
Barcellona, murales per Ferran Torres imbrattato nella notte: scritte contro la Spagna
L'opera dell'artista TvBoy, realizzata dopo il gol decisivo ai Mondiali, è stata coperta di vernice e slogan indipendentisti catalani a poche ore dall'inaugurazione.
Un murale dedicato a Ferran Torres, l'attaccante spagnolo autore del gol che ha consegnato alla Spagna la Coppa del Mondo 2026, è stato vandalizzato nella notte tra martedì e mercoledì a Barcellona. L'opera, firmata dall'artista urbano TvBoy, si trovava in calle Escorial, nel quartiere di Gràcia, e mostrava il giocatore del Barcellona con la maglia della nazionale mentre baciava il trofeo. Secondo le autorità locali, ignoti a volto coperto hanno gettato vernice bianca e nera sulla figura, coprendone il volto e aggiungendo scritte come "Puta Espanya" e "Volem seleccions catalanes" (Vogliamo selezioni catalane).
L'intervento è avvenuto meno di ventiquattr'ore dopo il completamento del murale, che aveva già suscitato reazioni contrastanti sui social network. Lo stesso artista aveva ricevuto minacce nelle ore precedenti, come da lui denunciato sui propri profili, e ha diffuso in seguito un video dell'azione vandalica, annunciando tuttavia l'intenzione di continuare a dipingere. Fonti della polizia catalana confermano che al momento non sono stati effettuati arresti e che le indagini sono in corso.
L'episodio si inserisce in una sequenza di atti simili: pochi giorni prima, un altro murale che ritraeva Lionel Messi e Lamine Yamal, realizzato dall'artista Axe Colours sempre a Barcellona in occasione della finale mondiale, era stato distrutto con modalità analoghe. La stampa spagnola sottolinea come entrambi i casi riportino al centro del dibattito la tensione irrisolta tra i simboli della nazionale spagnola e le rivendicazioni del movimento indipendentista catalano, riaccesa in passato dal referendum del 2017 e mai del tutto sopita.
Ferran Torres, nato nella Comunità Valenciana e in forza al Barcellona, era diventato un eroe nazionale dopo la finale contro l'Argentina. Nei giorni successivi aveva sfilato a Madrid con una bandiera spagnola e un berretto rosso con la scritta "Make Spain Great Again", un gesto che aveva attirato l'attenzione internazionale e una replica della Casa Bianca. Analisti iberici osservano come l'esibizione di simili simboli abbia potuto fungere da detonatore per l'azione contro il murale, in un contesto urbano dove la convivenza tra identità catalana e spagnola resta segnata da fratture profonde. Le autorità locali non hanno ancora formulato ipotesi ufficiali sui responsabili, mentre il dibattito pubblico si concentra sul ripetersi di atti di intolleranza nello spazio urbano.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
Il murale viene deturpato da estremisti catalani mentre Ferran Torres stesso corteggia la controversia politica.
Giustapponendo il vandalismo alle azioni politiche del giocatore (berretto MAGA), il blocco relativizza l'attacco come parte di una guerra culturale più ampia, rendendo il giocatore in parte responsabile della polarizzazione.
Il blocco omette le specifiche rivendicazioni del movimento indipendentista catalano, riducendo la protesta a mero vandalismo ed estremismo.
Il murale è stato vandalizzato, ma più importante è che Ferran Torres è ora un bene caldo nel mercato dei trasferimenti.
Inserendo la storia del vandalismo all'interno di speculazioni sul trasferimento, il blocco depoliticizza l'evento e lo trasforma in una nota a piè di pagina del crescente valore di mercato del giocatore.
Il blocco omette il contesto politico dell'indipendenza catalana e la gravità del vandalismo come simbolo di tensione nazionale.
I separatisti radicali deturpano un tributo a un eroe nazionale, attaccando l'idea stessa di Spagna.
Etichettando i vandali come 'radicali' e 'incappucciati', il blocco delegittima la loro causa politica, inquadrando l'atto come teppismo criminale piuttosto che protesta politica.
Il blocco omette qualsiasi contesto storico o politico delle rivendicazioni di indipendenza catalana, presentando il vandalismo come un atto estremista irrazionale.
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