
Kiev sotto la pioggia di fuoco: il raid russo più massiccio fa almeno 17 morti
Missili balistici e quasi 500 droni hanno colpito la capitale ucraina per undici ore, innescando una nuova crisi diplomatica e richieste urgenti di difesa aerea.
Nella notte tra l’1 e il 2 luglio, la Russia ha scatenato su Kiev il più esteso attacco aereo dall’inizio dell’invasione su larga scala, uccidendo almeno 17 civili e ferendone oltre 90. Secondo le forze aeree ucraine, sono stati lanciati 74 missili – inclusi 24 balistici, di difficile intercettazione – e 496 droni, in un’ondata durata undici ore che ha danneggiato più di trenta siti in tutti i distretti della capitale. Edifici residenziali sono crollati o hanno preso fuoco, un’ambulanza è stata colpita e circa 52.000 persone hanno cercato riparo nelle metropolitane. Il sindaco Vitalij Klyčko ha proclamato una giornata di lutto cittadino, mentre il capo dell’amministrazione militare Tymur Tkačenko ha denunciato che il nemico ha «deliberatamente preso di mira zone residenziali e ucciso civili».
Il ministero della Difesa russo ha rivendicato l’operazione come una «ritorsione massiccia» per i recenti attacchi ucraini contro infrastrutture civili in Russia, affermando di aver colpito impianti dell’industria militare e del settore energetico a Kiev e in altre regioni. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha aggiunto che Mosca «continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev per raggiungere gli obiettivi prefissati». Da parte ucraina, il presidente Volodymyr Zelens’kyj – che aveva accorciato una visita a Dublino dopo aver ricevuto informative di intelligence su un attacco imminente – ha chiesto agli Stati Uniti licenze per produrre missili Patriot in loco, definendo le forniture di difesa aerea «una priorità assoluta e critica». Il ministro degli Esteri Andrij Sybiha ha parlato di «notte di orrore» e ha sollecitato i partner a non ritardare le decisioni sugli armamenti.
L’attacco si inserisce in una spirale di escalation reciproca. Nelle ultime settimane, l’Ucraina ha intensificato i raid con droni a lungo raggio contro raffinerie e depositi di carburante in territorio russo, provocando una crisi di approvvigionamento che ha costretto Mosca a importare benzina persino dall’India. Secondo analisti di Bruxelles, questa campagna ucraina mira a erodere il consenso interno in Russia e a creare le condizioni per forzare il Cremlino al tavolo negoziale. La risposta russa, tuttavia, si è tradotta in un’impennata di violenza contro i centri urbani, con l’obiettivo – secondo fonti della difesa occidentale – di fiaccare il morale della popolazione e spingere Kiev ad accettare condizioni sfavorevoli pur di fermare la distruzione.
Sul fronte diplomatico, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha annunciato l’intenzione di proporre nuove sanzioni contro entità che sostengono il complesso militare-industriale russo, mentre la Germania ha dichiarato che il sostegno a Kiev sarà in cima all’agenda del prossimo vertice NATO ad Ankara. La Polonia e la Finlandia, entrambe confinanti con la Russia, hanno fatto decollare caccia e imposto brevi restrizioni aeree precauzionali. I tentativi di mediazione guidati dagli Stati Uniti restano in stallo: Zelens’kyj ha ribadito la disponibilità a negoziati significativi, ma ha accusato Putin di «rifiutare completamente di porre fine alla guerra». Il dossier resta aperto, con l’attesa di nuove decisioni sulle forniture di missili e sul rafforzamento dello scudo aereo ucraino.
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L'Ucraina continua i suoi attacchi terroristici con droni contro il territorio russo. Le nostre forze di difesa aerea abbattono con successo decine di droni. Nel frattempo, emergono rivelazioni su provocazioni ucraine in Europa.
La Russia ha lanciato un attacco missilistico su Kiev, uccidendo almeno 18 civili, tra cui un bambino. Il Cremlino mente quando afferma di aver colpito solo obiettivi militari. I soccorsi sono in corso e la comunità internazionale deve condannare.
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