
Harry Kane e l’ombra del ‘diavolo del mercoledì’: lo 0-0 che accende il mito
Il presunto sortilegio del guaritore ghanese Nana Kwaku Bonsam sul capitano inglese diventa virale dopo un pareggio a reti inviolate che lascia l’Inghilterra in bilico nel Gruppo L.
A cinque minuti dalla fine, con l’Inghilterra proiettata in avanti alla ricerca del gol che avrebbe garantito la qualificazione, il pallone danza sulla traversa dopo un colpo di testa di Nico O’Reilly e cade docile sui piedi di Harry Kane, sei yard dalla porta. Il centravanti del Bayern Monaco, autore di una doppietta all’esordio contro la Croazia, si coordina per il tap-in che tutta Boston già vede in rete. Invece la conclusione si alza sopra la traversa, tra lo stupore dei tifosi inglesi e l’esplosione di quelli ghanesi. È l’istantanea di un pareggio a reti inviolate che sa di beffa e che, nel giro di pochi minuti, sui social network diventa qualcosa di diverso: la prova che un sortilegio abbia funzionato.
Il copione della partita aveva già mostrato un’Inghilterra padrona del campo ma sterile. Il 78,8 per cento di possesso palla – il dato più alto registrato da una squadra in una partita dei Mondiali senza segnare dal 1966 – racconta un dominio territoriale quasi assoluto, eppure nel primo tempo i Tre Leoni non hanno centrato lo specchio della porta nemmeno una volta. Kane, raddoppiato e anticipato con regolarità dalla retroguardia africana, ha toccato appena diciannove palloni e ha visto il suo unico tiro murato. Il portiere Benjamin Asare ha respinto le offensive inglesi nella ripresa, mentre il palo ha negato il vantaggio a O’Reilly prima dell’errore fatale del capitano.
Il risultato lascia entrambe le squadre a quattro punti nel Gruppo L, con l’Inghilterra ancora in vetta per differenza reti ma costretta a rimandare la certezza del passaggio ai sedicesimi. L’attenzione, tuttavia, si è subito spostata dal campo a una figura che nei giorni precedenti aveva promesso di “lavorare” su Kane: Nana Kwaku Bonsam, sacerdote tradizionale ghanese il cui nome d’arte significa “diavolo del mercoledì”. In dichiarazioni raccolte dalla stampa britannica e rilanciate dai media africani, Bonsam aveva assicurato di sapere “cosa fare per fermarlo”, precisando di non augurargli infortuni gravi ma solo un annebbiamento sufficiente a neutralizzarlo contro il suo paese. La gaffe sotto porta ha immediatamente riacceso la leggenda di un uomo che già nel 2014, alla vigilia di Ghana-Portogallo, aveva rivendicato un influsso spirituale sulla tendinite rotulea di Cristiano Ronaldo.
Sui profili social ghanesi e internazionali, il sortilegio è diventato materia di ironia e orgoglio identitario, mentre in Europa ex stelle come Jamie Carragher e Wayne Rooney hanno indicato nelle scelte tattiche del ct Thomas Tuchel la causa reale dell’impasse. Lo stesso Kane, a fine gara, ha spiegato con lucidità la dinamica dell’errore: «Aspetti che il pallone ti arrivi, e quando arriva non riesci a starci sopra. Da attaccante sai che non sempre entrano». Parole che non smentiscono né confermano alcun maleficio, ma che restituiscono la normalità di uno sport in cui la linea tra caso e mito è sottile.
Bonsam, dal canto suo, ha già annunciato in un video su Facebook di voler “liberare” Kane in vista del prossimo incontro, aggiungendo un sorprendente «ti voglio bene, fratello». La prossima partita dell’Inghilterra diventa così un doppio appuntamento: con la qualificazione da blindare e con una narrazione che mescola folklore, calcio e viralità globale, mentre il Gruppo L attende di conoscere il proprio verdetto.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il pareggio a reti inviolate tra Inghilterra e Ghana è stato condito dalla storia di uno sciamano locale che sosteneva di aver lanciato un maleficio su Harry Kane. La punta ha mancato un gol da sei metri e la leggenda della maledizione si è diffusa, accolta con un misto di scetticismo e divertimento.
La maledizione del brujo ghanese su Harry Kane è diventata virale dopo che l'attaccante ha fallito un gol a porta vuota e l'Inghilterra ha pareggiato 0-0. Il racconto è intriso di ironia e un pizzico di schadenfreude, ricordando i precedenti 'lavori' del curandero su Cristiano Ronaldo.
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