
Edimburgo, arrestato per gli attacchi anti-musulmani: è caccia ai complici
Cinque feriti in una serie di aggressioni mirate a fedeli musulmani: il governo britannico parla di odio religioso, mentre le comunità islamiche denunciano il clima politico.
Un uomo di trentasei anni, scozzese e di etnia bianca, è stato arrestato e incriminato dopo una sequenza di violenze per strada a Edimburgo che ha lasciato cinque feriti, tre dei quali ricoverati in ospedale. Secondo la polizia scozzese, l’episodio è avvenuto la sera del 19 giugno 2026, con attacchi concentrati nei quartieri occidentali e settentrionali della capitale, iniziati nei pressi della moschea di Broomhouse poco dopo la preghiera serale. I filmati diffusi sui social mostrano un individuo a torso nudo brandire un’arma lunga, prendere a colpi la vetrina di una pizzeria, devastare l’interno di una stazione di servizio e poi, a terra e immobilizzato, urlare insulti contro i musulmani affermando di “difendere il Paese”. L’unità antiterrorismo scozzese, con il supporto di specialisti e agenti locali, conduce le indagini, e il fermato è stato tradotto in carcere in attesa del processo.
Le reazioni ufficiali sono state immediate e convergenti nel condannare la matrice d’odio. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito l’accaduto «assolutamente sconvolgente», attribuendo la motivazione a un «odio anti-musulmano» e assicurando che il colpevole «affronterà tutto il rigore della legge». Sulla stessa linea il ministro dell’Interno Shabana Mahmood, che si è detta «inorridita», e il premier scozzese John Swinney, per il quale «non c’è posto per violenza, razzismo o intolleranza». L’assistente capo della polizia Catriona Paton ha ribadito l’assenza di ulteriori minacce per la popolazione e ha voluto inviare «un messaggio chiaro di sostegno a tutte le comunità: in Scozia, che dà il meglio quando restiamo uniti, non c’è spazio per razzismo e odio religioso».
Sul fronte delle vittime e della società civile, diverse organizzazioni musulmane, tra cui la Scottish Association of Mosques e Muslim Engagement and Development (MEND), hanno confermato che fra i feriti vi sono fedeli di fede islamica, alcuni aggrediti subito dopo la preghiera. MEND ha invitato le autorità a trattare i fatti come «terrorismo islamofobo di estrema destra», denunciando la diffusione di proclami simili online. Il Muslim Council of Britain ha parlato di «diretta conseguenza di una retorica politica che demonizza intere comunità», richiamando le recenti proteste anti-migranti e i disordini di Belfast e Southampton, che hanno visto fronteggiarsi manifestanti e forze dell’ordine su temi legati a immigrazione e integrazione.
L’inchiesta, condotta sotto la direzione del Crown Office e del Procurator Fiscal, punta a ricostruire l’esatta dinamica degli eventi e a verificare eventuali collegamenti con gruppi estremistici. L’uomo è stato formalmente incriminato e comparirà davanti al magistrato nei prossimi giorni. L’ondata di sdegno si inserisce in un clima di accresciuta tensione nel Regno Unito, con alcuni analisti che segnalano come le piattaforme social abbiano amplificato appelli a manifestazioni xenofobe e aggressioni verbali contro minoranze. Le istituzioni scozzesi e britanniche, intanto, ribadiscono la volontà di non tollerare alcuna forma di violenza politico-religiosa, mentre si attende lo sviluppo giudiziario del caso e una possibile stretta sul monitoraggio dei discorsi d’odio.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un uomo a torso nudo si è scagliato contro i musulmani a Edimburgo gridando 'basta stupri', ferendone cinque. La polizia ha arrestato il sospetto, un trentaseienne, mentre le immagini scioccanti fanno il giro dei social.
In Scozia, cinque persone sono rimaste ferite in un attacco con un'ascia vicino a una moschea. La polizia ha chiarito che l'episodio non è di natura terroristica e ha arrestato un uomo scozzese di 36 anni.
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