
Dall’alfabeto finanziario all’IA, le scuole nel mondo riscrivono il futuro dei giovani
Dall’Argentina all’Indonesia, passando per l’Italia, programmi educativi provano a colmare il divario tra le competenze dei ragazzi e le richieste di un mercato del lavoro in continua metamorfosi.
In un’aula della provincia di Corrientes, la maestra Griselda Fernández osserva i suoi studenti interagire con Lucca, un assistente virtuale che risponde in tempo reale a dubbi su budget e risparmio, e con il Ratón Pérez, personaggio che trasforma la prevenzione delle frodi in un gioco. Siamo dentro «Finanzas a Mano», la piattaforma gratuita lanciata dal Banco Galicia con il patrocinio dell’Università di Buenos Aires: dieci ore di microapprendimento, intelligenza artificiale e dinamiche ludiche per ragazzi tra i 16 e i 26 anni. Fernández lo descrive come un incontro riuscito tra rigore tecnico e linguaggio giovanile, capace di rendere divertente ciò che altrove resta ostile. Il programma non nasce dal nulla: in Argentina il 70% dei giovani dichiara di non avere gli strumenti per gestire il proprio denaro e il 60% si affida ai consigli trovati sui social network, mentre la morosità sui crediti alle famiglie ha superato il 10%, con un impatto più duro proprio sulle fasce d’età meno attrezzate.
A migliaia di chilometri, in Italia, la sfida ha un volto diverso ma un’urgenza simile. StartMeUp Aps, organizzazione non profit, porta nelle scuole superiori un’educazione imprenditoriale che non si limita a insegnare come si trova lavoro, ma allena a crearlo. Il presidente GianMarco Ingafu’ Del Monaco parte da un dato Ocse-Pisa: i quindicenni italiani sono sotto la media nell’alfabetizzazione finanziaria e quasi uno su cinque non raggiunge il livello base. Dal 2024 la materia è entrata nell’insegnamento dell’educazione civica, ma per gli educatori la teoria non basta. Servono spazi protetti in cui sperimentare, sbagliare e ricominciare, spiega Ingafu’ Del Monaco, perché molti dei mestieri di domani non esistono ancora. Con simulazioni d’impresa allineate ai framework europei EntreComp e DigComp, il progetto ha già coinvolto oltre quattromila studenti in due anni, costruendo un ponte tra il rigore della preparazione e la possibilità di decidere anche quando manca una risposta certa.
Il fenomeno ha una dimensione globale che i rapporti internazionali fotografano con nitidezza. In Indonesia, la Alta Global School prepara bambini e ragazzi a studiare all’estero e ad affrontare la disruption dell’intelligenza artificiale: il 100% dei diplomati prosegue in università fuori dal Paese, il 92% con borsa di studio. Secondo il fondatore Radyum Ikono, l’esposizione globale forgia la capacità di adattarsi e di pensare in modo ampio, competenze che il World Economic Forum indica come prioritarie: entro il 2030 cambierà il 40% delle abilità richieste e sei lavoratori su dieci dovranno riqualificarsi. Il Barometro Cegos 2026, che ha intervistato oltre cinquemila dipendenti in undici Paesi, rivela che per il 68% dei responsabili delle risorse umane l’IA e l’automazione sono la principale sfida di trasformazione, mentre in America Latina un professionista su dieci ammette di non possedere le competenze tecnologiche necessarie. Non è più solo questione di aggiornare i saperi, ma di costruire una cultura dell’apprendimento continuo che accompagni l’intera vita professionale.
A Buenos Aires, Victoria, diciotto anni, racconta che il corso le ha dato strumenti concreti per organizzarsi giorno per giorno. La sua voce si unisce a quella di migliaia di coetanei che, da Roma a Giacarta, stanno imparando a leggere una busta paga, a simulare un’impresa o a dialogare con un tutor artificiale senza subirlo. Non si tratta di prepararsi a un mestiere definito, ma di acquisire una postura: osservare la realtà, porre le domande giuste, collaborare. In un mondo in cui quasi quattro amministratori delegati su dieci temono che la propria azienda non sopravviverà senza adattarsi, come segnala PwC, l’immagine che resta è quella di un’adolescente argentina che, a mezzanotte, chiede a Lucca come costruire il suo primo budget, e riceve una risposta immediata, in un silenzio che sa già di autonomia.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | +0.30 | aligned |
La regione latinoamericana chiede che l'educazione finanziaria e le competenze digitali diventino priorità assolute per preparare i giovani a un'economia digitalizzata.
Utilizza dati allarmanti sulla mancanza di pianificazione finanziaria per creare un senso di urgenza e legittimare la richiesta di riforme scolastiche.
Non menziona l'approccio imprenditoriale come alternativa all'istruzione tradizionale, né esempi concreti di scuole che già implementano soluzioni.
L'Europa deve superare l'idea che la scuola prepari solo a lavori esistenti e insegnare invece a creare nuove opportunità.
Contrappone il modello tradizionale di 'trovare lavoro' a un nuovo paradigma di 'creare lavoro', usando l'autorità di una federazione startup per sostenere il cambiamento.
Non affronta il ruolo dell'IA o della digitalizzazione finanziaria, concentrandosi esclusivamente sull'imprenditorialità.
L'istruzione basata sulle competenze e l'esposizione globale sono la chiave per preparare i giovani alla disruption dell'IA.
Presenta una scuola specifica come modello di successo, utilizzando il linguaggio della preparazione e della globalizzazione per rendere la soluzione plausibile.
Non discute le lacune sistemiche dell'istruzione pubblica né le sfide dell'accesso equo, concentrandosi su un esempio privato.
Allarga lo sguardo
Attacchi in Ormuz, Washington risponde con raid e revoca delle sanzioni petrolifere all'Iran
9 lingue · 53 testate
Da Economy & MarketsSamsung centra un utile record, ma i mercati puniscono i chip: il rally dell’IA sotto esame
4 lingue · 11 testate
Da TechnologyPechino valuta di blindare i suoi modelli di IA più avanzati
4 lingue · 8 testate