
Qatar, esplosione nell’impianto Barzan: tredici morti e 66 feriti durante il riavvio
L’incidente, avvenuto mentre si tentava di riattivare la produzione dopo i danni bellici, ha coinvolto lavoratori indiani e pakistani; le autorità escludono il sabotaggio e assicurano che l’export di GNL non è a rischio.
Tredici persone hanno perso la vita e altre 66 sono rimaste ferite la sera di domenica 21 giugno in un’esplosione seguita da incendio presso l’impianto di trattamento gas di Barzan, all’interno della città industriale di Ras Laffan, il principale hub qatariota del gas naturale liquefatto. Lo ha confermato in una conferenza stampa il ministro dell’Energia Saad Sherida al‑Kaabi, precisando che tutte le vittime sono di nazionalità indiana e pakistana e che i feriti, nessuno in pericolo di vita, provengono anche da Qatar, Iran, Bangladesh e diversi paesi africani. Le prime comunicazioni del ministero dell’Interno avevano parlato di 54 feriti e 18 dispersi; il bilancio definitivo ha dunque assorbito la quota di persone inizialmente non localizzate.
Secondo le autorità qatariote, l’esplosione è stata innescata da un «incidente tecnico» durante le operazioni di riavvio della struttura. Il ministro ha escluso categoricamente ipotesi di sabotaggio o azioni ostili, e ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per determinare le cause esatte. L’impianto Barzan – partecipato al 93% da QatarEnergy e al 7% da ExxonMobil – fornisce gas per la generazione elettrica, la dissalazione e l’industria locale, con una capacità di circa 1,4 miliardi di piedi cubi al giorno, e non alimenta direttamente i treni di liquefazione per l’export.
L’incidente si inserisce in una fase delicata per il sistema energetico del Golfo. Ras Laffan era stato colpito a marzo da attacchi iraniani con missili e droni durante la guerra che ha coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran, subendo danni che hanno ridotto del 17% la capacità di esportazione di GNL del Qatar, con riparazioni stimate tra tre e cinque anni. La produzione era stata sospesa e il riavvio, avviato solo due giorni prima dell’esplosione, richiede procedure di raffreddamento graduale per evitare shock termici. L’onda d’urto è stata avvertita fino a Doha, a oltre 70 chilometri di distanza, ma il ministro ha assicurato che non si sono verificate fughe pericolose e che le capacità esportative del paese restano invariate.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, che dopo la riduzione dei flussi dalla Russia ha incrementato le importazioni di GNL qatariota, l’episodio aggiunge un elemento di incertezza in un mercato già sotto pressione. Sebbene il danno non abbia toccato i terminali di liquefazione, la temporanea indisponibilità di un impianto chiave per il fabbisogno domestico potrebbe influire sulla logistica interna e sulla percezione di stabilità delle forniture. Le autorità non hanno ancora fornito una tempistica per la ripresa delle operazioni a Barzan, mentre le squadre di emergenza hanno domato l’incendio e completato le ricerche dei dispersi. L’inchiesta è in corso e il bilancio delle vittime resta provvisorio fino alla conclusione degli accertamenti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Secondo le autorità locali, l'esplosione al complesso LNG di Ras Laffan è stata causata da un guasto tecnico. Non ci sono feriti né perdite di gas, e la situazione è sotto controllo. L'incidente viene presentato come un evento circoscritto senza conseguenze per la sicurezza.
L'incidente a Ras Laffan ha provocato un'esplosione interna e alcuni feriti, ma non ci sono fughe di gas pericolose. Le autorità qatariote hanno immediatamente mobilitato la protezione civile e assicurato che non vi sono rischi per il pubblico. La narrazione enfatizza la pronta risposta e la limitazione dei danni.
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