
YPF cede il 64% dei blocchi di Vaca Muerta a Eni e XRG per blindare l’export di GNL
L’accordo integra la catena del progetto Argentina LNG, dall’estrazione alla licuefazione, e consolida il ruolo dell’Italia come ponte per il gas non convenzionale verso l’Europa.
La compagnia di stato argentina YPF ha firmato accordi vincolanti per cedere a Eni e XRG, il braccio internazionale degli investimenti energetici di Adnoc, una quota del 32% ciascuna nella società veicolo che deterrà i blocchi di gas di Vaca Muerta destinati al progetto Argentina LNG. YPF manterrà il restante 36%. L’operazione, soggetta all’approvazione delle autorità provinciali di Neuquén, trasferisce alla nuova entità i blocchi Meseta Buena Esperanza, Aguada Villanueva Norte e Las Tacanas, che alimenteranno in esclusiva l’impianto di esportazione. L’intesa segue di poche settimane la mossa con cui YPF aveva rilevato da Pluspetrol il 50% di quelle stesse aree, consolidandone il controllo per poi aprirle ai partner internazionali.
Il progetto prevede l’installazione di due unità galleggianti di licuefazione (FLNG) al largo di Sierra Grande, nella provincia di Río Negro, con una capacità iniziale di 12 milioni di tonnellate annue, espandibile fino a 18. La decisione finale di investimento è attesa per il secondo semestre del 2026, con le prime esportazioni commerciali previste verso il 2030. Secondo le stime circolanti tra gli analisti di Buenos Aires, una volta a regime il progetto potrebbe generare tra i 20 e i 25 miliardi di dollari di export annuo, trasformando l’Argentina in un fornitore rilevante per i mercati asiatici ed europei.
Per Eni, l’ingresso nell’upstream argentino rappresenta il completamento di una presenza già estesa alla fase di sviluppo congiunto e alla commercializzazione del GNL. Guido Brusco, chief operating officer Global Natural Resources della major italiana, ha sottolineato come la partecipazione posizioni la società lungo l’intera catena del valore, dalla produzione al cliente finale, contribuendo alla sicurezza energetica globale. In un contesto in cui l’Europa cerca forniture stabili lontane da aree di conflitto, la distanza geografica dell’Argentina dai teatri di crisi mediorientali viene letta a Bruxelles come un fattore di attrattiva aggiuntivo. Dal canto suo, XRG vede nell’operazione un tassello per costruire una piattaforma globale integrata nel gas e nel GNL, con l’obiettivo di raggiungere 20-25 milioni di tonnellate annue di capacità entro il 2035.
L’architettura societaria ora definita copre l’intero arco del progetto, dall’estrazione del gas non convenzionale alla sua liquefazione e vendita sui mercati internazionali. Restano da ottenere le autorizzazioni regolatorie per la cessione delle aree, passaggio che le parti considerano imminente. Il prossimo appuntamento concreto sarà l’avvio della fase di ingegneria di base (FEED) già programmata, in attesa del traguardo del 2026 per la decisione finale di investimento.
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| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
Il blocco latinoamericano ignora la vendita di YPF, concentrandosi su notizie locali e meteorologiche.
L'assenza totale di copertura della notizia la rende invisibile, suggerendo che non è degna di attenzione per il pubblico latinoamericano.
Manca qualsiasi riferimento alla transazione energetica argentina, che pure coinvolge un'azienda statale della regione.
Il blocco del Golfo arabo ignora la vendita di YPF, concentrandosi su progetti regionali e questioni interne.
L'assenza di copertura della notizia la rende invisibile, suggerendo che non è rilevante per il pubblico del Golfo.
Manca qualsiasi riferimento alla transazione energetica argentina, che coinvolge anche un potenziale partner del Golfo (XRG).
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