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Bennett rivela: Israele contrabbandò Starlink in Iran per i dissidenti

L'ex premier accusa Netanyahu di aver interrotto l'invio di terminali satellitari, lasciando i manifestanti senza connessione durante le proteste e i blackout imposti da Teheran.

L'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha dichiarato pubblicamente che il suo governo, tra il 2021 e il 2022, aveva avviato un'operazione clandestina per introdurre in Iran decine di migliaia di ricevitori Starlink, il sistema internet satellitare di SpaceX. L'obiettivo, ha spiegato intervenendo al JNS International Policy Summit di Gerusalemme, era garantire ai manifestanti anti-governativi la continuità delle comunicazioni durante i periodici blackout imposti dalle autorità iraniane, e favorire il coordinamento delle proteste fino a un possibile rovesciamento del regime. Bennett ha accusato l'attuale governo guidato da Benjamin Netanyahu di non aver proseguito il programma, facendo mancare l'infrastruttura necessaria quando sono scoppiate le ultime ondate di contestazione.

Le affermazioni di Bennett, leader del partito di destra 'Insieme' e in piena campagna elettorale in vista del voto previsto entro ottobre, si inseriscono in un quadro di forte competizione politica interna. L'ex premier, che ha formato una nuova alleanza con Yair Lapid, ha descritto l'esecutivo Netanyahu come «incompetente» e ha invocato una coalizione regionale per «indebolire e alla fine rovesciare» il governo di Teheran, da lui definito «corrotto, vecchio, disconnesso e incapace», destinato a crollare come l'Unione Sovietica. L'ufficio del primo ministro israeliano non ha commentato le rivelazioni, e SpaceX non ha risposto a richieste di chiarimenti.

Dal canto suo, Teheran ha da tempo accusato Israele e Stati Uniti di contrabbandare apparecchiature Starlink per minare la sicurezza nazionale. Il parlamento iraniano, dopo la guerra lampo dell'estate 2024, ha inasprito le pene per l'uso di tali dispositivi, definiti «strumenti al servizio del nemico», prevedendo il carcere anche per la semplice facilitazione dell'accesso. Le interruzioni della rete, attuate durante le proteste di gennaio e nel corso del conflitto armato con Israele e Stati Uniti iniziato a fine febbraio, hanno spinto una minoranza di iraniani a ricorrere proprio a Starlink, come documentato da fonti giornalistiche internazionali. La tecnologia satellitare, non autorizzata ma secondo Elon Musk già attiva nel paese, si conferma così un canale di comunicazione parallelo in grado di aggirare i blocchi statali.

La vicenda assume rilievo anche per l'Europa e l'Italia, dove Starlink è operativo e oggetto di valutazioni regolatorie. L'utilizzo di costellazioni private come strumento di pressione geopolitica solleva interrogativi sulla duplice natura di queste infrastrutture, tema seguito con attenzione dalle autorità di Bruxelles e dai garanti delle comunicazioni. Nel frattempo, le rivelazioni di Bennett giungono in un momento di attrito tra Israele e Washington: mentre l'amministrazione Trump accelera il dialogo con l'Iran – il vicepresidente JD Vance ha incontrato una delegazione iraniana in Svizzera con annunci di progressi e gruppi di lavoro – il governo Netanyahu osserva con scetticismo, e le parole dell'ex premier rafforzano la narrazione di chi vorrebbe una linea più aggressiva.

Al momento, non vi sono conferme ufficiali sull'effettiva portata dell'operazione di contrabbando né sulla sua eventuale ripresa. Il silenzio dell'esecutivo israeliano e di SpaceX lascia aperti interrogativi sulla sorte dei dispositivi e sulla reale capacità di influenzare le dinamiche interne iraniane. Con le elezioni israeliane all'orizzonte e i negoziati USA-Iran in corso, il dossier Starlink si intreccia con i futuri equilibri mediorientali.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosferaStampa israeliana
Stampa atlantica / anglosfera
ScetticismoDistacco

L'ex premier israeliano Bennett ha rivelato di aver avviato l'invio clandestino di migliaia di terminali Starlink in Iran per aiutare i manifestanti a eludere i blocchi di internet. Ha accusato il governo Netanyahu di non aver dato seguito al piano, definendolo incompetente. La vicenda mette in luce le divisioni politiche interne a Israele sulle operazioni coperte contro Teheran.

Stampa israeliana/ Critica
IndignazioneScetticismo

L'ex premier Bennett ha ammesso che Israele ha contrabbandato terminali Starlink in Iran per sostenere i manifestanti anti-governativi, ma ha duramente criticato Netanyahu per aver abbandonato l'iniziativa. La rivelazione mette a nudo una frattura nella leadership israeliana su quanto aggressivamente perseguire un cambio di regime in Iran. Secondo Bennett, si è persa un'occasione per indebolire la Repubblica Islamica.

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martedì 23 giugno 2026

Bennett rivela: Israele contrabbandò Starlink in Iran per i dissidenti

L'ex premier accusa Netanyahu di aver interrotto l'invio di terminali satellitari, lasciando i manifestanti senza connessione durante le proteste e i blackout imposti da Teheran.

L'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha dichiarato pubblicamente che il suo governo, tra il 2021 e il 2022, aveva avviato un'operazione clandestina per introdurre in Iran decine di migliaia di ricevitori Starlink, il sistema internet satellitare di SpaceX. L'obiettivo, ha spiegato intervenendo al JNS International Policy Summit di Gerusalemme, era garantire ai manifestanti anti-governativi la continuità delle comunicazioni durante i periodici blackout imposti dalle autorità iraniane, e favorire il coordinamento delle proteste fino a un possibile rovesciamento del regime. Bennett ha accusato l'attuale governo guidato da Benjamin Netanyahu di non aver proseguito il programma, facendo mancare l'infrastruttura necessaria quando sono scoppiate le ultime ondate di contestazione.

Le affermazioni di Bennett, leader del partito di destra 'Insieme' e in piena campagna elettorale in vista del voto previsto entro ottobre, si inseriscono in un quadro di forte competizione politica interna. L'ex premier, che ha formato una nuova alleanza con Yair Lapid, ha descritto l'esecutivo Netanyahu come «incompetente» e ha invocato una coalizione regionale per «indebolire e alla fine rovesciare» il governo di Teheran, da lui definito «corrotto, vecchio, disconnesso e incapace», destinato a crollare come l'Unione Sovietica. L'ufficio del primo ministro israeliano non ha commentato le rivelazioni, e SpaceX non ha risposto a richieste di chiarimenti.

Dal canto suo, Teheran ha da tempo accusato Israele e Stati Uniti di contrabbandare apparecchiature Starlink per minare la sicurezza nazionale. Il parlamento iraniano, dopo la guerra lampo dell'estate 2024, ha inasprito le pene per l'uso di tali dispositivi, definiti «strumenti al servizio del nemico», prevedendo il carcere anche per la semplice facilitazione dell'accesso. Le interruzioni della rete, attuate durante le proteste di gennaio e nel corso del conflitto armato con Israele e Stati Uniti iniziato a fine febbraio, hanno spinto una minoranza di iraniani a ricorrere proprio a Starlink, come documentato da fonti giornalistiche internazionali. La tecnologia satellitare, non autorizzata ma secondo Elon Musk già attiva nel paese, si conferma così un canale di comunicazione parallelo in grado di aggirare i blocchi statali.

La vicenda assume rilievo anche per l'Europa e l'Italia, dove Starlink è operativo e oggetto di valutazioni regolatorie. L'utilizzo di costellazioni private come strumento di pressione geopolitica solleva interrogativi sulla duplice natura di queste infrastrutture, tema seguito con attenzione dalle autorità di Bruxelles e dai garanti delle comunicazioni. Nel frattempo, le rivelazioni di Bennett giungono in un momento di attrito tra Israele e Washington: mentre l'amministrazione Trump accelera il dialogo con l'Iran – il vicepresidente JD Vance ha incontrato una delegazione iraniana in Svizzera con annunci di progressi e gruppi di lavoro – il governo Netanyahu osserva con scetticismo, e le parole dell'ex premier rafforzano la narrazione di chi vorrebbe una linea più aggressiva.

Al momento, non vi sono conferme ufficiali sull'effettiva portata dell'operazione di contrabbando né sulla sua eventuale ripresa. Il silenzio dell'esecutivo israeliano e di SpaceX lascia aperti interrogativi sulla sorte dei dispositivi e sulla reale capacità di influenzare le dinamiche interne iraniane. Con le elezioni israeliane all'orizzonte e i negoziati USA-Iran in corso, il dossier Starlink si intreccia con i futuri equilibri mediorientali.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

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2 gruppi editoriali · 2 lingue

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Stampa atlantica / anglosferaStampa israeliana
Stampa atlantica / anglosfera
ScetticismoDistacco

L'ex premier israeliano Bennett ha rivelato di aver avviato l'invio clandestino di migliaia di terminali Starlink in Iran per aiutare i manifestanti a eludere i blocchi di internet. Ha accusato il governo Netanyahu di non aver dato seguito al piano, definendolo incompetente. La vicenda mette in luce le divisioni politiche interne a Israele sulle operazioni coperte contro Teheran.

Stampa israeliana/ Critica
IndignazioneScetticismo

L'ex premier Bennett ha ammesso che Israele ha contrabbandato terminali Starlink in Iran per sostenere i manifestanti anti-governativi, ma ha duramente criticato Netanyahu per aver abbandonato l'iniziativa. La rivelazione mette a nudo una frattura nella leadership israeliana su quanto aggressivamente perseguire un cambio di regime in Iran. Secondo Bennett, si è persa un'occasione per indebolire la Repubblica Islamica.

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