Accedi
Edizione delle 10:00 CETmartedì 30 giugno 2026
311 testate · 17 lingue873 briefing oggi
Difesa e Sicurezzadomenica 28 giugno 2026

Golfo, la tregua già in cenere: Trump minaccia l’Iran, pioggia di missili su Kuwait e Bahrein

A meno di due settimane dall’intesa, il controllo dello Stretto di Hormuz scatena attacchi incrociati e avvertimenti senza precedenti sull’eliminazione della Repubblica islamica.

La fragile architettura del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, siglata meno di due settimane fa con la mediazione di Pakistan e Qatar, è travolta da una nuova spirale di violenza. Nella notte di sabato, l’aviazione americana ha colpito siti di stoccaggio missilistico e radar costieri nel sud dell’Iran, dichiarando di rispondere a un attacco con drone suicida contro una petroliera panamense che transitava nello Stretto di Hormuz. Poche ore dopo, il Corpo delle guardie della rivoluzione iraniane ha lanciato missili balistici e droni contro basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein – Paesi che ospitano comandi della Quinta Flotta – facendo scattare le sirene antiaeree e provocando danni a un edificio residenziale a Muharraq, senza vittime. Il presidente Donald Trump ha preannunciato sulla sua piattaforma Truth Social la possibile distruzione totale della Repubblica islamica: «Potremmo essere costretti a completare militarmente l’opera iniziata con grande successo. Se accadrà, la Repubblica islamica dell’Iran cesserà di esistere».

La crisi ruota attorno al nodo irrisolto della gestione del traffico navale nello Stretto di Hormuz, via d’acqua da cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Secondo le rappresentanze diplomatiche europee a Manama, l’intesa di fine giugno prevedeva la riapertura progressiva del corridoio, rimasto paralizzato per quattro mesi di guerra, ma non ne definiva le regole operative. Teheran, stando a fonti vicine al governo iraniano, intende indirizzare le navi mercantili lungo un percorso settentrionale sotto il proprio controllo, con l’obiettivo dichiarato di imporre pedaggi; Washington, al contrario, spinge per un corridoio meridionale lungo la costa omanita, pattugliato dalla coalizione internazionale. Gli attacchi ai tanker – tra cui la petroliera M/T Kiko con due milioni di barili di greggio a bordo – sono interpretati da analisti a Bruxelles come un tentativo dell’Iran di forzare il riconoscimento della propria giurisdizione su quella rotta.

L’escalation mette a repentaglio la precaria calma sui mercati energetici globali: il prezzo del Brent, che era sceso vicino ai livelli prebellici grazie alla parziale riapertura dei transiti, mostra già segni di nervosismo. Per l’Italia, che importa via mare oltre il 90% del proprio fabbisogno di idrocarburi e dipende per un terzo dalle forniture mediorientali, il prolungarsi dell’instabilità potrebbe tradursi in un nuovo shock inflazionistico, come indicano le proiezioni della Commissione europea. Gli Stati rivieraschi del Golfo, dal canto loro, temono un effetto domino: il Bahrein ha già chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU, mentre il Kuwait ha attivato i sistemi di difesa aerea per intercettare i vettori in arrivo.

Sullo sfondo resta il fronte libanese, dove l’esercito israeliano ha ucciso miliziani di Hezbollah e distrutto una rampa di lancio a Nabatieh, senza che il movimento sciita abbia finora reagito. Teheran accusa Washington di aver violato anche gli impegni per il mantenimento della tregua in Libano, collegando così i due teatri in un’unica crisi regionale. I prossimi giorni diranno se il meccanismo diplomatico faticosamente costruito potrà reggere o se la regione è destinata a una nuova, devastante fase di conflitto aperto.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

49%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa arabo levante-MaghrebStampa atlantica / anglosfera
Stampa arabo levante-Maghreb
AllarmeIndignazione

I media arabi del Levante e del Maghreb riportano l'avvertimento di Trump che l'Iran 'cesserà di esistere' se gli USA decidono di intensificare, attribuendo il collasso della tregua alle violazioni iraniane. Il tono è allarmista, sottolineando il pericolo di una guerra su vasta scala, mentre ritraggono gli USA come l'aggressore che minaccia distruzione.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
DistaccoPragmatismo

Le testate atlantiche e anglosfere (es. Reuters) forniscono un resoconto distaccato e fattuale degli attacchi reciproci, presentando entrambe le parti come responsabili del crollo della tregua. Enfatizzano la fragilità dell'accordo e lo schema di rappresaglia, senza prendere posizione.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Germania eliminata ai rigori dal Paraguay: è la prima volta nella storia dei Mondiali·Brasile, rimonta al 95': Giappone eliminato, Seleção agli ottavi dopo 88 anni·Paraguay elimina la Germania ai rigori: il crollo tedesco ai Mondiali 2026·La condanna di Nadiem Makarim: il caso Chromebook e le ombre sulla governance indonesiana·La Corte Suprema decide sul diritto di cittadinanza per nascita, cardine dell’America dello ius soli·L’Ue taglia del 47% le quote di acciaio esente da dazi·La notte insonne dell’Ecuador: i tifosi messicani trasformano l’albergo in un inferno sonoro·Oro, crollo mensile peggiore dal 2008: dollaro forte e tassi Fed affondano le quotazioni·Germania eliminata ai rigori dal Paraguay: è la prima volta nella storia dei Mondiali·Brasile, rimonta al 95': Giappone eliminato, Seleção agli ottavi dopo 88 anni·Paraguay elimina la Germania ai rigori: il crollo tedesco ai Mondiali 2026·La condanna di Nadiem Makarim: il caso Chromebook e le ombre sulla governance indonesiana·La Corte Suprema decide sul diritto di cittadinanza per nascita, cardine dell’America dello ius soli·L’Ue taglia del 47% le quote di acciaio esente da dazi·La notte insonne dell’Ecuador: i tifosi messicani trasformano l’albergo in un inferno sonoro·Oro, crollo mensile peggiore dal 2008: dollaro forte e tassi Fed affondano le quotazioni·
Agg. 15:152 lingue · 7 testate
7 testate|2 lingue|3 min lettura
domenica 28 giugno 2026

Golfo, la tregua già in cenere: Trump minaccia l’Iran, pioggia di missili su Kuwait e Bahrein

A meno di due settimane dall’intesa, il controllo dello Stretto di Hormuz scatena attacchi incrociati e avvertimenti senza precedenti sull’eliminazione della Repubblica islamica.

La fragile architettura del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, siglata meno di due settimane fa con la mediazione di Pakistan e Qatar, è travolta da una nuova spirale di violenza. Nella notte di sabato, l’aviazione americana ha colpito siti di stoccaggio missilistico e radar costieri nel sud dell’Iran, dichiarando di rispondere a un attacco con drone suicida contro una petroliera panamense che transitava nello Stretto di Hormuz. Poche ore dopo, il Corpo delle guardie della rivoluzione iraniane ha lanciato missili balistici e droni contro basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein – Paesi che ospitano comandi della Quinta Flotta – facendo scattare le sirene antiaeree e provocando danni a un edificio residenziale a Muharraq, senza vittime. Il presidente Donald Trump ha preannunciato sulla sua piattaforma Truth Social la possibile distruzione totale della Repubblica islamica: «Potremmo essere costretti a completare militarmente l’opera iniziata con grande successo. Se accadrà, la Repubblica islamica dell’Iran cesserà di esistere».\n\nLa crisi ruota attorno al nodo irrisolto della gestione del traffico navale nello Stretto di Hormuz, via d’acqua da cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Secondo le rappresentanze diplomatiche europee a Manama, l’intesa di fine giugno prevedeva la riapertura progressiva del corridoio, rimasto paralizzato per quattro mesi di guerra, ma non ne definiva le regole operative. Teheran, stando a fonti vicine al governo iraniano, intende indirizzare le navi mercantili lungo un percorso settentrionale sotto il proprio controllo, con l’obiettivo dichiarato di imporre pedaggi; Washington, al contrario, spinge per un corridoio meridionale lungo la costa omanita, pattugliato dalla coalizione internazionale. Gli attacchi ai tanker – tra cui la petroliera M/T Kiko con due milioni di barili di greggio a bordo – sono interpretati da analisti a Bruxelles come un tentativo dell’Iran di forzare il riconoscimento della propria giurisdizione su quella rotta.\n\nL’escalation mette a repentaglio la precaria calma sui mercati energetici globali: il prezzo del Brent, che era sceso vicino ai livelli prebellici grazie alla parziale riapertura dei transiti, mostra già segni di nervosismo. Per l’Italia, che importa via mare oltre il 90% del proprio fabbisogno di idrocarburi e dipende per un terzo dalle forniture mediorientali, il prolungarsi dell’instabilità potrebbe tradursi in un nuovo shock inflazionistico, come indicano le proiezioni della Commissione europea. Gli Stati rivieraschi del Golfo, dal canto loro, temono un effetto domino: il Bahrein ha già chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU, mentre il Kuwait ha attivato i sistemi di difesa aerea per intercettare i vettori in arrivo.\n\nSullo sfondo resta il fronte libanese, dove l’esercito israeliano ha ucciso miliziani di Hezbollah e distrutto una rampa di lancio a Nabatieh, senza che il movimento sciita abbia finora reagito. Teheran accusa Washington di aver violato anche gli impegni per il mantenimento della tregua in Libano, collegando così i due teatri in un’unica crisi regionale. I prossimi giorni diranno se il meccanismo diplomatico faticosamente costruito potrà reggere o se la regione è destinata a una nuova, devastante fase di conflitto aperto.

Divergenza delle fonti

Difesa e Sicurezza · 7 testate · 2 lingue

49%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale43%
Critico57%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 2 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa arabo levante-MaghrebStampa atlantica / anglosfera
Stampa arabo levante-Maghreb
AllarmeIndignazione

I media arabi del Levante e del Maghreb riportano l'avvertimento di Trump che l'Iran 'cesserà di esistere' se gli USA decidono di intensificare, attribuendo il collasso della tregua alle violazioni iraniane. Il tono è allarmista, sottolineando il pericolo di una guerra su vasta scala, mentre ritraggono gli USA come l'aggressore che minaccia distruzione.

Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
DistaccoPragmatismo

Le testate atlantiche e anglosfere (es. Reuters) forniscono un resoconto distaccato e fattuale degli attacchi reciproci, presentando entrambe le parti come responsabili del crollo della tregua. Enfatizzano la fragilità dell'accordo e lo schema di rappresaglia, senza prendere posizione.

Questa notizia è apparsa su

7 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Keiko Fujimori presidente del Perù: vittoria per 49mila voti e ritorno del fujimorismo

9 lingue · 29 testate

Da Economy & Markets

Putin ammette la carenza di benzina: la Russia valuta import e standard Euro-2

7 lingue · 18 testate

Da Technology

WhatsApp introduce i nomi utente: la privacy si rafforza, il numero di telefono non sarà più esposto

8 lingue · 29 testate

Leggi di più