
Cobolli e Paolini ai quarti, l’Italia del tennis riscrive la storia a Wimbledon
Il romano liquida De Minaur in tre set, la toscana piega la rivelazione Eala sotto gli occhi di Federer: due azzurri tra i migliori otto per la seconda volta ai Championships.
Il lunedì della seconda settimana di Wimbledon consegna un doppio sorriso all’Italia del tennis. Sul Campo 1 Flavio Cobolli, numero 10 del ranking e reduce dalla finale del Roland Garros, ha domato l’australiano Alex De Minaur con un secco 7-5, 7-6(4), 6-3, conquistando i quarti di finale per il secondo anno consecutivo. Poche ore dopo, sul Centrale, Jasmine Paolini ha interrotto la favola della filippina Alexandra Eala – giustiziera della campionessa in carica Iga Świątek – imponendosi 6-4, 4-6, 6-3 e tornando tra le prime otto di uno Slam per la prima volta dalla finale persa qui nel 2024. È la decima volta nell’era Open che l’Italia piazza contemporaneamente un uomo e una donna nei quarti di un Major, la seconda sui prati dell’All England Club.
La vittoria di Cobolli è stata un manifesto di maturità agonistica. Sotto 2-5 nel secondo set, il romano ha infilato un parziale di undici punti consecutivi, ribaltando l’inerzia e chiudendo al tie-break. Nel terzo parziale, nonostante un altalenante scambio di break, ha piazzato l’affondo decisivo nell’ottavo game, punendo i due doppi falli di un De Minaur sempre più falloso. A match concluso, Cobolli ha esultato mimando il celebre “Siuuu” di Cristiano Ronaldo – un omaggio dichiarato al fuoriclasse portoghese, che ha strappato applausi al pubblico britannico. «Mi sentivo stanco, sono contento di aver vinto in tre set – ha detto a caldo –. Sono orgoglioso di me stesso». Ora lo attende una sfida inedita contro il beniamino di casa Arthur Fery, wild card numero 114 del mondo, capace di eliminare Grigor Dimitrov in un’altra maratona di cinque set. I due si sono già incrociati agli Australian Open di questa stagione, con vittoria del britannico su un Cobolli debilitato da un virus intestinale: condizioni che, su erba e con un italiano in piena fiducia, promettono un copione assai diverso.
Sul Centrale, Paolini ha dovuto sudare più del previsto per avere ragione di Eala. La 21enne di Manila, prima tennista filippina a raggiungere gli ottavi di uno Slam, ha mostrato la stessa grinta che le aveva permesso di sorprendere Świątek, recuperando da 1-4 nel primo set e portando a casa il secondo parziale. Ma l’azzurra, cresciuta di condizione dopo un avvio di torneo complicato (6-0 subito al primo turno da Montgomery), ha alzato il livello nei momenti chiave: nel set decisivo ha concesso appena cinque punti al servizio e ha chiuso con un parziale di 12 degli ultimi 15 punti. In tribuna c’era Roger Federer, idolo dichiarato della toscana, che ha ammesso: «Mi sono detta di stare concentrata e di non pensare che lui fosse qui a vedere la mia partita». La presenza del campione svizzero e del pilota della Mercedes Kimi Antonelli nella Royal Box ha aggiunto un tocco di glamour a una giornata già ricca di significati.
L’eliminazione di Eala non cancella la portata storica del suo torneo. Nei giorni scorsi la sua impresa contro Świątek aveva totalizzato oltre un milione di visualizzazioni sul canale YouTube di Wimbledon, più di qualsiasi altro highlight di questa edizione. Nelle Filippine, dove il tennis non aveva mai avuto un’eroina, le sue partite sono state seguite in watch party affollati, e la stessa giocatrice ha evocato il mito di Manny Pacquiao: «Quando combatteva, il Paese si fermava. È un’ispirazione immensa». L’ambasciata filippina a Londra ha seguito ogni suo passo, e i tifosi presenti sui campi l’hanno salutata con un’ovazione che ne certifica il nuovo status di icona nazionale.
Per l’Italia, il bilancio è lusinghiero. Con Jannik Sinner già qualificato e atteso domani contro Struff, il movimento azzurro conferma una solidità che va oltre i singoli exploit. Cobolli, che un mese fa giocava la sua prima finale Slam a Parigi, è ormai una realtà stabile della top 10; Paolini, dopo una prima metà di stagione segnata da infortuni e uscite premature, ritrova il tennis che l’aveva portata a un passo dal titolo. Mercoledì affronterà l’ucraina Marta Kostyuk, mentre Cobolli se la vedrà con Fery: due quarti di finale che, qualunque sia l’esito, raccontano di un’Italia capace di competere ai massimi livelli su ogni superficie.
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L'Italia celebra i suoi campioni a Wimbledon, con Paolini e Cobolli pronti a scrivere una nuova pagina di storia.
Enfatizzando il percorso degli atleti italiani e minimizzando le imprese degli avversari, si crea una narrazione di orgoglio nazionale.
Non viene approfondita la storia di Eala o di Osaka, che sono invece centrali in altri blocchi.
Alexandra Eala è la nuova stella del tennis, la sua vittoria su Swiatek è un'impresa storica che merita attenzione globale.
Raccontando la storia personale di Eala e il suo significato per le Filippine, si crea un arco narrativo di underdog che cattura l'immaginazione.
Non si menziona il contesto italiano o la partita di Osaka, concentrandosi esclusivamente su Eala.
Naomi Osaka ha dimostrato la sua grandezza battendo la numero uno Sabalenka, una vittoria che riscrive le gerarchie del tennis femminile.
Presentando la vittoria come un'impresa inaspettata e dominante, si enfatizza la sorpresa e la potenza di Osaka.
Non si parla di Paolini, Cobolli o Eala, che sono invece protagonisti in altri blocchi.
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