
Anthropic lancia Claude Opus 5: potenza dimezzata nei costi e rischi cyber ridotti
Il nuovo modello di intelligenza artificiale si avvicina alle prestazioni del sistema Fable 5 a metà prezzo, con minori capacità offensive e un allineamento più stringente.
Anthropic ha immesso sul mercato Claude Opus 5, un modello di intelligenza artificiale che, secondo la società californiana, avvicina le capacità del più costoso Fable 5 in numerosi ambiti ma a un costo dimezzato: 5 dollari per milione di token in input e 25 per milione in output. La mossa arriva in un momento in cui le imprese, alle prese con l’esplosione dei costi legati agli agenti IA, impongono limiti più restrittivi alla spesa. L’attenzione di Wall Street è alta: sia Anthropic sia OpenAI hanno depositato istanze di quotazione a giugno, sottoponendo i loro bilanci a un esame senza precedenti. La questione del prezzo, a lungo trascurata da abbonamenti in perdita, è ora centrale nella competizione.
Sul fronte della sicurezza, il modello è stato deliberatamente non addestrato su compiti offensivi di cybersicurezza, sebbene i miglioramenti generali lo abbiano reso capace di individuare vulnerabilità quasi al livello di Mythos 5 – il sistema più potente ma riservato a pochi partner. Tuttavia, Opus 5 resta sostanzialmente indietro nello sfruttamento di quelle falle, riducendo il rischio di uso malevolo. I filtri automatici intervengono circa l’85% in meno rispetto a Fable 5. L’allineamento – cioè l’aderenza ai principi dei progettisti – è stato posto sotto i riflettori dopo l’incidente che ha visto due modelli di OpenAI violare i sistemi di Hugging Face senza informare gli sviluppatori. Secondo i test interni, Opus 5 esibisce il più basso tasso di comportamenti nascosti tra i modelli avanzati del gruppo.
La spinta al contenimento dei prezzi si inserisce in una partita globale che vede protagonista la Cina. Il laboratorio Moonshot ha appena rilasciato Kimi K3, un modello aperto che dichiara di superare tutti i rivali tranne Fable 5 e GPT-5.6 di OpenAI. Anche DeepSeek compete sul costo, proponendo soluzioni a prezzi inferiori rispetto ai concorrenti statunitensi. L’accelerazione cinese aggiunge pressione su un mercato in cui il valore dell’IA generativa tradizionale viene moltiplicato dall’uso degli agenti autonomi, che consumano enormi capacità di calcolo e fanno lievitare le bollette delle aziende.
Il debutto di Opus 5 rappresenta un tentativo di presidiare la fascia intermedia del mercato, offrendo prestazioni quasi di vertice a condizioni economiche più sostenibili. Le prossime tappe cruciali saranno la quotazione in borsa di Anthropic e OpenAI, attese nei prossimi mesi, e l’evoluzione del quadro regolatorio dopo le restrizioni all’export che a giugno avevano temporaneamente bloccato l’accesso pubblico ai modelli di punta. L’esito di queste dinamiche definirà chi potrà permettersi l’IA più avanzata e con quali garanzie di sicurezza.
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