
Messico, la festa Mondiale si trasforma in tragedia: quattro morti tra la folla in festa
Almeno quattro persone hanno perso la vita per asfissia e arresto cardiaco durante i festeggiamenti a Città del Messico dopo la vittoria della nazionale, mentre un attacco armato in un'altra località ha causato altre tre vittime.
Nella notte tra martedì e mercoledì, durante i festeggiamenti per la vittoria del Messico sull'Ecuador ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026, almeno quattro persone hanno perso la vita a Città del Messico. Secondo le autorità sanitarie della capitale, tre decessi sono stati causati da asfissia, mentre un quarto uomo, di circa trent'anni, è morto in ospedale per arresto cardiorespiratorio dopo una crisi epilettica e un'emorragia digestiva. Le vittime identificate sono due donne di 19 e 48 anni e un uomo di 44 anni, tutti trovati privi di sensi nelle strade adiacenti al Paseo de la Reforma, l'arteria monumentale che collega il centro storico al Parco di Chapultepec, dove oltre un milione di persone si erano radunate per celebrare il passaggio del turno.
Le circostanze esatte dei decessi restano oggetto di indagine da parte della procura locale, ma i primi rapporti indicano che la folla, concentrata attorno al monumento dell'Angelo dell'Indipendenza, ha raggiunto una densità tale da impedire i movimenti e la respirazione. Testimoni e video diffusi sui social mostrano momenti di panico innescati dall'esplosione di fuochi d'artificio, con persone in fuga e spinte che hanno compresso i corpi fino a causare l'asfissia. Le autorità sanitarie hanno precisato che le squadre di emergenza hanno praticato manovre di rianimazione avanzata sul posto e durante il trasporto in ospedale, senza esito.
La sindaca Clara Brugada ha espresso le condoglianze alle famiglie e ha invitato la popolazione a «festeggiare sempre con responsabilità, prudenza ed empatia», mentre il governo federale, per voce della presidente Claudia Sheinbaum, ha assicurato sostegno alle vittime e un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza in vista del prossimo incontro. La vittoria per 2-0 sull'Ecuador, maturata allo Stadio Azteca, ha rappresentato il primo successo del Messico in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale dal 1986, scatenando un'ondata di entusiasmo che ha colto di sorpresa le stesse autorità, nonostante l'imponente spiegamento di oltre quindicimila agenti e centinaia di operatori sanitari.
A questa tragedia si è aggiunto un episodio di violenza armata nello stato di Morelos, dove, secondo la procura statale, tre persone sono state uccise e nove ferite mentre assistevano alla partita su un campo sportivo. Le indagini sono in corso per chiarire la dinamica e le responsabilità. Il bilancio complessivo delle vittime legate ai festeggiamenti rimane provvisorio: le autorità sanitarie hanno confermato quattro decessi nella capitale, ma non escludono che il numero possa aggravarsi, mentre proseguono le verifiche sulle cause esatte delle morti per asfissia e sull'adeguatezza delle misure di sicurezza adottate.
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Tre persone sono morte per asfissia durante i festeggiamenti per la vittoria del Messico, un bilancio che le autorità hanno tardato a riconoscere. La folla oceanica si è trasformata in una trappola mortale, sollevando interrogativi sulla gestione della sicurezza pubblica in un momento di euforia nazionale.
Due persone, un uomo di 44 anni e una donna di 19, sono morte per asfissia durante i festeggiamenti al Paseo de la Reforma. Le autorità sanitarie della capitale hanno confermato il decesso dopo infruttuosi tentativi di rianimazione, mentre una terza vittima segnalata dai media locali resta non verificata.
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