
Ondata di calore storica in Europa: record di temperature, decine di vittime e blackout
Francia, Regno Unito, Italia e Spagna affrontano temperature oltre i 40°C, con almeno 50 morti accertati e infrastrutture sotto stress; l’Oms parla di emergenza sanitaria.
Un’ondata di calore di intensità eccezionale ha investito l’Europa occidentale e centrale, provocando decine di vittime, interruzioni delle reti elettriche e la chiusura di scuole e monumenti. In Francia, dove martedì 23 giugno è stato registrato il giorno più caldo dall’inizio delle rilevazioni nel 1947 – con una temperatura media nazionale di 29,8°C, superata il giorno successivo con 30°C –, le autorità segnalano almeno 40 annegamenti dal 18 giugno, in prevalenza giovani che cercavano refrigerio in fiumi e canali. Due bambini sono morti per il calore all’interno di un’auto in Vaucluse. Blackout legati a guasti da sovraccarico termico hanno lasciato senza elettricità circa 68.000 abitazioni in Bretagna, mentre diverse centrali nucleari hanno ridotto la produzione per l’eccessiva temperatura dell’acqua di raffreddamento.
Anche il Regno Unito ha infranto il record di giugno, con 35,8°C a Wiggonholt, nel West Sussex, superando i 35,6°C del 1976. Il Met Office ha diramato un raro allarme rosso per calore estremo, che ha portato alla chiusura di oltre mille scuole e a forti limitazioni del traffico ferroviario. In Italia, il ministero della Salute ha esteso il bollino rosso a 16 città – tra cui Milano, Roma, Torino e Firenze –, dove le temperature percepite hanno raggiunto i 45°C sulla costa ligure. A Firenze gli Uffizi hanno sospeso la vendita dei biglietti per un guasto all’impianto di climatizzazione. Due decessi, un turista di 83 anni a Montesilvano e un agricoltore nel Lodigiano, sono al vaglio delle autorità sanitarie per un possibile nesso con il caldo. In Spagna, due anziani sono morti per colpo di calore mentre le massime toccavano i 44°C in Andalusia e i 43,7°C in Cantabria, valore mai registrato nella regione.
Il quadro meteorologico è dominato da un “blocco a omega”, una configurazione atmosferica che intrappola aria sahariana sull’Europa, con temperature fino a 18°C sopra la media. L’Organizzazione mondiale della sanità ha definito la situazione “un’emergenza sanitaria”, ricordando che l’Europa si riscalda a un ritmo doppio rispetto alla media globale e che negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200.000 decessi. In Francia il dibattito politico si è polarizzato sull’adozione dell’aria condizionata, finora presente in meno di un quarto delle abitazioni: mentre l’estrema destra propone un piano massiccio di climatizzazione, la sinistra ecologista mette in guardia dall’aggravare il riscaldamento urbano.
Le allerte rosse restano in vigore in gran parte dei paesi colpiti. Le autorità francesi mantengono 58 dipartimenti sotto vigilanza massima, con possibili nuovi record nelle prossime ore; in Italia il picco è atteso tra domenica e lunedì, con valori fino a 41°C in Pianura Padana. I dati sulle vittime sono ancora provvisori: fonti governative francesi parlano di 40-48 annegamenti, mentre le procure italiane hanno disposto accertamenti autoptici per chiarire le cause dei decessi sospetti. La Protezione civile e i servizi di emergenza restano mobilitati in attesa di un’attenuazione che, secondo i modelli, potrebbe arrivare solo all’inizio di luglio.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'Europa è stretta nella morsa di un caldo eccezionale. In Italia il bollettino del ministero della Salute ha portato a 16 le città con bollino rosso, il massimo livello di allerta per la salute, e si prevede un aumento a 17. In Francia si è toccato il giorno più caldo dal 1947, con 40 annegamenti in cinque giorni, mentre l'Oms parla di emergenza sanitaria.
L'Europa 'brucia' sotto un'ondata di calore senza precedenti. La Francia ha vissuto la sua giornata più torrida di sempre, con 40 annegamenti, mentre la Torre Eiffel e il Louvre hanno chiuso in anticipo. Con ironia, alcuni media latinoamericani titolano che 'le baguette si arrostiscono', collegando il fenomeno al cambiamento climatico.
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