
Dal sale su pianeti rosa alle galassie primordiali: la nuova era dei telescopi spaziali
Le ultime scoperte del James Webb, il salvataggio in extremis di Swift e il lancio imminente di Roman ridisegnano la nostra capacità di osservare il cosmo.
Il telescopio spaziale James Webb ha svelato la composizione inattesa dell’atmosfera del «pianeta rosa» GJ 504b, un oggetto di massa planetaria distante 57 anni luce. Le osservazioni spettroscopiche, durate soltanto due ore, hanno rivelato la presenza di nubi di sale in un’atmosfera a 290 gradi centigradi, oltre ad acqua, metano e ammoniaca. La firma chimica ha permesso di risolvere l’ambiguità sulla natura del corpo celeste – forse una nana bruna – e conferma l’esistenza di condizioni climatiche complesse al di fuori del Sistema solare. Parallelamente, un gruppo internazionale con partecipazione brasiliana ha identificato con Webb un protoammasso di galassie risalente a 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang, gettando luce sulle prime strutture dell’universo.
Mentre Webb espande i confini della conoscenza, altri osservatori orbitanti affrontano un destino più precario. Il telescopio Swift, lanciato nel 2004 per studiare i lampi di raggi gamma, sta scendendo verso quote pericolose a causa dell’attività solare recente. Per salvarlo, la NASA ha affidato a una startup dell’Arizona, Katalyst Space Technologies, il compito di progettare e lanciare in meno di un anno un veicolo robotico capace di agganciare Swift e innalzarlo a un’orbita più stabile. La missione, prevista per l’estate, rappresenta un banco di prova per il rifornimento e la manutenzione in volo dei satelliti scientifici, un’esigenza sempre più pressante con l’invecchiamento delle flotte spaziali.
Lo sguardo al futuro si concentra sul lancio del Nancy Grace Roman Space Telescope, previsto per il 30 agosto 2026 da Cape Canaveral. Con uno specchio di 2,4 metri e un campo visivo cento volte più ampio di Hubble, Roman mapperà miliardi di galassie, studierà l’energia oscura e cercherà esopianeti rocciosi grazie a un coronografo avanzato. A bordo voleranno due camere ipersensibili costruite a Montréal e Québec, frutto della collaborazione tra le aziende Nüvü Camēras e ABB e il Jet Propulsion Laboratory. È la prima volta che la NASA affida un contratto diretto a imprese canadesi per una missione di punta, segno della crescente internazionalizzazione della ricerca.
L’ecosistema dei telescopi spaziali si conferma così un mosaico di strumenti complementari. Webb fornisce la sensibilità chimica, Swift la rapidità di reazione ai transienti, Roman l’ampiezza di campo e la precisione fotometrica. I prossimi diciotto mesi vedranno il tentativo di recupero di Swift, l’attivazione di Roman e nuovi cicli di osservazione di Webb, mentre l’agenzia europea e quelle asiatiche preparano le proprie missioni. Per l’astrofisica, è un momento di tensione creativa tra obsolescenza e innovazione.
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La stampa iraniana sottolinea la scoperta sorprendente del telescopio James Webb di un 'pianeta rosa' con nubi salate a temperature estreme, definendola una svolta che sfida le conoscenze precedenti. L'articolo enfatizza la chimica unica e la difficoltà di classificare questo oggetto, presentandolo come una curiosità che amplia i confini della scienza degli esopianeti.
Il blocco atlantico si concentra sul salvataggio urgente del telescopio Swift della NASA da parte di una startup dell'Arizona, descrivendolo come una corsa contro il tempo a causa del trascinamento atmosferico intensificato dall'attività solare, insieme alla copertura del futuro telescopio Roman con telecamere prodotte in Quebec, mescolando ansia per le infrastrutture invecchiate e orgoglio per le nuove tecnologie.
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