
Allegri al Napoli, ufficiale il contratto fino al 2029: è il tredicesimo tecnico dell’era De Laurentiis
Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli, con un accordo triennale da 4,5 milioni a stagione, raccogliendo l’eredità di Antonio Conte in un campionato che ha già visto nove cambi di panchina.
Il 3 luglio 2026, con un tweet del presidente Aurelio De Laurentiis – «Benvenuto Max!» – e un comunicato ufficiale, il Napoli ha ufficializzato l’ingaggio di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese, 58 anni, ha firmato un contratto triennale fino al 30 giugno 2029, per un ingaggio netto di 4,5 milioni di euro a stagione, leggermente inferiore ai 5 milioni percepiti nell’ultima annata al Milan. L’accordo, nell’aria da settimane, era slittato a causa della necessità di risolvere formalmente il precedente vincolo con i rossoneri, che lo avevano esonerato a maggio dopo un quinto posto in campionato e la mancata qualificazione alla Champions League.
Allegri raccoglie l’eredità di Antonio Conte, che aveva guidato il Napoli alla vittoria dello scudetto nel 2024/25 e al secondo posto nella stagione appena conclusa, prima di annunciare la propria uscita di scena. Conte, secondo indiscrezioni di stampa, sarebbe ora il favorito per la panchina della Nazionale italiana. L’avvicendamento si inserisce in un’estate di profondo rinnovamento sulle panchine della Serie A: ben nove club su venti hanno cambiato guida tecnica, tra cui Milan (con il portoghese Ruben Amorim), Atalanta (Maurizio Sarri) e Fiorentina (Fabio Grosso).
Per Allegri si tratta di un ritorno nella città dove aveva già vestito la maglia azzurra da calciatore nella stagione 1997/98. La sua carriera in panchina, iniziata nel 2003/04, lo ha visto protagonista di un ciclo vincente soprattutto alla Juventus, con cinque scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia e due finali di Champions League tra il 2014 e il 2019. In precedenza, aveva conquistato uno scudetto e una Supercoppa italiana con il Milan nella sua prima esperienza rossonera. Il Napoli rappresenta la tredicesima nomina di un allenatore sotto la presidenza De Laurentiis, in una sequenza che ha incluso tecnici come Benítez, Sarri, Ancelotti, Spalletti e lo stesso Conte.
L’annuncio ha suscitato reazioni contrastanti tra i tifosi partenopei, come emerso sui social network: c’è chi ha accolto con entusiasmo l’arrivo di un tecnico abituato a gestire pressioni e vittorie, e chi ha manifestato perplessità, citando il quinto posto e la mancata qualificazione alla Champions League con il Milan. La presentazione ufficiale è prevista per il 14 luglio, probabilmente nella cornice del Teatro San Carlo, a pochi giorni dal centenario del club. Allegri troverà una rosa già competitiva, costruita per lottare al vertice, e dovrà decidere se mantenere la continuità tattica con il 3-5-2 di Conte o adattare il modulo alle caratteristiche degli esterni offensivi a disposizione. Il primo banco di prova sarà il ritiro estivo, con l’obiettivo dichiarato di riportare il Napoli in Champions League e contendere lo scudetto all’Inter campione in carica.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'arrivo di Allegri a Napoli è presentato come un colpo di scena che riaccende le speranze dei tifosi. La narrazione enfatizza la sua esperienza e la capacità di gestire pressioni, mentre la rapidità del cambio tecnico viene vista come segno di ambizione. Il tono è celebrativo, con accenni alla tradizione vincente del club.
La nomina di Allegri viene inquadrata come una mossa strategica per stabilizzare il Napoli dopo un periodo turbolento. Si sottolinea la sua reputazione internazionale e la sfida di guidare una squadra in transizione. Il racconto è misurato, con attenzione ai dettagli tattici e alle implicazioni per la stagione.
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