
Sberbank limita le carte Visa in valuta: la Russia accelera l’addio ai circuiti occidentali
Dal 1° settembre 2026 saranno dismesse solo le carte inattive, ma la mossa conferma la progressiva sostituzione con il sistema Mir, con effetti su viaggiatori e imprese europee.
A partire dal 1° settembre 2026 Sberbank cesserà il servizio per le carte Visa in valuta estera e multivaluta, secondo quanto comunicato ai clienti. Dopo le prime notizie che parlavano di un blocco generalizzato, la banca ha precisato che la misura riguarda esclusivamente le carte rimaste inattive a lungo, con saldo zero, e quelle multivaluta le cui funzionalità non sono più supportate. I conti correnti in valuta attivi e i relativi strumenti di pagamento resteranno pienamente operativi. La comunicazione, tuttavia, ha generato incertezza tra i correntisti, molti dei quali hanno avviato la chiusura dei conti, spinti dal timore di perdere l’accesso ai propri fondi.
L’intervento di Sberbank si inserisce in un percorso di distacco dai circuiti internazionali cominciato nella primavera del 2022, quando Visa e Mastercard sospesero le operazioni in Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Da allora le transazioni domestiche vengono instradate attraverso il Sistema nazionale delle carte di pagamento (NSPK), e le autorità di Mosca spingono per l’adozione del circuito Mir, che oggi copre oltre l’85% delle operazioni. Le carte occidentali, sebbene ancora accettate all’interno del Paese, non consentono più pagamenti all’estero né su piattaforme online straniere. A ciò si aggiunge il problema tecnico della scadenza dei certificati di sicurezza dei chip, che ha già indotto altri istituti come T-Bank e Unicredit a limitare progressivamente l’operatività di Visa e Mastercard.
La governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, ha dichiarato che il processo di ritiro sarà graduale e senza imposizioni amministrative, mentre fonti della banca centrale stimano ormai sotto il 17% la quota di carte internazionali sul mercato russo. Nell’ottica del Cremlino, la transizione a Mir rafforza la sovranità finanziaria, ma per i cittadini russi e per gli operatori economici europei – inclusi quelli italiani ancora presenti nel Paese – comporta crescenti difficoltà nell’accesso a servizi bancari globali e nella gestione dei pagamenti transfrontalieri.
Sberbank, parallelamente, ha introdotto sportelli automatici per il cambio di valuta contante in rubli e viceversa, nel tentativo di mitigare i disagi per chi viaggia. La scadenza del settembre 2026 segna un punto di non ritorno nella frammentazione dei sistemi di pagamento internazionali. Per l’Italia e l’Europa, restano da monitorare le prossime mosse di Mosca in risposta a eventuali nuove sanzioni e l’evoluzione delle alternative come la carta UnionPay, oltre all’impatto concreto sulle imprese che operano tra i due mercati.
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| Stampa europea continentale | +0.20 | neutral |
Sberbank chiarisce che la decisione è limitata e rassicura i clienti sulla continuità dei servizi.
Attraverso comunicati stampa e precisazioni, la banca ridimensiona la portata della notizia, enfatizzando che solo le carte inutilizzate sono coinvolte.
Non viene menzionato che la chiusura è parte di un più ampio disimpegno delle carte internazionali in Russia, né che il servizio di cambio valuta è una compensazione per la perdita di funzionalità.
L'innovazione del cambio valuta nei bancomat semplifica la vita dei clienti russi.
Si omette la chiusura delle carte Visa e si presenta il nuovo servizio come un progresso, spostando l'attenzione su un aspetto positivo.
Non si fa cenno alla cessazione delle carte Visa, dando l'impressione che la banca stia solo aggiungendo servizi.
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