
Havana Syndrome: Washington indennizza le vittime del misterioso malore neurologico
Il governo americano ha versato tre milioni di dollari al personale colpito dalla sindrome, mentre restano senza risposta le domande sulle cause del fenomeno.
Il Dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato l’erogazione di quasi tre milioni di dollari di indennizzi al personale governativo colpito dalla cosiddetta “Sindrome dell’Avana”, un quadro neurologico misterioso emerso per la prima volta nel 2016 tra i diplomatici di stanza nella capitale cubana. È la prima volta che Washington riconosce un risarcimento economico ai sensi dell’Havana Act, la legge firmata nel 2021 per assistere i funzionari e le loro famiglie.
La sindrome si manifesta con sintomi acuti e persistenti: cefalee, nausea, vertigini, pressione intracranica e percezione di suoni laceranti, descritti come ronzii, clic o stridore metallico. Dopo i casi iniziali all’Avana, episodi analoghi sono stati segnalati da personale americano in Cina, Australia, Russia, Germania e Austria, alimentando un alone di inquietudine che ha toccato anche l’Europa, sebbene in Italia non risultino segnalazioni ufficiali.
Sul fronte delle cause, il dibattito resta aperto. Un panel di esperti tecnici e medici ha ipotizzato l’impiego di energia elettromagnetica pulsata o ultrasuoni, mentre alcuni sospetti si sono appuntati sui servizi segreti militari russi (GRU), ipotesi sempre respinta da Mosca. Nel 2023, la maggior parte delle agenzie di intelligence americane ha concluso che è “molto improbabile” che una potenza straniera abbia utilizzato un’arma sonica o un dispositivo innovativo, pur non offrendo spiegazioni alternative. Due studi del National Institutes of Health (NIH), pubblicati nel marzo 2024 e condotti su oltre ottanta persone con risonanza magnetica, esami del sangue e test sensoriali, hanno escluso la presenza di danni cerebrali permanenti, ma non hanno chiarito l’origine dei disturbi.
L’indennizzo, per quanto simbolico rispetto alla portata del fenomeno, segna un punto di svolta nel riconoscimento istituzionale della sofferenza dei funzionari. Il Pentagono ha assicurato che continuerà a dare priorità all’assistenza del personale colpito, mentre la comunità scientifica e quella dell’intelligence restano impegnate nella ricerca di una spiegazione definitiva. Il prossimo passaggio concreto sarà l’eventuale estensione dei risarcimenti ad altri casi e il monitoraggio clinico a lungo termine dei soggetti coinvolti, in attesa che la ricerca faccia luce su un enigma che, a un decennio dalla sua comparsa, resta senza risposta.
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
Il pagamento di tre milioni di dollari è una semplice procedura burocratica; non vi è alcuna prova di un attacco straniero.
Il blocco russo rende la notizia plausibile omettendo qualsiasi riferimento a possibili responsabilità russe, presentando la compensazione come un fatto isolato e privo di contesto geopolitico.
Il blocco russo omette la menzione del GRU e delle speculazioni sul coinvolgimento russo, presenti nel blocco europeo.
La compensazione è un passo, ma il vero colpevole resta sconosciuto e le voci sul GRU non sono state smentite.
Il blocco europeo rende plausibile la sua posizione includendo la menzione del GRU come sospettato, basandosi su fonti come la BBC, e mantenendo un tono di mistero che legittima la speculazione.
Il pagamento è un fatto; la sindrome è misteriosa ma non si attribuisce a nessun attore specifico.
Il blocco atlantico rende la notizia plausibile limitandosi a riportare i fatti noti (compensazione, sintomi) senza aggiungere speculazioni, creando un resoconto apparentemente obiettivo.
Il blocco atlantico omette la menzione del GRU e delle speculazioni sul coinvolgimento russo, presenti nel blocco europeo.
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