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Sportmartedì 21 luglio 2026

Tebas: «La FIFA distrugge il calcio», e chiede le dimissioni di Infantino

Il presidente della Liga spagnola accusa il massimo organismo calcistico di privilegiare l'espansione del Mondiale a 64 squadre a scapito dei campionati nazionali, mentre si profila un'elezione senza avversari.

L’affondo arriva a poche ore dalla conclusione del Mondiale 2026, ma il bersaglio non è una squadra o un arbitro: è l’intero sistema di governo del calcio globale. Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha accusato la FIFA di «distruggere l’industria del calcio» e ha chiesto le dimissioni di Gianni Infantino, il cui mandato – ha detto – «è finito». Parole che pesano come un macigno, pronunciate dal rappresentante di uno dei campionati più ricchi e seguiti al mondo, e che riflettono un malessere diffuso tra i club europei, sempre più insofferenti verso un calendario internazionale che comprime gli spazi delle competizioni domestiche.

Al centro della polemica c’è il progetto, caldeggiato dalla Conmebol sudamericana e menzionato dallo stesso Infantino durante la cerimonia d’apertura, di portare il Mondiale del 2030 – che già si disputerà in sei Paesi di tre continenti – a 64 squadre partecipanti. Per Tebas, «aumentare il numero di nazionali non ha senso: l’industria del calcio non è solo il Mondiale, per quanto importante. Sono i campionati nazionali a sostenere questo sport». Un’argomentazione che trova sponda in Europa, dove il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ha disertato la finale del torneo e ha definito il formato a 64 «non una buona idea». Secondo gli analisti di Bruxelles, l’espansione minaccerebbe la sostenibilità economica delle leghe, che generano decine di migliaia di posti di lavoro e rappresentano il motore finanziario del calcio professionistico.

Tebas non risparmia critiche neppure alla gestione dei singoli episodi. Il caso più citato è la sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, decisa dalla commissione disciplinare della FIFA dopo un intervento del presidente Donald Trump. «Una questione di estrema gravità», ha commentato il dirigente spagnolo, aggiungendo che se il Belgio non avesse eliminato gli Stati Uniti agli ottavi, «si sarebbe potuto creare un caso capace di costare il posto a Infantino». Allo stesso modo, le pause per idratazione durante le partite del Mondiale, giustificate ufficialmente dal caldo, sono state bollate come «una menzogna, una pausa pubblicitaria», visto che gli stadi di Dallas, Los Angeles e Atlanta erano climatizzati.

Le dichiarazioni di Tebas mettono a nudo una frattura istituzionale che va oltre le singole decisioni. Mentre oltre duecento federazioni nazionali – in gran parte africane e asiatiche – hanno già firmato una lettera di sostegno alla rielezione di Infantino, la federcalcio tedesca (DFB) ha scelto di non aderire, e in America Latina la spinta all’allargamento del torneo convive con il malcontento di alcuni club. «Nessuno vuole candidarsi per perdere», ha osservato Tebas, descrivendo un sistema «malato fin dalla radice». Con le elezioni FIFA in programma a Marrakech il 18 marzo 2027, Infantino si avvia verso un quarto mandato senza oppositori, ma il prezzo potrebbe essere una crescente delegittimazione dell’organismo presso le leghe professionistiche europee, proprio mentre il calcio cerca un equilibrio tra globale e locale.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Condanna vs. Neutralità
42%Media
3 blocchi · posizioni da −0.90 a 0.00
Accusatori di InfantinoNeutrali
EURAFRIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.90critical
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa indiana e sudasiatica0.00neutral
Le parti direttamente coinvolte (FIFA e La Liga) non sono rappresentate tra i blocchi di stampa analizzati.
Stampa europea continentale−0.90
Voce

Il sistema FIFA è malato, Infantino deve andarsene. La lega spagnola denuncia una leadership irresponsabile che distrugge il calcio.

Meccanismoamplificazione retorica

Utilizza un linguaggio fortemente emotivo e metafore di malattia ('sistema malato') per presentare la critica di Tebas come una verità indiscutibile, amplificandola senza contrappesi.

Omissione

L'articolo omette qualsiasi difesa o risposta da parte della FIFA o di Infantino, così come il fatto che Infantino ha annunciato la sua candidatura per un quarto mandato, riportato in altri blocchi.

IndignazioneAllarmeUrgenza
Stampa africana subsahariana0.00
Voce

Tebas accusa la FIFA di irresponsabilità e chiede le dimissioni di Infantino. Il resoconto riporta le sue parole senza schierarsi.

Meccanismodistanziamento

Adotta un tono distaccato e fattuale, riportando le dichiarazioni di Tebas come fatti oggettivi, il che conferisce credibilità alla notizia senza apparire di parte.

Omissione

Il resoconto omette il fatto che Infantino ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per la rielezione, il che fornisce un contesto alla richiesta di dimissioni di Tebas.

DistaccoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica0.00
Voce

Tebas critica il piano FIFA per un Mondiale a 64 squadre e chiede le dimissioni di Infantino. La notizia è presentata in modo diretto, con enfasi sulle conseguenze economiche.

Meccanismopragmatizzazione

Presenta le critiche di Tebas in modo diretto e lineare, focalizzandosi sugli aspetti economici e strutturali, il che rende la sua posizione ragionevole e pragmatica.

Omissione

Il resoconto omette l'annuncio della campagna di rielezione di Infantino, presente in altri blocchi, che aggiunge una dimensione politica alla richiesta di Tebas.

DistaccoPragmatismo

Allarga lo sguardo

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martedì 21 luglio 2026

Tebas: «La FIFA distrugge il calcio», e chiede le dimissioni di Infantino

Il presidente della Liga spagnola accusa il massimo organismo calcistico di privilegiare l'espansione del Mondiale a 64 squadre a scapito dei campionati nazionali, mentre si profila un'elezione senza avversari.

L’affondo arriva a poche ore dalla conclusione del Mondiale 2026, ma il bersaglio non è una squadra o un arbitro: è l’intero sistema di governo del calcio globale. Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha accusato la FIFA di «distruggere l’industria del calcio» e ha chiesto le dimissioni di Gianni Infantino, il cui mandato – ha detto – «è finito». Parole che pesano come un macigno, pronunciate dal rappresentante di uno dei campionati più ricchi e seguiti al mondo, e che riflettono un malessere diffuso tra i club europei, sempre più insofferenti verso un calendario internazionale che comprime gli spazi delle competizioni domestiche.

Al centro della polemica c’è il progetto, caldeggiato dalla Conmebol sudamericana e menzionato dallo stesso Infantino durante la cerimonia d’apertura, di portare il Mondiale del 2030 – che già si disputerà in sei Paesi di tre continenti – a 64 squadre partecipanti. Per Tebas, «aumentare il numero di nazionali non ha senso: l’industria del calcio non è solo il Mondiale, per quanto importante. Sono i campionati nazionali a sostenere questo sport». Un’argomentazione che trova sponda in Europa, dove il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ha disertato la finale del torneo e ha definito il formato a 64 «non una buona idea». Secondo gli analisti di Bruxelles, l’espansione minaccerebbe la sostenibilità economica delle leghe, che generano decine di migliaia di posti di lavoro e rappresentano il motore finanziario del calcio professionistico.

Tebas non risparmia critiche neppure alla gestione dei singoli episodi. Il caso più citato è la sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, decisa dalla commissione disciplinare della FIFA dopo un intervento del presidente Donald Trump. «Una questione di estrema gravità», ha commentato il dirigente spagnolo, aggiungendo che se il Belgio non avesse eliminato gli Stati Uniti agli ottavi, «si sarebbe potuto creare un caso capace di costare il posto a Infantino». Allo stesso modo, le pause per idratazione durante le partite del Mondiale, giustificate ufficialmente dal caldo, sono state bollate come «una menzogna, una pausa pubblicitaria», visto che gli stadi di Dallas, Los Angeles e Atlanta erano climatizzati.

Le dichiarazioni di Tebas mettono a nudo una frattura istituzionale che va oltre le singole decisioni. Mentre oltre duecento federazioni nazionali – in gran parte africane e asiatiche – hanno già firmato una lettera di sostegno alla rielezione di Infantino, la federcalcio tedesca (DFB) ha scelto di non aderire, e in America Latina la spinta all’allargamento del torneo convive con il malcontento di alcuni club. «Nessuno vuole candidarsi per perdere», ha osservato Tebas, descrivendo un sistema «malato fin dalla radice». Con le elezioni FIFA in programma a Marrakech il 18 marzo 2027, Infantino si avvia verso un quarto mandato senza oppositori, ma il prezzo potrebbe essere una crescente delegittimazione dell’organismo presso le leghe professionistiche europee, proprio mentre il calcio cerca un equilibrio tra globale e locale.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Condanna vs. Neutralità
42%Media
3 blocchi · posizioni da −0.90 a 0.00
Accusatori di InfantinoNeutrali
EURAFRIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.90critical
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa indiana e sudasiatica0.00neutral
Le parti direttamente coinvolte (FIFA e La Liga) non sono rappresentate tra i blocchi di stampa analizzati.
Stampa europea continentale−0.90
Voce

Il sistema FIFA è malato, Infantino deve andarsene. La lega spagnola denuncia una leadership irresponsabile che distrugge il calcio.

Meccanismoamplificazione retorica

Utilizza un linguaggio fortemente emotivo e metafore di malattia ('sistema malato') per presentare la critica di Tebas come una verità indiscutibile, amplificandola senza contrappesi.

Omissione

L'articolo omette qualsiasi difesa o risposta da parte della FIFA o di Infantino, così come il fatto che Infantino ha annunciato la sua candidatura per un quarto mandato, riportato in altri blocchi.

IndignazioneAllarmeUrgenza
Stampa africana subsahariana0.00
Voce

Tebas accusa la FIFA di irresponsabilità e chiede le dimissioni di Infantino. Il resoconto riporta le sue parole senza schierarsi.

Meccanismodistanziamento

Adotta un tono distaccato e fattuale, riportando le dichiarazioni di Tebas come fatti oggettivi, il che conferisce credibilità alla notizia senza apparire di parte.

Omissione

Il resoconto omette il fatto che Infantino ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per la rielezione, il che fornisce un contesto alla richiesta di dimissioni di Tebas.

DistaccoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica0.00
Voce

Tebas critica il piano FIFA per un Mondiale a 64 squadre e chiede le dimissioni di Infantino. La notizia è presentata in modo diretto, con enfasi sulle conseguenze economiche.

Meccanismopragmatizzazione

Presenta le critiche di Tebas in modo diretto e lineare, focalizzandosi sugli aspetti economici e strutturali, il che rende la sua posizione ragionevole e pragmatica.

Omissione

Il resoconto omette l'annuncio della campagna di rielezione di Infantino, presente in altri blocchi, che aggiunge una dimensione politica alla richiesta di Tebas.

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