
Berlino impone il certificato medico immediato, scontro nella coalizione
Il governo Merz abolisce la malattia per telefono e anticipa l’obbligo di attestato al primo giorno di assenza, scatenando le proteste dei medici e le perplessità dei socialdemocratici.
La Repubblica federale tedesca ha deciso di archiviare un pilastro delle relazioni industriali post-pandemia: la possibilità di ottenere un certificato di malattia per via telefonica e l’obbligo di presentare un attestato medico solo a partire dal quarto giorno di assenza. Il cancelliere Friedrich Merz, alla guida di una coalizione tra cristiano-democratici e socialdemocratici, ha annunciato che d’ora in avanti i lavoratori dovranno esibire al datore di lavoro un certificato medico fin dal primo giorno di malattia. La misura, inserita in un più ampio pacchetto di riforme fiscali e del lavoro, è stata giustificata dal capo del governo con la necessità di ridurre quello che ha definito uno «svantaggio competitivo» per l’economia tedesca, causato da livelli di assenteismo giudicati «esorbitanti».
Secondo i dati diffusi dagli ambienti governativi di Berlino, un dipendente tedesco si assenta in media diciotto giorni lavorativi all’anno per motivi di salute, un valore che colloca la Germania nel terzo superiore delle classifiche europee, sebbene lontano dai picchi scandinavi. L’esecutivo ha sottolineato come il costo della retribuzione piena garantita per sei settimane, interamente a carico delle imprese, raggiunga ormai una cifra compresa tra gli 82 e gli 85 miliardi di euro annui. In quest’ottica, il ritorno alle regole pre-Covid viene presentato come un tassello del rilancio della «locomotiva d’Europa», la cui competitività sarebbe appesantita da assenze che, secondo il capogruppo parlamentare cristiano-democratico Jens Spahn, si concentrano in modo sospetto all’inizio e alla fine della settimana.
La reazione del mondo medico è stata immediata e trasversale. L’Associazione federale dei medici convenzionati (KBV) ha parlato di una misura che «sfiora la follia», prevedendo fino a trenta milioni di visite ambulatoriali supplementari l’anno, con il rischio di intasare gli studi e sottrarre tempo a pazienti con patologie gravi. I medici di base hanno avvertito che costringere persone con sintomi influenzali o gastroenterici a recarsi in ambulatorio trasformerà le sale d’attesa in focolai di contagio. Sul fronte politico, la componente socialdemocratica della coalizione ha mostrato segni di disagio: il vicecancelliere Lars Klingbeil ha invocato «soluzioni praticabili», mentre la ministra del Lavoro Bärbel Bas ha preso le distanze dalla proposta, annunciando una verifica sugli effetti reali della norma. Da Bruxelles, alcuni analisti osservano come il caso tedesco riproponga un dilemma comune a diversi Stati membri, dall’Italia – dove le assenze medie sono sorprendentemente basse, attorno a 0,6 settimane annue – ai Paesi nordici, in cui i generosi sistemi di welfare convivono con tassi di assenteismo elevati.
Al di là dello scontro immediato, la vicenda segnala un mutamento di paradigma nel rapporto tra lavoratore, medico e impresa. Come rilevato da commentatori vicini all’area socialdemocratica, si passa da un sistema fondato sulla fiducia nella dichiarazione del dipendente a uno imperniato sulla verifica preventiva, un ribaltamento che per la cultura giuridica tedesca rappresenta una cesura non trascurabile. Il portavoce del governo ha tuttavia precisato che l’attestato non dovrà necessariamente essere consegnato il primo giorno di malattia e che resterà possibile ottenerlo tramite videoconsulto. La definizione tecnica della riforma è ancora in fase di elaborazione e il voto parlamentare è atteso nelle prossime settimane, con la SPD intenzionata a smussare gli aspetti più rigidi del provvedimento per evitare che la stretta sull’assenteismo si trasformi in un boomerang sanitario e sociale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 1 lingue
In Germania è scoppiata una polemica politica sul piano di richiedere un certificato medico dal primo giorno di malattia e di abolire la certificazione telefonica. Il governo sostiene che le assenze per malattia siano diventate troppo elevate e che la flessibilità introdotta durante la pandemia vada superata, mentre i critici vedono la mossa come un arretramento delle tutele per i lavoratori.
Le nuove regole sui certificati medici vengono dipinte come una misura punitiva che sommergerà i medici e penalizzerà i lavoratori realmente malati. I commentatori ironizzano sul fatto che un'emicrania venga trattata con meno serietà di una connessione internet difettosa, mentre i medici avvertono di pazienti che vomitano nelle sale d'attesa perché costretti a cercare un certificato immediato.
Allarga lo sguardo
L’onda cinese travolge i mercati: BYD insidia Tesla, l’Europa trema, l’Italia cresce drogata dagli incentivi
3 lingue · 13 testate
Da TechnologyL’India ferma i nickname su WhatsApp: la paura delle frodi blocca la privacy
4 lingue · 16 testate
Da Science & HealthCaffeina, fegato e stanchezza: i nuovi studi che ridisegnano il ruolo del caffè
4 lingue · 6 testate