese. Nel frattempo, il Paris Saint-Germain, pur senza commenti ufficiali, ha fatto sapere di voler tutelare il proprio tesserato confidando nella presunzione di innocenza. Il caso, che ha già coinvolto come testimone l’attaccante Kylian Mbappé, resta uno dei dossier giudiziari più osservati del calcio internazionale, con possibili ripercussioni sulla carriera e sulla mobilità globale del giocatore.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Achraf Hakimi accoglie il processo come un'occasione per confutare pubblicamente quella che definisce un'accusa falsa. La sua difesa sottolinea che la stessa corte avrebbe osservato che il caso non esisterebbe se non fosse una celebrità. Il giocatore esprime impazienza di poter finalmente parlare.

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La corte d'appello ha confermato che la stella marocchina sarà processata per stupro, una decisione che arriva mentre è capitano della sua squadra ai Mondiali. Reportage esclusivi ricostruiscono la notte della presunta aggressione, presentando le versioni di entrambe le parti. Il caso è descritto come 'molto grave', con la carriera e la reputazione del giocatore in bilico.

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venerdì 19 giugno 2026

Hakimi verso il processo per stupro: la corte francese respinge il ricorso

Il difensore del PSG e capitano del Marocco dovrà affrontare un dibattimento penale per l’accusa di violenza sessuale del 2023, mentre guida la sua nazionale ai Mondiali 2026.

La camera dell’istruzione della Corte d’Appello di Versailles ha confermato venerdì il rinvio a giudizio di Achraf Hakimi per violenza sessuale, respingendo il ricorso con cui il calciatore chiedeva l’archiviazione. Secondo il comunicato dei giudici, le indagini hanno raccolto «elementi sufficienti» per giustificare un processo davanti al tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine. La decisione, attesa da mesi, arriva mentre il ventisettenne difensore del Paris Saint-Germain è impegnato con la nazionale marocchina nella fase a gironi del Mondiale 2026, poche ore prima della partita contro la Scozia.

La difesa di Hakimi, affidata all’avvocata Fanny Colin, contesta la solidità dell’impianto accusatorio e denuncia quello che definisce un trattamento giudiziario condizionato dalla notorietà del giocatore. In una memoria depositata a maggio, la legale aveva parlato di «giustizia di classe al contrario», sostenendo che l’inchiesta si regge esclusivamente sulla parola della denunciante e che numerosi elementi a discarico – tra cui messaggi privati, il rifiuto della donna di sottoporsi a esami medici e il mancato confronto diretto con l’accusato – sarebbero stati ignorati. Lo stesso Hakimi, in un messaggio pubblicato su X, ha scritto che il caso «non sarebbe mai esistito» se non fosse stato una figura pubblica, aggiungendo di attendere il processo «con impazienza» per poter finalmente parlare. Il Club degli avvocati del Marocco, in un comunicato di sostegno, ha parlato di «vacuità materiale sconcertante» e di una vicenda che porterebbe «le stimmate evidenti di un grossolano tentativo di estorsione».

Sul fronte opposto, la rappresentante legale della parte civile, Rachel-Flore Pardo, ha accolto la pronuncia come una «vittoria giudiziaria» che porta «sollievo e speranza» alla sua assistita dopo oltre tre anni di battaglia legale. La giovane donna – che all’epoca dei fatti, nel febbraio 2023, aveva 24 anni – ha raccontato di aver conosciuto Hakimi su Instagram e di essere stata aggredita sessualmente nell’abitazione del calciatore a Boulogne-Billancourt, riuscendo poi a divincolarsi e a chiedere soccorso a un’amica. In una recente intervista a Mediapart, usando lo pseudonimo Jeanne, ha dichiarato di volere un processo «per difendersi, per essere ascoltata». La sua avvocata ha inoltre collegato il caso a una più ampia riflessione sulla violenza sessuale nel calcio maschile, auspicando che il dibattimento possa «indebolire la fortezza di negazione e impunità» che circonda questo genere di reati.

La vicenda assume contorni geopolitici e sportivi immediati. Il Marocco disputa tutte le partite del girone negli Stati Uniti, ma un eventuale passaggio alla fase a eliminazione diretta in Canada o in Messico potrebbe esporre Hakimi a restrizioni d’ingresso simili a quelle già applicate al centrocampista ghanese Thomas Partey, a cui Ottawa ha negato il visto proprio a causa di accuse di stupro pendenti. Al momento, la data del processo non è stata fissata e la difesa potrebbe ancora ricorrere alla Corte di Cassazione francese. Nel frattempo, il Paris Saint-Germain, pur senza commenti ufficiali, ha fatto sapere di voler tutelare il proprio tesserato confidando nella presunzione di innocenza. Il caso, che ha già coinvolto come testimone l’attaccante Kylian Mbappé, resta uno dei dossier giudiziari più osservati del calcio internazionale, con possibili ripercussioni sulla carriera e sulla mobilità globale del giocatore.

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Achraf Hakimi accoglie il processo come un'occasione per confutare pubblicamente quella che definisce un'accusa falsa. La sua difesa sottolinea che la stessa corte avrebbe osservato che il caso non esisterebbe se non fosse una celebrità. Il giocatore esprime impazienza di poter finalmente parlare.

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La corte d'appello ha confermato che la stella marocchina sarà processata per stupro, una decisione che arriva mentre è capitano della sua squadra ai Mondiali. Reportage esclusivi ricostruiscono la notte della presunta aggressione, presentando le versioni di entrambe le parti. Il caso è descritto come 'molto grave', con la carriera e la reputazione del giocatore in bilico.

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