
Il CIO esclude la combinata nordica dai Giochi del 2030: fine di un’era dopo 102 anni
La disciplina simbolo delle Olimpiadi invernali dal 1924 non sarà nel programma delle Alpi francesi; al suo posto entrano freeride e pattinaggio sincronizzato.
La commissione esecutiva del Comitato Olimpico Internazionale, riunita a Losanna, ha decretato l’esclusione della combinata nordica dal programma dei Giochi invernali del 2030 nelle Alpi francesi. La disciplina che unisce salto con gli sci e sci di fondo, presente sin dalla prima edizione di Chamonix 1924, scompare così dalla scena olimpica dopo oltre un secolo di storia ininterrotta. Fino a Milano Cortina 2026, era rimasta l’unica specialità riservata esclusivamente agli uomini.
La decisione poggia su un’analisi dettagliata degli indicatori di popolarità raccolti dal CIO nelle ultime quattro edizioni dei Giochi. Secondo i dati diffusi dall’organismo, la combinata nordica è risultata la disciplina meno seguita in undici dei quattordici parametri considerati, tra cui audience televisive, interazioni sui social media e affluenza di pubblico. A pesare è stata anche la scarsa universalità: solo cinque nazioni diverse hanno conquistato medaglie nelle ultime quattro rassegne olimpiche, con la Norvegia capace di monopolizzare il podio a Milano Cortina. L’esistenza di una Coppa del Mondo femminile, avviata soltanto nel 2020 con trentasette anni di ritardo rispetto a quella maschile, non ha modificato la valutazione complessiva: la densità competitiva e la base geografica sono state giudicate insufficienti per mantenere la disciplina nel programma.
La notizia ha suscitato reazioni cariche di delusione nell’ambiente dello sci nordico. In Germania, la combinatista Nathalie Armbruster, durante i Giochi di Milano Cortina, aveva dichiarato: «Sarei lì a vivere il mio sogno d’infanzia, ma non mi è permesso perché sono una donna». Le federazioni internazionali e gli atleti avevano condotto una lunga battaglia per la permanenza olimpica, confidando che l’edizione del 2030 potesse segnare il debutto femminile. Il presidente della Federazione Internazionale Sci, Alexander Ospelt, ha parlato di un colpo al cuore per l’intera comunità.
Mentre la combinata nordica esce di scena, il CIO ha confermato lo slalom gigante parallelo dello snowboard, inizialmente in bilico, e ha integrato nuove discipline. Faranno il loro ingresso olimpico il freeride – sci e snowboard in fuoripista, nato da competizioni informali trent’anni fa e oggi strutturato in un tour mondiale – e il pattinaggio artistico sincronizzato a nove atleti, detto Synchro9. Si aggiungono inoltre la staffetta mista singola di biathlon, la staffetta mista di skicross e il super team event femminile di salto con gli sci. Con queste modifiche, i Giochi delle Alpi francesi raggiungeranno per la prima volta nella storia invernale la piena parità di genere, con 3.046 atleti attesi in 126 eventi. L’appuntamento del 2030 si aprirà così senza una delle sue discipline fondative, ma con un’impronta generazionale profondamente rinnovata.
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
| Stampa giapponese-coreana | −0.30 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
The IOC updates the programme, sacrificing tradition for spectacle. Russia accepts this as a fact, without excess emotion.
Neutral, bureaucratic language is used to present the exclusion as a routine update rather than a loss.
It omits that Nordic combined was the only sport with only male competitors, and that its exclusion might be linked to gender imbalance.
The IOC sacrifices a tradition-rich sport to audience tastes. Europe mourns the end of an era and criticizes the commercialization of sport.
By emphasizing the long history and using emotional terms like 'era ends', the decision is framed as a cultural loss rather than a rational modernization.
It omits that Nordic combined was only contested by men at the last Games and that the IOC had pushed for women's events, which were not added.
Il Giappone perde un'opportunità di medaglia con l'esclusione di uno sport in cui i suoi atleti hanno brillato. La nazione accetta la decisione ma ne rimpiange la perdita.
Evidenziando i successi passati del Giappone nello sport, il report inquadra l'esclusione come una perdita nazionale, facendo appello al sentimento patriottico senza criticare direttamente il CIO.
Tralascia qualsiasi discussione sulla bassa popolarità globale dello sport o sulle ragioni del CIO riguardo all'universalità, concentrandosi esclusivamente sulla prospettiva giapponese.
Il CIO prende una decisione razionale, orientata al pubblico, per mantenere le Olimpiadi rilevanti. Il mondo anglofono accetta il compromesso tra tradizione e ascolti.
Citando metriche specifiche come i dati di ascolto e l'universalità, il report legittima la decisione del CIO come obiettiva e necessaria, minimizzando la perdita emotiva.
Tralascia il fatto che il combinato nordico era l'unico sport senza eventi femminili, che potrebbe essere stato un fattore nella sua esclusione, e non menziona la delusione degli atleti.
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