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Economia e Mercatilunedì 22 giugno 2026

Iran a crescita zero, Arabia Saudita resiliente ma fragile, Argentina in stallo

I dati di aprile 2026 mostrano un'economia iraniana in contrazione nonostante il petrolio, un'Arabia Saudita che regge ma paga il caos nello Stretto di Hormuz e un'industria argentina ancora senza ripresa.

Il prodotto interno lordo dell'Iran nell'anno solare 1404 (marzo 2025-marzo 2026) è cresciuto di appena lo 0,2 per cento includendo il petrolio, mentre al netto degli idrocarburi l'economia si è contratta dello 0,3 per cento. Lo certificano i conti nazionali trimestrali del Centro statistico di Teheran, che fotografano un paese in cui agricoltura (-2,9%), industria manifatturiera (-1,5%) e fornitura di acqua ed elettricità (-6,5%) arretrano, mentre l'estrazione di greggio e gas naturale tiene a galla la cifra complessiva con un +1,8 per cento. Consumi privati e investimenti fissi lordi sono entrambi in territorio negativo, e il crollo del 20 per cento delle importazioni di beni e servizi – più che un segnale di risanamento – viene letto dagli analisti iraniani come spia di carenza di valuta estera e di un apparato produttivo che fatica a rifornirsi di materie prime.

Dietro questi numeri c'è l'effetto combinato di sanzioni internazionali, corruzione sistemica e due conflitti armati che nell'ultimo anno hanno colpito direttamente il territorio iraniano: la guerra di dodici giorni con Israele nell'estate 2025 e le operazioni congiunte americano-israeliane dell'inverno successivo, con rappresaglie missilistiche e di droni che hanno paralizzato per settimane la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Un membro del Consiglio per il discernimento iraniano ha quantificato in almeno 200 miliardi di dollari il danno complessivo per l'economia nazionale, mentre il ministero dell'Interno ha rivelato che il 60 per cento della popolazione non tollera ulteriori pressioni economiche e ha perso fiducia in un miglioramento futuro. L'ex direttore dei fondi pensione Hojjatollah Mirzaei ha avvertito che nel nuovo anno il Pil potrebbe sprofondare fino a -10 per cento, con 4,5 milioni di persone aggiuntive sotto la soglia di povertà e un'inflazione a tre cifre.

L'Arabia Saudita mostra un volto diverso ma non privo di crepe. Ad aprile 2026 i ricavi operativi delle imprese sono saliti del 10,6 per cento su base annua, trainati dal settore estrattivo (+22,5%) e dalla finanza (+14,2%), e le retribuzioni dei lavoratori hanno tenuto con un +10,1 per cento. Tuttavia il dato mensile segna un calo del 3,8 per cento rispetto a marzo, e la produzione di greggio è crollata da 10,9 milioni di barili al giorno di febbraio a 6,3 milioni in aprile, secondo i dati Opec, a causa del blocco di fatto dello Stretto di Hormuz. Il Fondo monetario internazionale stima che il Pil reale saudita possa contrarsi dell'1 per cento nell'intero 2026, con un tonfo del 10 per cento nel secondo trimestre se l'interruzione del traffico marittimo dovesse persistere. Le dichiarazioni di fallimento sono triplicate in un anno, concentrate nell'edilizia e nel commercio all'ingrosso, mentre il numero di licenze edilizie è rimbalzato del 42,5 per cento su marzo, segnalando più un recupero di pratiche sospese che una ritrovata fiducia.

Lontano dal Golfo, l'Argentina conferma la difficoltà di agganciare una ripresa stabile. L'indice della produzione manifatturiera è sceso del 2,8 per cento su base annua in aprile, con solo quattro comparti su sedici in territorio positivo; la costruzione ha registrato un identico -2,8 per cento. Le inchieste congiunturali presso le imprese rivelano aspettative sfavorevoli per il trimestre maggio-luglio: tre quarti delle aziende private prevedono attività invariata, ma il 15 per cento si attende un calo, e nel settore pubblico il pessimismo sale al 25 per cento. Il quadro complessivo disegna tre economie sotto stress per cause diverse – guerra e sanzioni in Iran, shock logistico regionale in Arabia Saudita, debolezze strutturali in Argentina – accomunate da un orizzonte in cui la tenuta sociale e la capacità di investire restano i veri indicatori da monitorare nei prossimi trimestri.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

62%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa del Golfo araboStampa iraniana e affini
Stampa del Golfo arabo/ Saudita
TrionfoPragmatismo

La produzione industriale saudita è tornata a crescere nel 2025 con un +5,1%, invertendo le contrazioni del 2023 e 2024. Tutti i comparti – estrazione mineraria, petrolio e attività non oil – hanno registrato espansioni, guidate dai prodotti chimici nel manifatturiero.

Stampa iraniana e affini/ Regime
DistaccoPragmatismo

Il centro statistico iraniano ha diffuso i dati del PIL per l'anno 1404: con il petrolio ha raggiunto 100.492 mila miliardi di rial, senza petrolio 75.942 mila miliardi. L'agricoltura è calata del 2,9%, l'industria manifatturiera dell'1,5%, mentre l'estrazione di petrolio e gas è cresciuta dell'1,8%.

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lunedì 22 giugno 2026

Iran a crescita zero, Arabia Saudita resiliente ma fragile, Argentina in stallo

I dati di aprile 2026 mostrano un'economia iraniana in contrazione nonostante il petrolio, un'Arabia Saudita che regge ma paga il caos nello Stretto di Hormuz e un'industria argentina ancora senza ripresa.

Il prodotto interno lordo dell'Iran nell'anno solare 1404 (marzo 2025-marzo 2026) è cresciuto di appena lo 0,2 per cento includendo il petrolio, mentre al netto degli idrocarburi l'economia si è contratta dello 0,3 per cento. Lo certificano i conti nazionali trimestrali del Centro statistico di Teheran, che fotografano un paese in cui agricoltura (-2,9%), industria manifatturiera (-1,5%) e fornitura di acqua ed elettricità (-6,5%) arretrano, mentre l'estrazione di greggio e gas naturale tiene a galla la cifra complessiva con un +1,8 per cento. Consumi privati e investimenti fissi lordi sono entrambi in territorio negativo, e il crollo del 20 per cento delle importazioni di beni e servizi – più che un segnale di risanamento – viene letto dagli analisti iraniani come spia di carenza di valuta estera e di un apparato produttivo che fatica a rifornirsi di materie prime.

Dietro questi numeri c'è l'effetto combinato di sanzioni internazionali, corruzione sistemica e due conflitti armati che nell'ultimo anno hanno colpito direttamente il territorio iraniano: la guerra di dodici giorni con Israele nell'estate 2025 e le operazioni congiunte americano-israeliane dell'inverno successivo, con rappresaglie missilistiche e di droni che hanno paralizzato per settimane la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Un membro del Consiglio per il discernimento iraniano ha quantificato in almeno 200 miliardi di dollari il danno complessivo per l'economia nazionale, mentre il ministero dell'Interno ha rivelato che il 60 per cento della popolazione non tollera ulteriori pressioni economiche e ha perso fiducia in un miglioramento futuro. L'ex direttore dei fondi pensione Hojjatollah Mirzaei ha avvertito che nel nuovo anno il Pil potrebbe sprofondare fino a -10 per cento, con 4,5 milioni di persone aggiuntive sotto la soglia di povertà e un'inflazione a tre cifre.

L'Arabia Saudita mostra un volto diverso ma non privo di crepe. Ad aprile 2026 i ricavi operativi delle imprese sono saliti del 10,6 per cento su base annua, trainati dal settore estrattivo (+22,5%) e dalla finanza (+14,2%), e le retribuzioni dei lavoratori hanno tenuto con un +10,1 per cento. Tuttavia il dato mensile segna un calo del 3,8 per cento rispetto a marzo, e la produzione di greggio è crollata da 10,9 milioni di barili al giorno di febbraio a 6,3 milioni in aprile, secondo i dati Opec, a causa del blocco di fatto dello Stretto di Hormuz. Il Fondo monetario internazionale stima che il Pil reale saudita possa contrarsi dell'1 per cento nell'intero 2026, con un tonfo del 10 per cento nel secondo trimestre se l'interruzione del traffico marittimo dovesse persistere. Le dichiarazioni di fallimento sono triplicate in un anno, concentrate nell'edilizia e nel commercio all'ingrosso, mentre il numero di licenze edilizie è rimbalzato del 42,5 per cento su marzo, segnalando più un recupero di pratiche sospese che una ritrovata fiducia.

Lontano dal Golfo, l'Argentina conferma la difficoltà di agganciare una ripresa stabile. L'indice della produzione manifatturiera è sceso del 2,8 per cento su base annua in aprile, con solo quattro comparti su sedici in territorio positivo; la costruzione ha registrato un identico -2,8 per cento. Le inchieste congiunturali presso le imprese rivelano aspettative sfavorevoli per il trimestre maggio-luglio: tre quarti delle aziende private prevedono attività invariata, ma il 15 per cento si attende un calo, e nel settore pubblico il pessimismo sale al 25 per cento. Il quadro complessivo disegna tre economie sotto stress per cause diverse – guerra e sanzioni in Iran, shock logistico regionale in Arabia Saudita, debolezze strutturali in Argentina – accomunate da un orizzonte in cui la tenuta sociale e la capacità di investire restano i veri indicatori da monitorare nei prossimi trimestri.

Divergenza delle fonti

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62%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole25%
Neutrale25%
Critico50%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa del Golfo araboStampa iraniana e affini
Stampa del Golfo arabo/ Saudita
TrionfoPragmatismo

La produzione industriale saudita è tornata a crescere nel 2025 con un +5,1%, invertendo le contrazioni del 2023 e 2024. Tutti i comparti – estrazione mineraria, petrolio e attività non oil – hanno registrato espansioni, guidate dai prodotti chimici nel manifatturiero.

Stampa iraniana e affini/ Regime
DistaccoPragmatismo

Il centro statistico iraniano ha diffuso i dati del PIL per l'anno 1404: con il petrolio ha raggiunto 100.492 mila miliardi di rial, senza petrolio 75.942 mila miliardi. L'agricoltura è calata del 2,9%, l'industria manifatturiera dell'1,5%, mentre l'estrazione di petrolio e gas è cresciuta dell'1,8%.

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