
Autovelox, 1.204 apparecchi spenti: il decreto Salvini sfida la Cassazione
Entra in vigore la riforma che distingue per la prima volta dispositivi omologati e solo approvati, ma restano i dubbi di legittimità, mentre Brasile e Stati Uniti ridisegnano le regole per la mobilità.
Da mezzanotte entra in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ridisegna la disciplina degli autovelox in Italia. Dei circa 4.000 apparecchi censiti, 1.204 andranno spenti perché privi dei requisiti di omologazione, mentre 2.856 potranno continuare a operare in quanto inclusi in un elenco di modelli ritenuti conformi. Il provvedimento, firmato dal ministro Matteo Salvini, tenta di porre fine a un vuoto normativo durato 34 anni, durante il quale nessun dispositivo era mai stato formalmente omologato ma solo approvato, generando un contenzioso di massa e decine di pronunce della Corte di Cassazione che hanno ribadito la necessità di entrambe le procedure.
Secondo il Ministero, il decreto introduce per la prima volta parametri certi di affidabilità, con tolleranze di errore definite (3 km/h fino a 100 km/h) e l’obbligo di taratura annuale. Per le amministrazioni locali, rappresentate dal comandante della polizia locale di Verona Luigi Altamura, lo spegnimento di oltre mille apparecchi all’inizio dell’esodo estivo rischia di alimentare la percezione di un “liberi tutti”, con possibili ripercussioni sulla sicurezza stradale. Le associazioni dei familiari delle vittime della strada esprimono apprensione, ricordando il ruolo dei rilevatori di velocità nel salvare vite. Sul fronte giuridico, tuttavia, diversi esperti – tra cui il professor Leonardo Ferrara dell’Università di Firenze – osservano che un decreto ministeriale non può derogare al Codice della Strada, fonte di rango primario, e che le sanzioni emesse con dispositivi non omologati potrebbero continuare a essere annullate dai giudici, applicando l’indirizzo della Cassazione.
La vicenda italiana si inserisce in un più ampio ripensamento globale delle regole per la circolazione e l’automazione. In Brasile, la Commissione speciale della Camera discute una riforma del Codice della Strada che, tra le altre misure, abbassa a 16 anni l’età per la guida di auto e moto in ambito urbano, vieta i radar nascosti e introduce la portabilità della targa legata al CPF. Secondo specialisti di sicurezza stradale brasiliani, come David Duarte, il Paese non sarebbe pronto a gestire l’aumento di giovani conducenti, anche per la difficile definizione dei perimetri urbani. Negli Stati Uniti, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha proposto di eliminare l’obbligo del pedale del freno manuale per i veicoli completamente autonomi, una mossa che agevolerebbe modelli senza volante come il Cybercab di Tesla. Parallelamente, il parlamento del New Jersey valuta l’introduzione di standard che impongano almeno due tecnologie di sensori oltre alle telecamere, una scelta che, se adottata, potrebbe ostacolare l’approccio “vision-only” di Tesla e orientare l’industria verso sistemi multi-sensore come il LiDAR.
Al di là delle singole misure, i tre dossier mostrano la tensione tra innovazione tecnologica, esigenze di sicurezza e certezza del diritto. In Italia, il decreto autovelox sarà messo alla prova dai primi ricorsi, mentre il governo potrebbe valutare un decreto-legge per blindare la riforma prima dell’estate. In Brasile, il voto in Commissione è atteso dopo la pausa parlamentare. Negli Stati Uniti, la proposta NHTSA è in fase di consultazione, ma il quadro regolatorio per i veicoli autonomi resta frammentato tra livello federale e statale. La direzione comune, secondo osservatori internazionali, è la ricerca di un equilibrio tra la spinta all’automazione e la tutela di un bene collettivo come la sicurezza stradale.
Allarga lo sguardo
Trump minaccia ponti e centrali elettriche iraniane: la guerra dello Stretto si allarga alle infrastrutture civili
7 lingue · 21 testate
Da Economy & MarketsIl T. rex Gus venduto per 50 milioni di dollari: il fossile diventa status symbol
7 lingue · 20 testate
Da TechnologyLa Soyuz attracca alla ISS: intesa Russia-USA per prolungare la stazione fino al 2030
3 lingue · 9 testate