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Il silenzio delle armi, il fragore delle mura: l'anno del Brasile in bilico

Il nuovo Annuario della Sicurezza Pubblica brasiliana registra il minimo storico di omicidi dal 2012, ma crescono femminicidi, abusi sui minori e letalità delle forze dell'ordine; un paradosso che interroga l'Italia e l'Europa.

Era il 29 ottobre del 2025 quando nel Complexo da Penha, a Rio de Janeiro, il crepitio degli spari ha squarciato il pomeriggio per ore. Alla fine dell'Operação Contenção, i corpi erano 122, di cui 117 uccisi da forze di polizia: la più grande carneficina istituzionale dai tempi del Massacro del Carandiru. Un episodio limite, eppure solo la punta più visibile di un fenomeno che nel corso dell'anno ha portato la letalità poliziesca a un nuovo record di 6.602 vittime, 18 al giorno. E proprio mentre quel fumo si dissolveva tra i vicoli della favela, il Brasile chiudeva il 2025 con 40.775 morti violente, il dato più basso dal 2012 e un calo dell'8,2% sull'anno precedente. Un paradosso che racconta di un Paese in cui la violenza si trasforma, si sposta, si nasconde.

La ritirata della morte dagli spazi pubblici ha infatti un doppio fondo. Nel 2025 i femminicidi sono saliti a 1.571, +4% rispetto al 2024, quarto record consecutivo. Nel 62% dei casi la vittima è stata uccisa tra le mura domestiche, per mano di un partner o ex partner. Crescono anche le denunce di maltrattamenti contro bambini, +14,6%, con un incremento del 106% dal 2021, anche se gli specialisti avvertono che il sommerso è immenso: sono le scuole, spesso, ad accorgersi dei lividi. «La violenza che avviene in casa continua a crescere, mentre cala quella in strada», nota un analista del Fórum Brasileiro de Segurança Pública. Un allarme che risuona anche in Europa, dove il femminicidio rimane una piaga radicata: in Italia, oltre cento donne ogni anno perdono la vita per mano di chi diceva di amarle.

Intanto, la geografia criminale ridisegna i suoi confini. Per la prima volta i furti di cellulare senza violenza hanno superato i rapina, segno che i malviventi scelgono reati a minor rischio. Mentre i borseggi in metro o al bar raggiungono il picco a metà mattina, il mondo digitale si è trasformato in un far west: le frodi online sono aumentate del 20,6% nell'ultimo anno e del 430% in sette anni. Qui prendono forma i nuovi ecosistemi della sopraffazione, come quella “machosfera” e “femosfera” che secondo il rapporto alimentano l'immaginario del dominio maschile e la dipendenza femminile, due facce della stessa medaglia. «È l'industria del golpe, con vere e proprie organizzazioni criminali strutturate», spiegano da Brasilia, mentre il furto di un telefono si trasforma in una porta d'accesso ai conti correnti.

Per l'Europa e per l'Italia, questi numeri non sono un esotico bollettino tropicale. Mostrano la direzione in cui può muoversi una società che riduce gli omicidi ma non scalfisce la violenza di genere, che digitalizza l'economia senza proteggere i cittadini, che chiede ordine pubblico ma tollera punizioni extragiudiziali. Come un disegno infantile finito per caso sulla cattedra di una maestra a Manacapuru, che ha permesso di denunciare un abuso, anche i dati più crudi accendono piccole luci: dipende da noi non spegnerle.

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giovedì 23 luglio 2026

Il silenzio delle armi, il fragore delle mura: l'anno del Brasile in bilico

Il nuovo Annuario della Sicurezza Pubblica brasiliana registra il minimo storico di omicidi dal 2012, ma crescono femminicidi, abusi sui minori e letalità delle forze dell'ordine; un paradosso che interroga l'Italia e l'Europa.

Era il 29 ottobre del 2025 quando nel Complexo da Penha, a Rio de Janeiro, il crepitio degli spari ha squarciato il pomeriggio per ore. Alla fine dell'Operação Contenção, i corpi erano 122, di cui 117 uccisi da forze di polizia: la più grande carneficina istituzionale dai tempi del Massacro del Carandiru. Un episodio limite, eppure solo la punta più visibile di un fenomeno che nel corso dell'anno ha portato la letalità poliziesca a un nuovo record di 6.602 vittime, 18 al giorno. E proprio mentre quel fumo si dissolveva tra i vicoli della favela, il Brasile chiudeva il 2025 con 40.775 morti violente, il dato più basso dal 2012 e un calo dell'8,2% sull'anno precedente. Un paradosso che racconta di un Paese in cui la violenza si trasforma, si sposta, si nasconde.

La ritirata della morte dagli spazi pubblici ha infatti un doppio fondo. Nel 2025 i femminicidi sono saliti a 1.571, +4% rispetto al 2024, quarto record consecutivo. Nel 62% dei casi la vittima è stata uccisa tra le mura domestiche, per mano di un partner o ex partner. Crescono anche le denunce di maltrattamenti contro bambini, +14,6%, con un incremento del 106% dal 2021, anche se gli specialisti avvertono che il sommerso è immenso: sono le scuole, spesso, ad accorgersi dei lividi. «La violenza che avviene in casa continua a crescere, mentre cala quella in strada», nota un analista del Fórum Brasileiro de Segurança Pública. Un allarme che risuona anche in Europa, dove il femminicidio rimane una piaga radicata: in Italia, oltre cento donne ogni anno perdono la vita per mano di chi diceva di amarle.

Intanto, la geografia criminale ridisegna i suoi confini. Per la prima volta i furti di cellulare senza violenza hanno superato i rapina, segno che i malviventi scelgono reati a minor rischio. Mentre i borseggi in metro o al bar raggiungono il picco a metà mattina, il mondo digitale si è trasformato in un far west: le frodi online sono aumentate del 20,6% nell'ultimo anno e del 430% in sette anni. Qui prendono forma i nuovi ecosistemi della sopraffazione, come quella “machosfera” e “femosfera” che secondo il rapporto alimentano l'immaginario del dominio maschile e la dipendenza femminile, due facce della stessa medaglia. «È l'industria del golpe, con vere e proprie organizzazioni criminali strutturate», spiegano da Brasilia, mentre il furto di un telefono si trasforma in una porta d'accesso ai conti correnti.

Per l'Europa e per l'Italia, questi numeri non sono un esotico bollettino tropicale. Mostrano la direzione in cui può muoversi una società che riduce gli omicidi ma non scalfisce la violenza di genere, che digitalizza l'economia senza proteggere i cittadini, che chiede ordine pubblico ma tollera punizioni extragiudiziali. Come un disegno infantile finito per caso sulla cattedra di una maestra a Manacapuru, che ha permesso di denunciare un abuso, anche i dati più crudi accendono piccole luci: dipende da noi non spegnerle.

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