
Melbourne, terzo arresto per la sinagoga in fiamme: l’ombra di Teheran e i silenzi che ostacolano l’inchiesta
Un ventenne già in carcere è stato incriminato per l’attacco doloso del dicembre 2024 alla Adass Israel Synagogue; Canberra conferma il movente politico e i legami internazionali, mentre si indaga su mandanti e complicità ancora avvolte nel riserbo.
Le autorità australiane hanno formalizzato venerdì un terzo capo d’imputazione per l’incendio che il 6 dicembre 2024 distrusse la sinagoga Adass Israel di Ripponlea, nella periferia sud-orientale di Melbourne. Il nuovo accusato, un ventenne del sobborgo di Airport West già detenuto per reati non collegati, deve rispondere di incendio doloso, condotta pericolosa per la vita e furto di autoveicolo. Con lui salgono a tre gli imputati ritenuti gli esecutori materiali dell’irruzione con volto coperto, mentre un quarto uomo era già stato incriminato per il furto dell’auto usata per raggiungere il luogo di culto.
L’attacco avvenne poco dopo le quattro del mattino, quando tre individui mascherati forzarono l’ingresso, cosparsero liquido infiammabile e appiccarono il fuoco mentre alcuni fedeli si trovavano all’interno per la preghiera del primo mattino. Due persone riportarono lievi intossicazioni da fumo; la struttura subì danni estesi. Sin dalle prime ore la polizia federale e quella dello Stato di Victoria qualificarono l’episodio come probabile atto terroristico, e oggi gli investigatori dell’operazione Hilfield – che riunisce forze di polizia e l’agenzia di intelligence interna ASIO – lo definiscono un crimine «politicamente motivato». Oltre duecento agenti sono stati impegnati in un’inchiesta che il vicecommissario federale Peter Crozier ha descritto come «altamente complessa», accusando alcuni membri della comunità di aver mentito deliberatamente per ostacolare la giustizia.
Sul tavolo degli inquirenti resta il nodo dei mandanti. Canberra espulse l’anno scorso l’ambasciatore iraniano e altri tre diplomatici, sostenendo che dietro l’incendio della sinagoga e un precedente attacco a un locale kosher di Sydney vi fosse la regia delle Guardie della rivoluzione di Teheran. Il direttore generale dell’ASIO, Mike Burgess, parlò di una «rete complessa di intermediari» utilizzata per mascherare il coinvolgimento iraniano. L’atto d’accusa ora notificato al ventenne ipotizza che egli abbia agito su istruzioni provenienti dall’Iran, ma gli investigatori stanno ancora verificando se i tre esecutori fossero consapevoli di chi muovesse i fili, o se abbiano operato come semplici terminali inconsapevoli. La Repubblica Islamica ha respinto ogni addebito.
L’inchiesta australiana è seguita con attenzione anche in Europa, dove i servizi di sicurezza di diversi Paesi monitorano il possibile ricorso a reti di procacciatori per azioni antisemite o destabilizzanti. L’incendio di Melbourne si inserisce in una scia di episodi che dopo il 7 ottobre 2023 ha spinto il governo di Canberra a istituire una commissione pubblica d’inchiesta sull’aumento dell’antisemitismo, culminato a dicembre in una sparatoria di massa durante una celebrazione di Hanukkah a Sydney con quindici vittime. La polizia ha informato la comunità ebraica locale dell’ultimo arresto prima di renderlo pubblico, consapevole che la notizia riapre una ferita ancora profonda.
Il ventenne comparirà martedì davanti alla magistratura di Melbourne. L’indagine, ha ribadito Crozier, non è conclusa: gli investigatori continuano a sollecitare collaborazione e segnalazioni, mentre le piste internazionali restano una linea d’inchiesta prioritaria.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La polizia australiana ha incriminato un terzo uomo per l'incendio doloso del dicembre 2024 alla sinagoga di Melbourne. Il caso è trattato come un reato comune, con l'accusa di incendio e altri capi. In un episodio separato, un ristorante a Johor Bahru è stato dato alle fiamme da due uomini mascherati, con danni stimati di circa 200.000 ringgit.
Gli investigatori antiterrorismo hanno incriminato un terzo sospettato per l'attacco incendiario politicamente motivato alla sinagoga Adass Israel di Melbourne. L'incendio, che ha distrutto gran parte dell'edificio, sarebbe stato orchestrato dall'Iran. Le autorità definiscono l'indagine altamente complessa e ancora in corso.
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