
Brasile, tegola Paquetá: lesione muscolare e Mondiale a rischio. Ancelotti cerca il sostituto per la Norvegia
Il centrocampista del Flamengo ha riportato una lesione di secondo grado al bicipite femorale sinistro e salterà quasi certamente gli ottavi di finale, costringendo il ct a ridisegnare la mediana.
La notte di Houston ha consegnato al Brasile una vittoria sofferta e una perdita che rischia di pesare sull’intero cammino mondiale. Lucas Paquetá, uscito zoppicando all’intervallo del successo per 2-1 contro il Giappone, ha ricevuto il verdetto degli esami strumentali: lesione parziale delle fibre muscolari nella regione posteriore della coscia sinistra. La Confederazione brasiliana ha confermato un programma intensivo di recupero, ma fonti vicine allo staff medico, citate dalla stampa sudamericana, parlano di una chance remota di rivederlo in campo prima di un’ipotetica finale. Il numero 20, che aveva iniziato da titolare tutte e quattro le gare della Seleção, ha affidato ai social un messaggio di fede, mentre il gruppo si godeva una giornata di riposo prima di tornare ad allenarsi in vista della Norvegia.
L’assenza di Paquetá priva Carlo Ancelotti di un ingranaggio essenziale del suo calcio corale. Contro i nipponici, il gol partita di Gabriel Martinelli era nato da un’azione a sette uomini, con Bruno Guimarães – già autore di quattro assist nel torneo – a servire l’esterno dell’Arsenal, schierato a sorpresa da mezzala offensiva. Proprio la duttilità di Martinelli, elogiata dal tecnico italiano per intelligenza e personalità, rappresenta una delle opzioni per l’ottavo di finale. Secondo gli analisti brasiliani, Ancelotti potrebbe riproporlo in quella posizione, oppure affidarsi a Danilo Santos, centrocampista del Botafogo già utilizzato in amichevole contro la Croazia, o a Éderson, abituato nei ranghi dell’Atalanta a interpretare il ruolo di mezzala sinistra. Non è escluso l’arretramento di Matheus Cunha sulla trequarti, con l’inserimento di una punta di peso come Endrick o Igor Thiago, né un impiego più avanzato di Neymar, ormai ristabilito dopo lo strappo muscolare che ne aveva condizionato l’avvio di torneo.
L’incertezza tattica si somma a un’eredità storica scomoda. La Norvegia, avversaria domenica al MetLife Stadium nel New Jersey, è una delle poche nazionali a vantare un saldo positivo contro il Brasile: due vittorie e due pareggi in quattro precedenti, compreso il 2-1 nella fase a gironi di Francia ’98. La generazione attuale, guidata da Erling Haaland, è considerata la più pericolosa di sempre, e il duello tra il centravanti del Manchester City e il difensore Gabriel Magalhães – compagni di club e rivali in Premier League – promette scintille. I media europei sottolineano come la fisicità scandinava possa mettere alla prova una retroguardia brasiliana fin qui solida ma non impeccabile.
Con Raphinha ancora in dubbio per il risentimento muscolare alla coscia destra patito contro Haiti, Ancelotti dovrà trovare soluzioni in un reparto offensivo che, pur avendo mostrato notevole capacità di adattamento, perde un titolare inamovibile. La sfida contro la Norvegia diventa così un banco di prova per la profondità della rosa e per la filosofia collettiva che il commissario tecnico ha impresso alla Seleção, chiamata a dimostrare di saper assorbire l’assenza di un protagonista senza smarrire la propria identità.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.10 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
Il Brasile piange la perdita del suo centrocampista, un colpo durissimo per le ambizioni di titolo.
Enfatizzando l'importanza del giocatore e il momento critico, si crea un senso di tragedia imminente.
La Norvegia può ora sperare in un'impresa, dato che il Brasile perde un elemento chiave.
Analizzando le debolezze tattiche, si suggerisce che l'infortunio livelli il campo.
Il Brasile ha la profondità per superare questa perdita, come dimostrato in passato.
Richiamando la forza della rosa brasiliana, si minimizza l'impatto.
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