
Raid russo su Kiev con missili e droni: colpiti quartieri residenziali, decine di vittime
Nella notte, la Russia ha lanciato un massiccio attacco con missili balistici e droni sulla capitale ucraina, causando crolli di edifici e almeno 13 morti, in risposta dichiarata agli attacchi ucraini sul proprio territorio.
Un’ondata di missili balistici, cruise e droni ha investito Kiev nella notte tra mercoledì e giovedì, colpendo tutti i dieci distretti della capitale ucraina e provocando, secondo le autorità locali, almeno 13 morti e oltre 80 feriti. L’attacco, durato diverse ore, ha causato il crollo parziale di un edificio di nove piani nel quartiere Desnianskyi e incendi in numerose strutture residenziali e in un hotel del centro. Il presidente Volodymyr Zelensky, che aveva accorciato una visita a Dublino dopo aver ricevuto rapporti di intelligence su un’imminente offensiva, ha invitato la popolazione a restare nei rifugi, mentre migliaia di civili si sono riversati nelle stazioni della metropolitana.
Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha rivendicato l’operazione come un “attacco massiccio” condotto con armi di precisione a lungo raggio contro infrastrutture militari ed energetiche, definendolo una rappresaglia per i recenti raid ucraini contro obiettivi civili in Russia. Da Kiev, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha respinto questa giustificazione, invocando l’articolo 51 della Carta Onu sul diritto all’autodifesa e sollecitando i partner occidentali a non ritardare ulteriormente le forniture di sistemi di difesa aerea. La portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, ha invece accusato l’Ucraina di perseguire una deliberata escalation, colpendo infrastrutture energetiche e raffinerie in profondità nel territorio russo.
L’attacco si inserisce in una spirale di ritorsioni a lungo raggio che nelle ultime settimane ha visto Kiev intensificare l’uso di droni contro raffinerie e depositi di carburante in Russia, innescando una crisi di approvvigionamento che, secondo fonti di mercato, ha costretto Mosca a importare benzina persino dall’India. Un rapporto del Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington stima che il conflitto abbia già prodotto oltre due milioni di perdite militari complessive, con le forze russe che sopportano il peso maggiore dei caduti. Sul fronte diplomatico, i tentativi di mediazione statunitense restano in stallo: Zelensky ha ribadito la disponibilità a negoziati, ma ha accusato il Cremlino di voler proseguire la guerra.
La reazione dei paesi vicini ha sottolineato la tensione regionale: la Polonia ha fatto decollare brevemente i propri caccia in via precauzionale, mentre la Finlandia ha imposto una temporanea restrizione dello spazio aereo sul Golfo di Finlandia. A Bruxelles, l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha annunciato l’intenzione di proporre nuove sanzioni contro entità che sostengono il complesso militare-industriale russo. Per l’Italia e l’Europa, il protrarsi delle ostilità si traduce in una pressione costante sui mercati energetici e in un flusso di rifugiati che non accenna a diminuire, mentre il dossier della difesa aerea ucraina resta al centro del dibattito tra gli alleati atlantici in vista del prossimo vertice Nato.
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
| Stampa israeliana | −0.20 | neutral |
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