
Colombia, De la Espriella affronta il debito record con tagli e missione a Washington
Il presidente eletto invia il ministro delle Finanze a rinegoziare condizioni e scadenze del debito pubblico, mentre prepara un drastico aggiustamento della spesa prima di una riforma fiscale pro-crescita.
Il presidente eletto della Colombia, il conservatore Abelardo de la Espriella, ha annunciato il rifinanziamento del debito pubblico, definito «a livelli storicamente elevati». Il debito netto dell’amministrazione centrale ha raggiunto il 61,5% del Pil nel primo trimestre 2025 (54,1% un anno prima), mentre il deficit fiscale, secondo il Comitato autonomo della regola fiscale (Carf), potrebbe toccare il 7,4% del Pil nel 2026; il ministro delle Finanze designato, Miguel Gómez, stima un disavanzo tra il 7 e l’8%.
La strategia del nuovo esecutivo prevede un taglio della spesa di almeno 60mila miliardi di pesos (circa 13 miliardi di euro) prima di qualsiasi riforma tributaria. L’obiettivo è rassicurare i mercati e creare le condizioni per una revisione del fisco che, nelle intenzioni, stimoli gli investimenti, scesi al 16-17% del Pil. La riforma punterebbe a riequilibrare il carico fiscale, oggi concentrato sulle imprese, allargando la base delle persone fisiche e riducendo gradualmente le aliquote societarie, senza toccare le esenzioni Iva. Il vicepresidente eletto, José Manuel Restrepo, ha parlato di un «programma di aggiustamento fiscale» che includa lotta a evasione, contrabbando e corruzione, e il rilancio di settori come idrocarburi e costruzioni.
Sul fronte del debito, Gómez si recherà a Washington per incontrare banche internazionali e istituzioni multilaterali, con l’incarico di negoziare scadenze e tassi più favorevoli. La missione avviene mentre la Contraloría segnala che a metà giugno il bilancio statale presentava un fabbisogno scoperto di 303mila miliardi di pesos e il gettito fiscale era in ritardo di 32mila miliardi. Inoltre, il governo uscente ha già utilizzato il 78% del plafond per l’emissione di titoli di Stato nel 2026; al ritmo attuale, il tetto sarebbe raggiunto a metà agosto, costringendo la nuova amministrazione a cercare fonti alternative, come il ritorno sui mercati internazionali o operazioni di swap.
L’impostazione del governo, che si insedierà il 7 agosto, è seguita con attenzione dagli investitori europei, detentori di una quota rilevante del debito colombiano. L’enfasi sui tagli alla spesa prima di aumenti delle entrate richiama il modello argentino di Milei, ma con la promessa di proteggere i sussidi per i più poveri. Il Carf ha avvertito che senza una riforma fiscale da 1,4 punti di Pil, l’obiettivo di bilancio primario 2027 richiederebbe una correzione del 3,7% del Pil. Il primo banco di prova sarà la missione a Washington e la successiva presentazione del bilancio 2027.
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La notizia del rifinanziamento del debito colombiano non è stata ripresa nei materiali forniti per questo blocco. I titoli presenti riguardano altri temi economici e politici latinoamericani, senza un riferimento diretto alla Colombia.
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