
Cinque giorni di esercitazioni lampo a Taiwan mentre Pechino svela i missili ipersonici DF-17
La Difesa di Taipei annuncia manovre di prontezza operativa, replicando allo scenario di un attacco improvviso cinese; in parallelo la tv di Stato mostra il lancio dei nuovi ordigni a gittata variabile.
La Difesa taiwanese ha annunciato oggi l’avvio di una esercitazione di cinque giorni denominata “Immediate Combat Readiness Exercise”, che prenderà il via lunedì e si protrarrà fino a venerdì. L’obiettivo dichiarato è addestrare le unità a tutti i livelli alla transizione rapida dalla pace alla guerra e a operazioni di schieramento prioritario, con truppe reali, terreno reale e attrezzature reali. La mossa arriva mentre la Cina ha fatto volare ventuno velivoli, inclusi caccia J-16 e aerei cisterna, in una lunga esercitazione sull’oceano a sud-ovest dell’isola. Quasi simultaneamente, l’emittente statale cinese CCTV ha trasmesso per la prima volta filmati di lanci del missile ipersonico DF-17, a pochi giorni dal sessantesimo anniversario della fondazione della Forza missilistica dell’Esercito popolare di liberazione.
Secondo Taipei, le esercitazioni cinesi intorno all’isola, divenute ormai routine, rappresentano un tentativo di costringere Taiwan ad accettare la sovranità di Pechino. La strategia di difesa dell’isola si è adattata di conseguenza, prendendo in esame la possibilità che una di quelle esercitazioni si trasformi in un attacco improvviso. Nella prospettiva di Pechino, invece, Taiwan è una provincia ribelle e le attività militari sono legittime operazioni di salvaguardia dell’integrità territoriale. La tv di Stato ha descritto i lanci del DF-17, avvenuti durante un’esercitazione con armi reali nel deserto del Gobi, come dimostrazione di prontezza operativa della Forza missilistica.
L’apparizione pubblica del DF-17, già mostrato in parata nel 2019 ma mai in azione, è interpretata negli ambienti di difesa asiatici e occidentali come un segnale rivolto agli Stati Uniti e ai loro alleati, data la capacità del missile di manovrare a velocità ipersonica e di eludere gli scudi antimissile. Taiwan ha risposto per parte sua integrando sistemi forniti da Washington – inclusi i lanciarazzi HIMARS, provati all’inizio del mese nello Stretto – e si prepara alle annuali esercitazioni Han Kuang di agosto. Secondo analisti militari di Bruxelles, la combinazione di maggiore frequenza, scenari realistici e nuove tecnologie segnala una spirale di deterrenza e controdeterrenza in cui ogni gesto è attentamente calibrato.
In questo clima di tensione, la Cina affronta anche emergenze interne: il ministero per la Gestione delle emergenze ha attivato oggi una risposta di quarto livello (il più basso) per il rischio di frane e disastri geologici nelle province di Anhui, Hubei, Hunan e Guizhou, dopo previsioni di piogge intense. Le due facce – proiezione di potenza all’esterno e fragilità ambientali all’interno – compongono il quadro di un paese che gestisce simultaneamente sfide diverse. Nel dossier dello Stretto, lo stato attuale è di frizione gestita, con prove di forza reciproche e nessun canale diplomatico attivo. Le prossime tappe includono le manovre Han Kuang e il probabile proseguimento dei sorvoli cinesi.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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I media di stato cinesi mostrano con orgoglio il missile ipersonico DF-17 come simbolo di progresso militare e deterrenza, inquadrandolo come una risposta giustificata alle sfide regionali. Il rapporto enfatizza la potenza tecnologica e l'impegno della nazione a salvaguardare la sovranità, senza menzionare le esercitazioni di Taiwan.
I resoconti del sud-est asiatico evidenziano le esercitazioni di prontezza al combattimento di Taiwan come una precauzione necessaria contro una potenziale aggressione cinese, notando che gli esercizi di routine della Cina potrebbero degenerare in attacchi reali. Il tono è difensivo e allarmato, sottolineando la tensione nella regione.
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