
Dai cani sepolti in California ai leoni in Messico: una cronaca di animali e abusi
Resti di oltre cento cani con ferite da arma da fuoco, felini esotici in un covo di refurtiva e una donna abbandonata tra carcasse: tre casi nelle Americhe rivelano la fragilità del rapporto tra umani e animali.
In una proprietà della California settentrionale, le autorità della contea di Humboldt hanno riesumato i resti di 117 cani, molti dei quali presentavano frammenti di proiettile. L’indagine, avviata in aprile dopo una soffiata su maltrattamenti e frodi, ha portato al ritrovamento di centinaia di collari in un fienile e di microchip che ora gli inquirenti stanno incrociando con i registri di adozione. Il fondatore del rifugio Miranda’s Rescue ha respinto le accuse, parlando di eutanasie praticate solo in casi estremi di pericolo, ma lo sceriffo locale ha definito l’inchiesta appena agli inizi, con oltre settecento cani trasferiti alla struttura dal gennaio 2025 di cui non si ha traccia.
A quasi tremila chilometri di distanza, nello Stato messicano di San Luis Potosí, un’operazione nata dal furto di un carico di pneumatici ha svelato un deposito di quasi trentamila metri quadrati dove convivevano refurtiva e fauna selvatica. La Fiscalía General de la República ha sequestrato oltre millesettecento pneumatici, decine di veicoli e macchinari pesanti, ma anche due leoni africani, una tigre del Bengala, un giaguaro e un coyote vivi, accanto a esemplari tassidermizzati di orsi e di un caprino berbero. Tre uomini sono stati arrestati e posti in custodia cautelare con l’accusa di ricettazione e associazione a delinquere; il giudice ha concesso due mesi per chiudere le indagini preliminari.
Sempre in Messico, ma sul fronte del traffico di specie protette, la Profepa ha sequestrato oltre undicimila uova di tartaruga golfina (Lepidochelys olivacea) che viaggiavano illegalmente dal Michoacán verso Colima. Il carico, stipato in scatole di cartone e sacchi, è stato intercettato dalla Difesa in un posto di controllo; l’uomo che lo trasportava è stato deferito alla magistratura federale. Le uova sono state seminate in fretta nella speranza che alcune possano ancora schiudersi, anche se le autorità ambientali non garantiscono la vitalità dopo un trasporto in condizioni ignote.
In Brasile, infine, la polizia militare di Santa Catarina ha tratto in salvo una donna paraplegica di cinquantadue anni che viveva sola in una casa invasa da feci e urina di animali, con ventidue cani e due gatti vivi in stato di grave precarietà e otto carcasse in decomposizione dentro sacchi della spazzatura. La nipote, che aveva lasciato la zia per poche ore, è stata condotta in commissariato; gli animali sopravvissuti sono stati affidati ai servizi veterinari per la sterilizzazione e la successiva adozione. Le tre vicende, pur nella loro diversità, disegnano un arco di fragilità che va dalla criminalità organizzata alla solitudine domestica, e restituiscono un’istantanea di come, in punti lontani del continente, la tutela degli animali resti un indicatore sensibile della tenuta sociale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Le autorità messicane hanno condotto un'operazione di successo, salvando leoni, una tigre e un giaguaro e arrestando sospetti coinvolti in furti di veicoli. In Brasile, una donna disabile e numerosi animali sono stati trovati in condizioni di grave degrado, suscitando sdegno. La cronaca sottolinea l'efficacia degli interventi contro il maltrattamento animale e la criminalità organizzata.
Un rifugio per animali in California nascondeva un segreto agghiacciante: oltre cento cani sepolti nel terreno. La scoperta ha scatenato un'indagine per abusi, frode e cospirazione, rivelando un tradimento della fiducia pubblica. La vicenda getta un'ombra oscura sul mondo dei soccorsi animali, trasformando un luogo di salvezza in una scena di orrore.
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